Introduzione al Salmo 98
Il salmo 98 testo: shiru l'YHWH shir chadash
Il salmo 98 si apre con l'invocazione liturgica più caratteristica degli inni regali del Salterio: mizmor, shiru l'YHWH shir chadash ki nifla'ot asah, hoshi'ah lo yemino uzero'a qodsho — «Canto. Cantate a YHWH un canto nuovo, perché ha fatto meraviglie; la sua destra e il suo braccio santo gli hanno dato la vittoria» (Sal 98:1 MT). La formula shir chadash («canto nuovo») non designa una composizione inedita: nella tradizione biblica, il canto nuovo è sempre risposta liturgica a un atto salvifico nuovo e definitivo. Il medesimo incipit ricorre in Sal 96:1 e Is 42:10, e la tradizione cristiana vede in questo tema la prefigurazione del cantico escatologico dell'Apocalisse (Ap 5:9). Il salmo 98 testo nella versione LXX (Sal 97 LXX) è intitolato «Salmo di Davide», confermando la sua collocazione nella raccolta daviditica.
Il salmo 98 commento: la salvezza rivelata alle nazioni
La struttura del salmo 98 si articola in tre strofe: l'azione salvifica di YHWH (vv. 1-3), l'invito universale alla lode con strumenti musicali (vv. 4-6), e la proclamazione del giudizio cosmico (vv. 7-9). Il versetto 2 è teologicamente centrale: hodi'a YHWH yeshu'ato, l'einei hagoyim gillah tzidqato — «YHWH ha fatto conoscere la sua salvezza, ha rivelato la sua giustizia agli occhi delle nazioni» (Sal 98:2 MT). La yeshu'ah non è salvezza privata o tribale: viene proclamata l'einei hagoyim («davanti agli occhi delle nazioni»), affermando la dimensione universale dell'intervento divino. Il versetto 3 aggiunge la dimensione covenantale: zakhar chasdo ve'emunato l'veit Yisra'el, ra'u kol afsei aretz et yeshu'at Eloheinu — «ha ricordato la sua hesed e la sua emunah verso la casa d'Israele; tutti i confini della terra hanno visto la salvezza del nostro Dio» (Sal 98:3 MT). La hesed e l'emunah — amore fedele e fedeltà — sono i due attributi portanti della teologia dell'alleanza.
La sezione centrale (vv. 5-6) invita alla lode strumentale: zammeru l'YHWH b'kinnor, b'kinnor v'qol zimrah, b'khatzotzrot v'qol shofar hari'u lifnei HaMelekh YHWH — «cantate a YHWH con la cetra, con la cetra e con la voce del canto, con le trombe e al suono dello shofar acclamate davanti al Re YHWH» (Sal 98:5-6 MT). Il shofar è strumento covenantale per eccellenza: il suo suono segnala il Giorno del Signore nella tradizione profetica.
Il salmo 98 spiegazione: il giudizio come gioia cosmica
La sezione finale del Salmo trasforma il giudizio in evento gioioso: yiram hayam um'lo'o, tevel v'yoshvei vah, neh'aru yekhpe'u yachad, harim yeranenu — «ruggisca il mare e quanto contiene, il mondo e i suoi abitanti; i fiumi battano le mani, le montagne insieme esultino» (Sal 98:7-8 MT). Il mishpat («giudizio») di YHWH è acclamato dalla creazione intera, perché yishpot tevel betzedek, ve'ammim bemeisharim — «giudicherà il mondo con giustizia, i popoli con rettitudine» (Sal 98:9 MT). Il tzedek del Salmo risuona con la rivelazione neotestamentaria: Paolo afferma che in Cristo «la giustizia di Dio si è manifestata» (Rm 3:21) — il giudice diventa parte del mondo che giudica. La tradizione rabbinica collega questa visione cosmica al principio che tutto appartiene a YHWH — come insegna la benedizione sul cibo: «la terra è di YHWH e quanto contiene» (Sal 24:1), fondamento della berakha prima di ogni pasto.iene» (Sal 24:1 MT).