Il Libro dei Salmi

Tipologia e struttura

Per accordarsi con il cuore e la mente a quello che andremo a pregare è importante sapere che abbiamo:

• 57 Mizmorim, che i Settanta traducono per lo più come "Psalmos", cioè un canto accompagnato dal suono di uno strumento. Il verbo "zamar" ricordate, vuol dire cantare al suono di uno strumento.

• Lo Shir (30 volte), che vuol dire canto. A volte abbiamo lo Shir Yedidot, oppure quello che viene chiamato l'"epitalamio".

• "Maskil" (13 volte), il salmo sapienziale. Il Miktam: è un salmo allusivo oppure preghiera segreta. Questo è importante perché viene forse probabilmente dal verbo "katam" che vuol dire nascondere.

• Lo "Shiggayon" che è un lamento o un salmo penitenziale.

• La "Tefillah", preghiera normale.

• Quelle che vengono definite le annotazioni musicali. Quindi quando si leggerà "Higgayon", è la meditazione oppure musica meditativa.

• Il "Selah", 71 volte in 30 salmi. È di etimologia incerta come significato. Trovandosi alla fine della strofa, probabilmente indica la pausa, un intermezzo, l'interludio, pensate un po' quello che volete voi, oppure addirittura potrebbe essere una prostrazione, un'adorazione.

• Il "Neginot" sugli strumenti a corda. È importante perché questo ricorda anche se non suoniamo o non sappiamo suonare. Lo strumento a corda viene sempre visto, ricordatevi sempre che gli strumenti a corde sono fatti con le interiora degli animali all'epoca; questo significava che c'era un sacrificio. Quindi quando c'è lo strumento a corda, sappiate per esempio il salmo 4, 6, 54, 55, c'è questo legame tra il legno, che rimanda sempre per i padri della Chiesa alla croce, e lo strumento a corda, che rimanda al sacrificio.

• Il "Nehilot", sono gli strumenti a fiato. Questo è molto importante perché il fiato rimanda al "neshamah", al nefesh, a quello che Dio ci ha dato, quindi si prega a voce alta.

• Titoli che indicano melodie o altri canti popolari o arie popolari, come "Al ha-Gittit", sulle melodie del gittit, che probabilmente viene dalla città di Gat, nella quale David haMelech è stato, oppure altri pensano uno strumento caratteristico portato da David haMelech proprio da Gat. In tal caso la notazione farebbe parte del gruppo precedente.

• "Al Yedutun", che potrebbe essere "alla melodia di Yedutun", che è una figura che troveremo nel libro delle Cronache come uno dei più importanti maestri del coro messo lì da David haMelech.

• "Al-Mutlaben", "Sulla morte del figlio", Salmo 9, e questo sarà importante pregarlo con grande intensità. Potete immaginarvi il figlio, chi è.

• "Al-Ayelet ha-Shachar", "secondo l'aria della cerva del mattino", Salmo 22, ben conosciuto.

• "Al-Shoshanim", "secondo l'aria dei gigli".

• "Shoshanim Edut".

• "Al-Yonat Elem Rechokim", "secondo l'aria della colomba dei terebinti lontani".

• Tre salmi, quello che noi definiamo il "non distruggere" "Al-Tashcheth".

• "Mizmor le-Yom ha-Shabbat", "Salmo per il giorno dello Shabbat".

• "Le-Hazkir", "Per ricordare", questo è importante anche perché era il momento dell'offerta dell'incenso.

• Un'altra serie di Salmi, "Le-Todah", di rendimento di grazie, da "Lehazkir", di ricordo all'"Eucaristia".

• Le "Lamed", lilmod, talmid e talmud (cioè per insegnare).

• "Shirei ha-Ma'alot", sono i Salmi delle ascensioni, dal 120 al 134. Fanno riferimento al pellegrinaggio alla "Ma'alah", cioè proprio alla salita alla città santa.

Aspetti musicali

Molti salmi contengono indicazioni musicali come "Al direttore del coro" o termini come "Selah" che probabilmente indicavano pause o cambiamenti nel modo di cantare. Termini come "miktam", "maskil" e "shiggaion" potrebbero riferirsi a generi musicali o stili di esecuzione. I salmi erano accompagnati da strumenti come arpe, liuti, cembali e trombe durante il culto nel Tempio.

Autori e numerazione

I salmi sconfinano dall'undicesimo secolo avanti Cristo fino al IV-III secolo avanti Cristo, quindi è stato un "work in progress" e magari all'interno dello stesso salmo abbiamo più momenti di stratificazioni di rivelazioni che Dio ha dato al salmista. Sono attribuiti a David haMelech 73 salmi; ad Asaf, 12 salmi; ai "lifnei Korach", "figli di Korah", 11 salmi; liShlomo, a Salomone, 2 salmi; il Salmo 90 attribuito a Mosè; Salmo 88 di Heman; e Salmo 89 a Etan. Quindi abbiamo sette autori, giusto per orientarci.

I salmi hanno due numerazioni: quella del testo masoretico e quella del testo greco. Se si eccettuano 34 salmi, tutti gli altri portano in testa delle annotazioni varie, conosciute come i sottotitoli. Ricordatevi che sono tutti testi ispirati. Sebbene sia ormai fuori discussione la loro non appartenenza alla redazione del testo sacro, sono molto importanti e meritano una certa attenzione. I titoli in qualche modo riguardano ogni genere letterario.

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Preghiera

Molti salmi fanno riferimento alla notte. Non perché Dio si ritiri quando cala il buio — la Bibbia dice che Dio vive nell'oscurità, "si ammanta di oscurità come di un mantello" (Sal 18:12), e che la notte stessa è creata da Lui (Gen 1:5). Non siamo sotto le tenebre: siamo sotto Dio. La notte è il momento del combattimento vero e proprio: non perché Dio manchi, ma perché il nemico sa che lì bisogna trovarci svegli a pregare. I demoni si scagliano contro i grandi uomini di Dio specialmente di notte — motivo per cui è vietato muoversi soli nelle ore notturne. (Pirke Avot 3:4, Gv 3:1-2)

Il Salmo 91 — usato da Gesù stesso contro il tentatore in Mt 4 — descrive questo con precisione: "non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola di giorno, né la peste che avanza nelle tenebre, né il ketev meriri del mezzogiorno" (Sal 91:5-6). Il Salmo 63 porta la preghiera notturna al suo vertice: "mi ricordo di te sul mio giaciglio, nelle veglie notturne medito su di te" (Sal 63:7). Il Salmo 130 grida da quella stessa profondità: "Dal profondo ti grido, Signore" (Sal 130:1). Tutta la storia di Israele è attraversata da grandi notti di veglia: la notte di Pesach, la notte del Mar Rosso, la notte della promessa ad Abramo. Gesù, prima di scegliere i dodici apostoli, "trascorse la notte pregando Dio" (Lc 6:12).

Con la preghiera sosteniamo i nostri fratelli, e soprattutto chi non crede ancora. Prepariamoci perché molti salmi richiamano direttamente la notte.

Non si prega in ginocchio. Questa è una norma della liturgia ebraica e proto-cristiana che Gesù non ha mai cassato, e che è rimasta in vigore fino almeno al Concilio di Efeso: "di domenica è vietato inginocchiarsi, si fa profanazione del nome" (chillul HaShem). Avete mai visto una sinagoga con gli inginocchiatoi? Non esiste. C'erano gli inginocchiatoi nel Tempio? No. Perché? Perché nella Bibbia il ginocchio che si piega è il ginocchio davanti agli idoli. Inginocchiarsi davanti al Dio di Israele, che non vuole che tu ti inginocchi, significa fare di Lui un idolo — questo è il chillul hashem nella sua forma liturgica.

Il Talmud babilonese, nel trattato di Berakhot, afferma che "il regno dei cieli va accettato in piedi". Stare in piedi durante la preghiera è la postura di chi è libero, di chi è risorto, di chi non è schiavo. Le panche in sinagoga sono tollerate per gli anziani, i bambini e le donne incinte — ma lo stare in piedi rimane il segno della libertà del popolo di Dio.

Si può fare la prostrazione, chiaramente. Il prostrarsi — in ebraico hishtachaveh, in greco proskinesis — non è l'inginocchiarsi. È la grande adorazione, quella che si vede ancora nelle chiese ortodosse, dove ci si china toccando il pavimento tre volte: l'atto di adorazione totale davanti al Signore della vita. Si può pregare anche a sedere, o in piedi. Queste sono le posture legittime della preghiera cristiana.

Se si dispone dell'incenso in casa, si può usarlo tranquillamente — come facevano i figli di Israele. Il Salmo 141 lo dice: "salga la mia preghiera come incenso davanti a te" (Sal 141:2). L'altare dell'incenso nell'Esodo è l'altare della preghiera — la copia terrestre di quello celeste dell'Apocalisse (Ap 8:4): Abiterò in mezzo a loro. Le famiglie cristiane bruciavano l'incenso davanti alle icone e alle lampade; le chiese della Riforma lo usavano per accompagnare i salmi.

Ricordiamolo sempre, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nella Santa e Indivisa Trinità. Diamo gloria a Dio Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre nei secoli eterni.