Introduzione al Salmo 20

Salmo 20 testo: 'il Signore ti risponda nel giorno della prova'

Il salmo 20 e classificato dalla critica forma come «salmo regale di intercessione» (konigsklage secondo Gunkel): la comunita o un gruppo intercede per il re prima della battaglia. Si apre con il versetto piu noto: ya'ankha YHWH be-yom tzarah yesaggevkha shem Elohei Ya'aqov — «il Signore ti risponda nel giorno della prova, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe» (Sal 20:2). Le sette benedizioni dei vv.2-6 sono rivolte a un «tu» singolare che la tradizione esegetica identifica con il re davidico in vista del combattimento.

Il riferimento al «nome del Dio di Giacobbe» (shem Elohei Ya'aqov) e teologicamente denso. Nella teologia biblica il «nome» di YHWH non e una semplice etichetta ma la presenza divina manifesta (Dt 12:5: «il luogo che YHWH scegliera per porvi il suo nome»). Sal 20:2 invoca quindi non l'aiuto generico ma la presenza efficace del Dio di Giacobbe — designazione patriarcale che richiama le promesse fatte ad Abramo, Isacco e Giacobbe.

Versetto (MT) Termine ebraico chiave Significato teologico
Sal 20:2 shem Elohei Ya'aqov (שֵׁם אֱלֹהֵי יַעֲקֹב) Nome del Dio di Giacobbe — presenza
Sal 20:4 minchah ve-olah (מִנְחָה וְעוֹלָה) Offerta e olocausto — culto sacrificale
Sal 20:7 atta yada'ti (עַתָּה יָדַעְתִּי) Ora so — svolta liturgica
Sal 20:8 be-rekhev u-be-susim (בְּרֶכֶב וּבַסּוּסִים) Carri e cavalli — fiducia umana
Sal 20:8 be-shem YHWH Eloheinu (בְּשֵׁם יְהוָה אֱלֹהֵינוּ) Nel nome del Signore Dio nostro

Salmo 20 commento: 'questi nei carri, quelli nei cavalli, noi nel nome'

Il versetto 8 e il cuore teologico del salmo: eleh va-rekhev ve-eleh va-susim va-anachnu be-shem YHWH Eloheinu nazkir — «questi nei carri, quelli nei cavalli, ma noi nel nome del Signore nostro Dio facciamo memoria» (Sal 20:8). Il contrasto e netto: la potenza militare antica (carri e cavalli) contro la fiducia in YHWH. Il verbo nazkir (faremo memoria, da zakhar) non significa «ricordare» nel senso psicologico, ma «invocare in azione» — il nome di Dio viene proclamato per attivarne la presenza salvifica.

Il contrasto tra fiducia militare e fiducia in YHWH e un tema centrale della teologia profetica. Is 31:1 condanna chi «scende in Egitto per cercare aiuto, si appoggia ai cavalli e confida nei carri perche sono numerosi» — usando esattamente lo stesso lessico di Sal 20:8. Os 14:4 dichiara: Ashshur lo yoshi'enu al-sus lo nirkav (Assiria non ci salvera, sui cavalli non saliremo). Sal 20 incarna quindi una posizione profetica nella forma di preghiera regale: la vittoria non viene dalla potenza ma dal nome.

Salmo 20 spiegazione: 'ora so' e la struttura liturgica

Il versetto 7 introduce una svolta drammatica nella struttura del salmo: atta yada'ti ki hoshi'a YHWH meshicho — «ora so che YHWH salva il suo unto» (Sal 20:7). Il termine meshicho (suo unto, suo mashiach) e tecnico: indica il re consacrato dall'olio dell'unzione. La «svolta» (atta — «ora») e tipica dei salmi liturgici: dopo l'intercessione (vv.2-6), un sacerdote o profeta dichiara l'oracolo di salvezza, e la comunita risponde con la confessione di fede (v.8).

Il Midrash Tehillim 20 illumina il senso profondo di questo salmo: quando Israele è nella tribolazione e cerca Dio onorandolo in quel momento, Dio risponde, come scritto nel Sal 91:15 — «mi invocherà e io gli risponderò». Il midrash costruisce la suggestiva immagine di una madre che ode il grido della figlia in travaglio: pur in attrito con lei, non può sopportare di non rispondere al suo dolore, perché «la sofferenza di mia figlia è la mia sofferenza». Così, nel grido be-shem YHWH nazkir del Sal 20:8 — «noi invochiamo nel nome del Signore nostro Dio» — il Salterio riconosce che la proclamazione del nome divino in tempo di crisi non è semplice formula liturgica, ma atto di fiducia che coinvolge Dio stesso nella sofferenza del suo popolo. La tradizione ebraica ha riconosciuto in Sal 20 uno dei modelli classici della preghiera comunitaria per il bene del leader, e nelle comunita ortodosse si recita ancora come parte del taChanun mattutino.

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Riferimenti biblici