Introduzione al Salmo 72

Salmo 72: Il Re Messianico e il Regno di Giustizia

Il Salmo 72: Il re ideale è la grande preghiera regale per il re-messia — un salmo attribuito a Salomone (leMelech Shelomoh, Sal 72:1 MT) o, secondo la tradizione, composto da Davide per il figlio (1 Re 3:5-14). Il testo si apre con una supplica: Elohim mishpateicha leMelech ten («Dio, i tuoi giudizi dona al re», Sal 72:1 MT) — il re non è portatore di una giustizia propria, ma delegato della giustizia divina. La struttura del Salmo 72 procede da questa premessa teologica fondamentale: il re governa con giustizia e compassione (shalom, v.3) verso i poveri (dal e evyon), e il suo dominio si estende cosmicamente «dal mare al mare, dal Fiume ai confini della terra» (Sal 72:8 MT).

Giustizia per i Poveri: Dal e Evyon nel Salmo 72

La sezione centrale del salmo 72 (vv.12-14) articola il programma politico-teologico del re-messia: difesa dell'evyon (bisognoso senza risorse) e del dal (debole strutturale). La distinzione lessicale è precisamente halakhica: evyon designa chi ha urgente bisogno di sostegno materiale; dal indica chi è socialmente vulnerabile e privo di protezione. La tradizione rabbinica ha istituzionalizzato questo imperativo come tzedakah — non beneficenza opzionale, ma obbligo strutturale del re e della comunità: «Su tre cose il mondo si regge: sul din, sull'emet e sullo shalom» (Mishnah Avot 1:18). Il goel dam («riscattatore del sangue», Sal 72:14 MT) del re ribalta la logica del mondo antico: il re è garante dei deboli, non dei forti.

Il Salmo 72 stabilisce un'equazione teologica precisa: la fioritura della natura (piogge, abbondanza di grano, Sal 72:6-7,16) è conseguenza della giustizia del re, non causa. Il patto davidico (Sal 89:4-5) garantisce il trono perché il re è strumento della giustizia divina — non il contrario.

Versetto MT Termine ebraico Significato tecnico Ricezione messianica
Sal 72:1 mishpat giudizio-diritto divino delegato al re, non proprietà del re
Sal 72:3 shalom pace-integrità cosmica dominio senza guerra (Zc 9:9-10)
Sal 72:4 evyon bisognoso senza risorse difesa attiva del re-messia
Sal 72:8 yam ad yam dal mare al mare dominio universale (Sal 2:8; Ap 21:24)
Sal 72:12 dal debole strutturale tzedakah obbligatoria (Mishnah Peah 8:9)

Il Tributo delle Nazioni e la Ricezione Cristologica del Salmo 72

Il salmo 72 commento tradizionale identifica due movimenti strutturali nella sezione vv.10-15: il tributo dei re di Tarshish, Sheba e Seba (minchah) al re, e la preghiera perpetua per il re da parte di tutte le nazioni. La tradizione ebraica medievale (Rashi, Ibn Ezra) leggeva questi versetti come descrizione del regno di Salomone; la tradizione patristica cristiana vi vedeva la profezia compiuta nell'adorazione dei Magi (Mt 2:1-12). L'oro e l'incenso portati dai Magi riecheggiano il zahav Sheba (oro di Sheba, Sal 72:15 MT). Il Midrash Tehillim 72 interpreta l'apertura del salmo — «dona, o Dio, al re i tuoi giudizi e la tua giustizia al figlio del re» — come affermazione che la giustizia regale non proviene da un principio autonomo ma discende direttamente da Dio: «se abbiamo merito, Egli dà dal nostro; se non abbiamo merito, agisce dalla Sua giustizia» (tsedaqah). Le nazioni convocate non appartengono a un dominio contrario al Creatore, ma sono chiamate a partecipare alla giustizia del re che riflette la tsedaqah divina unica (cfr. Is 60:1-22).

La profezia di Is 60:1-22 (nazioni che camminano alla luce di Gerusalemme, re che portano doni) è il testo AT più vicino al sistema di Sal 72:10-15. Il Secondo Testamento rilancia questa visione in Ap 21:24-26 (re della terra che portano la loro gloria nella Gerusalemme celeste). La catena esegetica è coerente: Sal 72 → Is 60 → Mt 2 → Ap 21 tracciano una progressione dall'escatologia regia davidica alla cosmologia messianica neotestamentaria.

Il verso finale del salmo 72 — «Siano benedette le nazioni in lui, tutte le genti lo proclamino beato» (Sal 72:17 MT: veyitbareku vo kol goyim) — riecheggia la benedizione ad Abramo (Gen 12:3): il re ideale è il compimento della promessa abramitica. Paolo in Rm 15:12 esplicita questa connessione: la «radice di Iesse» che governa le nazioni (Is 11:10 + Sal 72:8) è Cristo come compimento del programma davidico.

  • Il Salmo 72 è l'unico salmo del Libro II del Salterio (Sal 42-72) a concludere con una dossologia esplicita (vv.18-20: «Benedetto YHWH Elohim di Israele»)
  • La formula yir'u oto im shemesh (Sal 72:5 MT: «temano il suo nome finché esiste il sole») indica l'eternità della dinastia, non del re individuale
  • Il Salmo 72:20 chiude l'intera sezione davidica del Salterio: «Terminano le preghiere di Davide figlio di Iesse» — colofone redazionale del Secondo Libro
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Riferimenti biblici