Introduzione al Salmo 99
Il salmo 99 testo: YHWH malakh e il trono dei cherubini
Il salmo 99 apre con la formula di intronizzazione che unifica gli inni regali del Salterio: YHWH malakh, yirg'zu ammim, yoshev keruvim tanot ha'aretz — «YHWH regna, tremano i popoli; è assiso sui cherubini, la terra sussulta» (Sal 99:1 MT). L'immagine di YHWH yoshev keruvim («assiso sui cherubini») rimanda alla realtà cultuale dell'Arca dell'Alleanza: Dio parla da sopra il propiziatorio tra i due cherubini (Es 25:22). Il salmo 99 testo situa così il regno divino nel contesto del Tempio e del culto, dove il sovrano del cosmo si rende accessibile alla sua comunità. Il versetto 2 articola la tensione tra presenza locale e signoria universale: YHWH b'Tziyyon gadol, v'ram hu al kol ha'ammim — «YHWH è grande in Sion ed è esaltato su tutti i popoli» (Sal 99:2 MT). La grandezza di YHWH non è circoscritta al monte Sion ma si estende a tutte le nazioni.
Il salmo 99 commento: la struttura del Trisagio
La caratteristica strutturale del salmo 99 è la triplice proclamazione del refrain kadosh hu («santo è lui»), distribuita a tre snodi del testo come ritornello liturgico: al versetto 3 — yodu shim'kha gadol v'nora kadosh hu («lodino il tuo nome grande e terribile, santo è lui»); al versetto 5 — rom'mu YHWH Eloheinu v'hishtakhavu lahadom raglav, kadosh hu («esaltate YHWH nostro Dio e prosternatevi allo sgabello dei suoi piedi, santo è lui»); e al versetto 9 — ki kadosh YHWH Eloheinu («perché santo è YHWH nostro Dio»). Questo schema triplice ha dato origine al Qadosh, Qadosh, Qadosh (Is 6:3) del Trisagio liturgico: nella sinagoga è il nucleo della Qedushah, la sezione più alta della preghiera delle diciotto benedizioni; nella liturgia cristiana è il Sanctus della Messa (Ap 4:8). Il versetto 4 precisa il contenuto etico della santità divina: oz melekh mishpat ohev, attah konnanta meisharim mishpat u'tzedaqah b'Ya'aqov attah asita — «tu, o re potente, ami il mishpat; tu hai stabilito l'equità, il diritto e la giustizia in Giacobbe» (Sal 99:4 MT). La qedushah («santità») di YHWH non è separazione assoluta dal mondo ma impegno etico nella storia.
Il salmo 99 spiegazione: Mosè, Aronne e Samuele nell'intercessione
La seconda sezione (vv. 6-8) introduce tre figure paradigmatiche dell'intercessione: Moshe v'Aharon b'kohanav, uShmuel b'kor'ei shmo, qor'im el YHWH v'hu ya'anem — «Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti, e Samuele tra coloro che invocano il suo nome; invocano YHWH ed egli li ascolta» (Sal 99:6 MT). La triade Mosè-Aronne-Samuele abbraccia le tre dimensioni della mediazione nell'antica Israele: profetica, sacerdotale e giudiziale. Il versetto 7 descrive la modalità della comunicazione divina: b'ammud anan yedabber aleyhem, sham'ru edotav v'khoq natan lamo — «nella colonna di nube parlava loro; custodivano le sue testimonianze e il decreto che aveva dato loro» (Sal 99:7 MT). L'ammud anan («colonna di nube») è il simbolo per eccellenza della presenza divina che accompagna il popolo nel deserto (Es 13:21). Il salmo conclude con l'invito alla proskynesi sul monte santo: rom'mu YHWH Eloheinu v'hishtakhavu l'har qodsho, ki kadosh YHWH Eloheinu — «esaltate YHWH nostro Dio e prosternatevi davanti al suo monte santo, perché santo è YHWH nostro Dio» (Sal 99:9 MT). La santità di YHWH richiede la risposta della prostrazione: il kadosh hu non è solo attributo da contemplare ma realtà a cui conformarsi nel culto e nella vita.