Introduzione al Salmo 96

Il salmo 96 testo: Shiru l'YHWH shir chadash — il canto nuovo universale

Il salmo 96 si apre con un imperativo triplice che risuona come proclama cosmico: shiru l'YHWH shir chadash shiru l'YHWH kol ha'aretz — «cantate a YHWH un canto nuovo, cantate a YHWH tutta la terra» (Sal 96:1 MT). Il shir chadash (canto nuovo) non è novità fine a se stessa: nella tradizione profetica, il canto nuovo è sempre risposta a un'azione salvifica nuova di YHWH — «cantate a YHWH un canto nuovo, la sua lode dalle estremità della terra» (Is 42:10). Il salmo 96 inaugura il ciclo dei salmi del regno (Sal 96-99) che celebrano YHWH come sovrano cosmico su tutte le nazioni. La versione parallela in 1 Cr 16:23-33 colloca il canto nel momento storico del trasferimento dell'Arca dell'Alleanza a Gerusalemme sotto Davide: la liturgia storica diventa tipo della liturgia escatologica universale.

Il v. 2 MT articola le tre dimensioni dell'annuncio: cantare (shiru), benedire il nome (barékhu shmo), annunciare di giorno in giorno la salvezza — basseru miyom le'yom yeshu'ato (Sal 96:2 MT). La yeshu'ah (salvezza) di YHWH non è un evento passato: il verbo leBasser (annunciare, evangelizzare) è il termine tecnico isaiaco dell'annuncio escatologico. Il v. 3 MT estende la proclamazione oltre Israele: sapperu vagoyim kevodo bekol ha'ammim nifle'otav — «narrate fra le nazioni la sua gloria, fra tutti i popoli le sue meraviglie» (Sal 96:3 MT). La tzedakah (giustizia salvifica) e la hesed (fedeltà covenantale) di YHWH sono il tributo più solenne della teologia dell'alleanza, che percorre il Salterio dal Sal 31:20 al Sal 136 MT.

Il salmo 96 commento: La confutazione degli idoli e la gloria di YHWH (vv. 4-6)

Il salmo 96 commento della seconda sezione introduce l'argomento teologico centrale: ki kol elohei ha'ammim elilim ve'YHWH shamayim asah — «perché tutti gli dèi dei popoli sono elilim (nulla, vanità) e YHWH ha fatto i cieli» (Sal 96:5 MT). Il termine elilim — deverbale da al (nulla) — è il termine derisorio del TM per le divinità pagane: non potenze cosmoriche ma vanità senza consistenza ontologica. YHWH, al contrario, è il creatore dei cieli: la sua sovranità è fondata sull'atto creativo stesso. Hod vehadar lefanav oz vetif'eret bemiqdasho — «splendore e maestà sono davanti a lui, forza e bellezza nel suo santuario» (Sal 96:6 MT).

La tradizione rabbinica riconosce in questa confutazione degli idoli il fondamento dell'universalismo teologico: la stessa terra appartiene a YHWH (del Signore la terra e quanto contiene, Sal 24:1 MT), e chiunque goda dei suoi frutti senza benedirlo è come se rubasse a Dio (Berakhot 35a, basato su Sal 24:1). Questa logica del creatore-proprietario cosmico è il presupposto per cui tutti i popoli sono chiamati a rendere gloria a YHWH nel Salmo 96.

Il salmo 96 spiegazione: Il giudizio universale e la gioiosa attesa del creato (vv. 7-13)

La terza sezione del Sal 96 è un invito universale alla prostrazione: havu l'YHWH mishpechot ammim havu l'YHWH kavod va'oz — «portate a YHWH, famiglie dei popoli, portate a YHWH gloria e forza» (Sal 96:7 MT). L'imperativo havu (portate, rendete) si ripete tre volte nei vv. 7-8 MT come incalzante appello all'assemblea universale. Non solo Israele ma tutte le mishpechot ammim (famiglie dei popoli) sono convocate a riconoscere la sovranità cosmica di YHWH (havu l'YHWH kavod shmo, Sal 96:8 MT).

Il culmine è il v. 10 MT: imru vagoyim YHWH malakh — «dite fra le nazioni: YHWH regna!» (YHWH malakh è l'acclamazione regia per eccellenza nei Salmi del regno). Creato e storia convergono nel v. 13 MT verso il giudizio escatologico: yishpot tevel betzedek ve'ammim be'emunato — «giudicherà il mondo con giustizia (tzedek) e i popoli con la sua fedeltà (emunah)». Il mishpat di YHWH non è vendetta ma ristabilimento dell'ordine giusto: la tzedakah divina come giustizia salvifica che ordina il cosmo e la storia verso il loro fine. La gioia del creato davanti al giudice cosmico è il paradosso teologico del Sal 96 — non il tremore del reo ma l'esultanza della creazione che trova il suo senso nel riconoscimento del suo re.

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Riferimenti biblici