Come scriviamo su TeoCentro
Quello che trovi su TeoCentro è il risultato di un processo di ricerca su fonti primarie, sistema di qualità e controllo dei bias. Questa pagina spiega come funziona.
Le nostre fonti
Tutti gli articoli citano le fonti usate. Le basi documentali principali sono:
Il processo in 3 passi
Ricerca su fonti primarie
Ogni articolo parte dalle fonti originali e ortodosse. Usiamo strumenti di intelligenza artificiale per accelerare la raccolta e la correlazione di testi da Sefaria, NewAdvent e altre basi dati documentali. I testi rilevanti sono analizzati, confrontati e studiati.
Sistema di qualità
I contenuti soddisfano tutti i criteri del sistema di qualità basato su sei criteri: profondità delle fonti, fondatezza delle citazioni, distinzione tra informazioni riportate e interpretazioni, copertura delle posizioni divergenti, fedeltà alle fonti originali e pertinenza tematica.
Controllo dei bias
Il contenuto viene analizzato per limitare la presenza di selezioni tendenziose delle informazioni o omissioni significative. Quando un'interpretazione non è univoca, quando si tratta di ipotesi, di una possibilità tra più posizioni, o di un fatto documentato, viene esplicitato. L'obiettivo è l'oggettività e la chiarezza: il lettore deve poter distinguere tra ciò che le fonti riportano e ciò che è interpretazione.
Come funziona in pratica: un caso reale
Articolo: Immacolata Concezione — significato, dogma del 1854 · Revisione approfondita: 15 maggio 2026
I quattro punti critici individuati
- Lacuna sistematica — nessuna fonte rabbinica/tannaitica su un tema soteriologico (obbligatoria per metodo storico-halakhico)
- Interpretazione come fatto — la categoria latina reatus presentata come categoria biblica universale, senza il ventaglio semitico ḥeṭ / ʿavon / pesha vs hamartia greco
- Anacronismo strutturale — il dogma del 1854 proiettato su Maria storica del I sec. senza ricostruire il contesto halakhico in cui visse
- Selezione confessionale — kecharitōmenē (Lc 1:28) trattato senza il ḥen di elezione veterotestamentario come precedente strutturale
L'intervento: additivo, non cassatorio
Nessun contenuto rimosso. Il dogma cattolico resta esposto integralmente. Intervento contestualizzante: aggiunto il ventaglio semitico, il ḥen di Gn 6:8 come precedente strutturale di kecharitōmenē, e una nuova sezione "Maria nel Giudaismo del Secondo Tempio" con sei fonti verificate via Sefaria (b. Berakhot 60b, Pirqei Avot 3:1, m. Niddah 5:3, Gn 6:8, Lv 12:6, Lc 1:6). Quattro posizioni confessionali esposte come tali: cattolica latina, ortodossa orientale, riforma protestante, critica storico-esegetica.
Esempio di catena documentale
Claim: «Maria fu concepita immune dal peccato come privilegio singolare.»
- Dato testuale: Lc 1:28 kecharitōmenē (participio perfetto passivo, NA28) → stato di grazia compiuto
- Sostrato ebraico: ḥen di Gn 6:8 = elezione individuale per favore, non immunità ontologica; neshamah tehorah (b. Berakhot 60b) = purezza universale di ogni anima alla nascita
- Sviluppo dogmatico: Duns Scoto 1308 potuit, decuit, ergo fecit → redemptio praeservativa (ipotesi scolastica, non dato esegetico)
- Definizione: Pio IX 1854, Ineffabilis Deus (atto magisteriale cattolico)
- Contraddittorio: Lossky 1944 — il dogma isola Maria dalla solidarietà con l'umanità redenta (lettura ortodossa orientale)
Dal dato testuale (1) alla definizione dogmatica (4) passano inferenze scolastiche (3) che altre tradizioni cristiane non accettano. Questo è ciò che rendiamo tracciabile.
Cosa non pubblichiamo
- ✕Articoli che non superano il sistema di controllo qualità
- ✕Informazioni non verificate su fonti primarie
- ✕Contenuti senza autore o senza data di pubblicazione
- ✕Testi in cui non è possibile tracciare ogni informazione alla fonte originale
Progetto in divenire
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