Introduzione al Salmo 43

Il Salmo 43 (Sal 42 nella numerazione LXX e Vulgata) costituisce la continuazione organica del Salmo 42, con cui condivide il refrain ("Perché ti rattristi, anima mia?", Sal 43:5 = Sal 42:5,11) e l'attribuzione ai bnei Qorach (figli di Qorach, Sal 42:1). Il salmo 43 testo si apre con l'imperativo shofteni Elohim ("fammi giustizia, o Dio", v. 1) — il verbo ebraico shafat indica qui la difesa giudiziaria dell'innocente più che il giudizio retributivo — ed esprime la supplica del giusto in esilio per essere ricondotto al monte santo e all'altare divino (Sal 43:3-4).

Coppia inseparabile Sal 42-43 nel salmo 43

Il Salmo 43 condivide con il Sal 42 metro, lessico e refrain, tanto che molti manoscritti masoretici li trasmettono come unico componimento. La voce è quella del levita esiliato, separato dal Tempio: la "sete di Dio" del Sal 42:1-2 ("come la cerva anela ai corsi d'acqua") trova nel Sal 43 la sua risoluzione petitoria. Mishnah Tamid 7:4 conserva l'elenco dei salmi cantati dai leviti nel Tempio per ogni giorno della settimana, mostrando quanto fosse organica la connessione tra avodah liturgica e ufficio levitico — la stessa avodah da cui il salmista è separato (Sal 43:4). Qualunque salmo 43 commento serio deve riconoscere che il dolore dell'esiliato non è solo geografico ma cultuale.

Luce, verità e cammino al santuario nel Salmo 43

Il cuore del Salmo 43 è il v. 3: shelach orcha va-amitcha ("manda la tua luce e la tua verità"). I termini or (luce) e emet (verità) formano un binomio teologico fondamentale: la luce indica la rivelazione che orienta il cammino, la verità (radice ʾmn, fedeltà) indica l'affidabilità covenantale di YHWH (Sal 43:3). Il binomio or/emet rispecchia la struttura della rivelazione divina già in Sal 36:10: "In te è la sorgente della vita, nella tua luce vediamo la luce", dove la luce è il mezzo e l'emet il fondamento covenantale su cui poggia l'accesso al santuario. Il parallelo neotestamentario è duplice: Gv 14:6 ("Io sono la via, la verità e la vita") riconduce emet a Cristo, mentre Gv 4:23-24 sui "veri adoratori che adoreranno il Padre in spirito e verità" universalizza il desiderio del Sal 43.

Confronto delle tradizioni esegetiche: salmo 43 commento

Tradizione Lettura del Sal 43 Riferimento
Tannaitica liturgica Salmo dei leviti, ufficio del Tempio Mishnah Tamid 7:4
Halakhica Kavanah orientata verso Gerusalemme Berakhot 30b
Patristica greca Luce e verità come Logos e Spirito Gv 1:4-5; Gv 8:12
Neotestamentaria Cristo come emet, veri adoratori Gv 14:6; Gv 4:23-24

Il movimento del Sal 43 è chiaro:

  • dall'invocazione di giustizia (shofteni) all'attesa fiduciosa,
  • dalla dispersione esilica all'invocazione del cammino guidato,
  • dal lamento dell'anima al kinnor ("cetra", v. 4) della lode all'altare.

La coerenza tra desiderio cultuale, supplica giudiziaria e fiducia escatologica fa del Salmo 43 il sigillo del lamento del Sal 42, trasformando la sete in cammino e il pianto in lode.

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Riferimenti biblici