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Antico Testamento

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · traduzione · lettura ortodossa

226 pericopi

Tobia 3 — Le due preghiere e la missione di Raffaele

Tobia 3,1-17·LXX (greco)·1/2
Vers.
Ebraico (MT)
Septuaginta (LXX)
Lettura Ortodossa
1
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ λυπηθεὶς ἔκλαυσα καὶ προσευξάμην μετ’ ὀδύνης λέγων
E afflitto piansi, e pregai con dolore dicendo:
2
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
Δίκαιος εἶ, κύριε, καὶ πάντα τὰ ἔργα σου καὶ πᾶσαι αἱ ὁδοί σου ἐλεημοσύναι καὶ ἀλήθεια, καὶ κρίσιν ἀληθινὴν καὶ δικαίαν σὺ κρίνεις εἰς τὸν αἰῶνα.
Tu sei giusto (tzaddìq), TetraGramma, e tutte le tue opere e tutte le tue vie sono misericordia e fedeltà (chèsed ve-emèt, l'amore fedele di alleanza); con giudizio vero e giusto tu giudichi in eterno.
3
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
μνήσθητί μου καὶ ἐπίβλεψον ἐπ’ ἐμέ· μή με ἐκδικήσῃς ταῖς ἁμαρτίαις μου καὶ τοῖς ἀγνοήμασίν μου καὶ τῶν πατέρων μου, ἃ ἥμαρτον ἐνώπιόν σου·
Ricòrdati di me e volgi a me lo sguardo; non vendicarti dei miei peccati e delle mie colpe inconsapevoli e di quelle dei miei padri, che peccarono davanti a te.
4
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
παρήκουσαν γὰρ τῶν ἐντολῶν σου. ἔδωκας ἡμᾶς εἰς διαρπαγὴν καὶ αἰχμαλωσίαν καὶ θάνατον καὶ παραβολὴν ὀνειδισμοῦ πᾶσιν τοῖς ἔθνεσιν, ἐν οἷς ἐσκορπίσμεθα.
Non ascoltarono i tuoi comandamenti; ci hai consegnati al saccheggio, all'esilio e alla morte, e a proverbio di obbrobrio fra tutte le nazioni (gôyìm) in cui siamo stati dispersi.
5
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ νῦν πολλαὶ αἱ κρίσεις σού εἰσιν ἀληθιναὶ ἐξ ἐμοῦ ποιῆσαι περὶ τῶν ἁμαρτιῶν μου καὶ τῶν πατέρων μου, ὅτι οὐκ ἐποιήσαμεν τὰς ἐντολάς σου· οὐ γὰρ ἐπορεύθημεν ἐν ἀληθείᾳ ἐνώπιόν σου.
E ora veri sono i molti tuoi giudizi nel trattarmi secondo i miei peccati e quelli dei miei padri: perché non osservammo i tuoi comandamenti e non camminammo in verità davanti a te.
6
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ νῦν κατὰ τὸ ἀρεστὸν ἐνώπιόν σου ποίησον μετ’ ἐμοῦ· ἐπίταξον ἀναλαβεῖν τὸ πνεῦμά μου, ὅπως ἀπολυθῶ καὶ γένωμαι γῆ· διότι λυσιτελεῖ μοι ἀποθανεῖν ἢ ζῆν, ὅτι ὀνειδισμοὺς ψευδεῖς ἤκουσα, καὶ λύπη ἐστὶν πολλὴ ἐν ἐμοί· ἐπίταξον ἀπολυθῆναί με τῆς ἀνάγκης ἤδη εἰς τὸν αἰώνιον τόπον, μὴ ἀποστρέψῃς τὸ πρόσωπόν σου ἀπ’ ἐμοῦ.
E ora fa' di me secondo ciò che ti è gradito; comanda che sia tolto il mio soffio vitale (rùach), perché io sia sciolto e divenga polvere (ʿafàr) della terra: mi è meglio morire che vivere, perché ho udito falsi obbrobri e grande è in me l'angoscia. Comanda che io sia liberato da questa stretta verso il luogo eterno; non distogliere il tuo volto da me.
7
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
Ἐν τῇ αὐτῇ ἡμέρᾳ συνέβη τῇ θυγατρὶ Ραγουηλ Σαρρα ἐν Ἐκβατάνοις τῆς Μηδίας καὶ ταύτην ὀνειδισθῆναι ὑπὸ παιδισκῶν πατρὸς αὐτῆς,
In quello stesso giorno avvenne a Sara, figlia di Reuèl, in Ecbatana di Media, di essere oltraggiata dalle serve di suo padre,
8
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
ὅτι ἦν δεδομένη ἀνδράσιν ἑπτά, καὶ Ασμοδαυς τὸ πονηρὸν δαιμόνιον ἀπέκτεινεν αὐτοὺς πρὶν ἢ γενέσθαι αὐτοὺς μετ’ αὐτῆς ὡς ἐν γυναιξίν. καὶ εἶπαν αὐτῇ Οὐ συνίεις ἀποπνίγουσά σου τοὺς ἄνδρας; ἤδη ἑπτὰ ἔσχες καὶ ἑνὸς αὐτῶν οὐκ ὠνάσθης.
perché era stata data a sette uomini, e Asmodeo (Ashmedài), il demonio malvagio, li aveva uccisi prima che si unissero a lei come si fa con le mogli. E le dissero: Non capisci che soffochi i tuoi mariti? Già sette ne hai avuti e di nessuno hai goduto.
9
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
τί ἡμᾶς μαστιγοῖς; εἰ ἀπέθαναν, βάδιζε μετ’ αὐτῶν· μὴ ἴδοιμέν σου υἱὸν ἢ θυγατέρα εἰς τὸν αἰῶνα.
Perché ci percuoti? Se sono morti, va' con loro; che non vediamo mai un tuo figlio o una tua figlia!
10
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
ταῦτα ἀκούσασα ἐλυπήθη σφόδρα ὥστε ἀπάγξασθαι. καὶ εἶπεν Μία μέν εἰμι τῷ πατρί μου· ἐὰν ποιήσω τοῦτο, ὄνειδος αὐτῷ ἐστιν, καὶ τὸ γῆρας αὐτοῦ κατάξω μετ’ ὀδύνης εἰς ᾅδου.
Udito questo, si afflisse tanto da voler porre fine ai suoi giorni; ma disse: Sono l'unica di mio padre; se faccio questo, è obbrobrio per lui, e farò scendere la sua canizie con dolore allo Sheòl, il luogo dei morti.
11
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ ἐδεήθη πρὸς τῇ θυρίδι καὶ εἶπεν Εὐλογητὸς εἶ, κύριε ὁ θεός μου, καὶ εὐλογητὸν τὸ ὄνομά σου τὸ ἅγιον καὶ ἔντιμον εἰς τοὺς αἰῶνας· εὐλογήσαισάν σε πάντα τὰ ἔργα σου εἰς τὸν αἰῶνα.
E supplicò presso la finestra e disse: Benedetto sei tu, TetraGramma Dio mio, e benedetto il tuo Nome santo e venerabile nei secoli; ti benedicano tutte le tue opere in eterno.
12
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ νῦν, κύριε, τοὺς ὀφθαλμούς μου καὶ τὸ πρόσωπόν μου εἰς σὲ δέδωκα·
E ora, TetraGramma, a te ho rivolto gli occhi e il volto:
13
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
εἰπὸν ἀπολῦσαί με ἀπὸ τῆς γῆς καὶ μὴ ἀκοῦσαί με μηκέτι ὀνειδισμόν.
di' che io sia liberata dalla terra e non oda più obbrobrio.
14
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
σὺ γινώσκεις, κύριε, ὅτι καθαρά εἰμι ἀπὸ πάσης ἁμαρτίας ἀνδρὸς
Tu sai, TetraGramma, che sono pura (tehoràh) da ogni peccato con uomo,
15
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ οὐκ ἐμόλυνα τὸ ὄνομά μου οὐδὲ τὸ ὄνομα τοῦ πατρός μου ἐν τῇ γῇ τῆς αἰχμαλωσίας μου. μονογενής εἰμι τῷ πατρί μου, καὶ οὐχ ὑπάρχει αὐτῷ παιδίον, ὃ κληρονομήσει αὐτόν, οὐδὲ ἀδελφὸς ἐγγὺς οὐδὲ ὑπάρχων αὐτῷ υἱός, ἵνα συντηρήσω ἐμαυτὴν αὐτῷ γυναῖκα. ἤδη ἀπώλοντό μοι ἑπτά· ἵνα τί μοι ζῆν; καὶ εἰ μὴ δοκεῖ σοι ἀποκτεῖναί με, ἐπίταξον ἐπιβλέψαι ἐπ’ ἐμὲ καὶ ἐλεῆσαί με καὶ μηκέτι ἀκοῦσαί με ὀνειδισμόν.
e non ho contaminato il mio nome né il nome di mio padre nella terra della mia cattività. Sono figlia unica di mio padre, e non ha altro figlio che lo erediti, né fratello prossimo né figlio suo per cui io mi conservi sposa. Già me ne sono periti sette: a che vivere? E se non ti piace uccidermi, comanda di volgere a me lo sguardo e di avere compassione viscerale (rachamìm, la pietà materna del grembo) di me, e che io non oda più obbrobrio.
16
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
Καὶ εἰσηκούσθη ἡ προσευχὴ ἀμφοτέρων ἐνώπιον τῆς δόξης τοῦ μεγάλου Ραφαηλ,
E fu esaudita la preghiera di entrambi davanti alla gloria di Dio, e fu mandato Raffaele (Refaèl, «El guarisce»)
17
[Libro deuterocanonico: testo greco della Settanta (LXX); non presente nel Testo Masoretico ebraico.]
καὶ ἀπεστάλη ἰάσασθαι τοὺς δύο, τοῦ Τωβιτ λεπίσαι τὰ λευκώματα καὶ Σαρραν τὴν τοῦ Ραγουηλ δοῦναι Τωβια τῷ υἱῷ Τωβιτ γυναῖκα καὶ δῆσαι Ασμοδαυν τὸ πονηρὸν δαιμόνιον, διότι Τωβια ἐπιβάλλει κληρονομῆσαι αὐτήν. ἐν αὐτῷ τῷ καιρῷ ἐπιστρέψας Τωβιτ εἰσῆλθεν εἰς τὸν οἶκον αὐτοῦ καὶ Σαρρα ἡ τοῦ Ραγουηλ κατέβη ἐκ τοῦ ὑπερῴου αὐτῆς.
a guarire i due: a Tobìt per scrostare le macchie bianche degli occhi, e a Sarà figlia di Reuèl per darla in sposa a Tobia figlio di Tobìt e per legare Ashmedài il demonio malvagio, poiché a Tobia spettava di averla in eredità. In quel tempo Tobìt, tornato, entrò in casa sua, e Sarà figlia di Reuèl scese dalla sua stanza alta.

Riferimenti biblici