Introduzione al Salmo 106

Il salmo 106 testo: hodu l'YHWH ki tov

Il salmo 106 si apre con la stessa formula con cui si chiude il Sal 105 — hodu l'YHWH ki tov, ki l'olam hasdo — «rendete grazie a YHWH perché è buono, perché la sua hesed è per sempre» (Sal 106:1 MT) — ma ciò che segue è l'esatto rovescio: non le meraviglie di Dio ma i peccati del popolo. Il salmo 106 appartiene al genere della teshuvah qehillah (confessione comunitaria), un genere liturgico che conosce la sua espressione più estesa in Neh 9:5-37 e la sua formulazione normativa nella tradizione del viduy (confessione orale) prescritto per il Giorno dell'Espiazione. Il versetto 4 introduce la preghiera individuale incastonata nella confessione collettiva: zokhreini YHWH birtzon ammekha, paqdeini bish'uatekha — «ricordami, YHWH, nel favore che mostri al tuo popolo, visitami con la tua salvezza» (Sal 106:4 MT). Il singolare zokhreini («ricordami») all'interno di un salmo collettivo è significativo: ogni individuo si inserisce nella storia del popolo per partecipare della stessa misericordia.

Il versetto 6 introduce la confessione diretta: chatanu im avoteinu, he'evinu hirsha'nu — «abbiamo peccato come i nostri padri, abbiamo commesso iniquità, abbiamo agito empiamente» (Sal 106:6 MT). Il triplo parallelismo — chatanu/he'evinu/hirsha'nu — abbraccia le tre dimensioni del peccato nella tradizione ebraica: trasgressione, perversione e empietà deliberata. La struttura del salmo 106 segue il paradigma del riv (causa divina): ribellione del popolo → ira di YHWH → intercessione → perdono. Questo schema ripercorre ogni episodio da Egitto (vv.7-12) al vitello d'oro (vv.19-22, Es 32), dal rifiuto della Terra (vv.24-27, Nm 14) al peccato di Baal-Peor (vv.28-31, Nm 25), fino all'esilio (vv.40-46). La preghiera per la guarigione unita alla confessione dei peccati — come testimonia la tradizione biblica in Sal 41:5 MT (chatati lakha, «ho peccato contro di te») — è il modello soteriologico del salmo 106 commento tradizionale.

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Riferimenti biblici