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Estèr davanti al re; il banchetto; la forca di Hamàn — Est 5,1-14

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

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Estèr davanti al re; il banchetto; la forca di Hamàn — Est 5,1-14

Ester 5,1-14·MT (OSHB) + LXX·4/6
1
Ebraico (MT)ויהי ביום השלישי ותלבש אסתר מלכות ותעמד בחצר בית המלך הפנימית נכח בית המלך והמלך יושב על כסא מלכותו בבית המלכות נכח פתח הבית
Septuaginta (LXX)a καὶ γενηθεῖσα ἐπιφανὴς ἐπικαλεσαμένη τὸν πάντων ἐπόπτην θεὸν καὶ σωτῆρα παρέλαβεν τὰς δύο ἅβρας καὶ τῇ μὲν μιᾷ ἐπηρείδετο ὡς τρυφερευομένη, ἡ δὲ ἑτέρα ἐπηκολούθει κουφίζουσα τὴν ἔνδυσιν αὐτῆς,
Lettura Ortodossaⓘ, Estèr si rivestì ⓘ e si pose nel cortile interno della casa del re, di fronte alla casa del re; e il re sedeva sul ⓘ nella sala del trono, di fronte all'ingresso della casa.
2
Ebraico (MT)ויהי כראות המלך את אסתר המלכה עמדת בחצר נשאה חן בעיניו ויושט המלך לאסתר את שרביט הזהב אשר בידו ותקרב אסתר ותגע בראש השרביט
Septuaginta (LXX)a καὶ εἶπεν αὐτῷ Εἶδόν σε, κύριε, ὡς ἄγγελον θεοῦ, καὶ ἐταράχθη ἡ καρδία μου ἀπὸ φόβου τῆς δόξης σου· ὅτι θαυμαστὸς εἶ, κύριε, καὶ τὸ πρόσωπόν σου χαρίτων μεστόν.
Lettura OrtodossaE quando il re vide la regina Estèr ritta nel cortile, ella ⓘ ai suoi occhi; e il re stese verso Estèr lo ⓘ che aveva in mano. Estèr si accostò e toccò la cima dello scettro.
3
Ebraico (MT)ויאמר לה המלך מה לך אסתר המלכה ומה בקשתך עד חצי המלכות וינתן לך
Septuaginta (LXX)ἐν δὲ τῷ διαλέγεσθαι αὐτὴν ἔπεσεν ἀπὸ ἐκλύσεως αὐτῆς, καὶ ὁ βασιλεὺς ἐταράσσετο, καὶ πᾶσα ἡ θεραπεία αὐτοῦ παρεκάλει αὐτήν. καὶ εἶπεν ὁ βασιλεύς Τί θέλεις, Εσθηρ, καὶ τί σού ἐστιν τὸ ἀξίωμα; ἕως τοῦ ἡμίσους τῆς βασιλείας μου καὶ ἔσται σοι.
Lettura OrtodossaE il re le disse: Che hai, regina Estèr? E qual è la tua ⓘ? Fosse anche la ⓘ, ti sarà data.
4
Ebraico (MT)ותאמר אסתר אם על המלך טוב יבוא המלך והמן היום אל המשתה אשר עשיתי לו
Septuaginta (LXX)εἶπεν δὲ Εσθηρ Ἡμέρα μου ἐπίσημος σήμερόν ἐστιν· εἰ οὖν δοκεῖ τῷ βασιλεῖ, ἐλθάτω καὶ αὐτὸς καὶ Αμαν εἰς τὴν δοχήν, ἣν ποιήσω σήμερον.
Lettura OrtodossaEd Estèr disse: Se piace al re, venga oggi il re con Hamàn al ⓘ che gli ho preparato.
5
Ebraico (MT)ויאמר המלך מהרו את המן לעשות את דבר אסתר ויבא המלך והמן אל המשתה אשר עשתה אסתר
Septuaginta (LXX)καὶ εἶπεν ὁ βασιλεύς Κατασπεύσατε Αμαν, ὅπως ποιήσωμεν τὸν λόγον Εσθηρ· καὶ παραγίνονται ἀμφότεροι εἰς τὴν δοχήν, ἣν εἶπεν Εσθηρ.
Lettura OrtodossaE il re disse: Affrettate Hamàn, per fare la parola di Estèr! E vennero il re e Hamàn al banchetto che Estèr aveva preparato.
6
Ebraico (MT)ויאמר המלך לאסתר במשתה היין מה שאלתך וינתן לך ומה בקשתך עד חצי המלכות ותעש
Septuaginta (LXX)ἐν δὲ τῷ πότῳ εἶπεν ὁ βασιλεὺς πρὸς Εσθηρ Τί ἐστιν, βασίλισσα Εσθηρ; καὶ ἔσται σοι ὅσα ἀξιοῖς.
Lettura OrtodossaE nel ⓘ il re disse a Estèr: Qual è la tua domanda? Ti sarà data. E qual è la tua richiesta? Fosse anche la metà del regno, sarà fatta.
7
Ebraico (MT)ותען אסתר ותאמר שאלתי ובקשתי
Septuaginta (LXX)καὶ εἶπεν Τὸ αἴτημά μου καὶ τὸ ἀξίωμά μου·
Lettura OrtodossaEd Estèr rispose e disse: La mia domanda e la mia richiesta è questa:
8
Ebraico (MT)אם מצאתי חן בעיני המלך ואם על המלך טוב לתת את שאלתי ולעשות את בקשתי יבוא המלך והמן אל המשתה אשר אעשה להם ומחר אעשה כדבר המלך
Septuaginta (LXX)εἰ εὗρον χάριν ἐνώπιον τοῦ βασιλέως, ἐλθάτω ὁ βασιλεὺς καὶ Αμαν ἐπὶ τὴν αὔριον εἰς τὴν δοχήν, ἣν ποιήσω αὐτοῖς, καὶ αὔριον ποιήσω τὰ αὐτά.
Lettura OrtodossaSe ho ⓘ agli occhi del re, e se al re piace concedere la mia domanda ed esaudire la mia richiesta, venga il re con Hamàn al banchetto che preparerò loro; e domani farò secondo la parola del re.
9
Ebraico (MT)ויצא המן ביום ההוא שמח וטוב לב וכראות המן את מרדכי בשער המלך ולא קם ולא זע ממנו וימלא המן על מרדכי חמה
Septuaginta (LXX)Καὶ ἐξῆλθεν ὁ Αμαν ἀπὸ τοῦ βασιλέως ὑπερχαρὴς εὐφραινόμενος· ἐν δὲ τῷ ἰδεῖν Αμαν Μαρδοχαῖον τὸν Ιουδαῖον ἐν τῇ αὐλῇ ἐθυμώθη σφόδρα.
Lettura OrtodossaE Hamàn uscì quel giorno ⓘ; ma quando Hamàn vide Mordekài alla porta del re, che non si alzava né ⓘ davanti a lui, Hamàn si riempì di ⓘ contro Mordekài.
10
Ebraico (MT)ויתאפק המן ויבוא אל ביתו וישלח ויבא את אהביו ואת זרש אשתו
Septuaginta (LXX)καὶ εἰσελθὼν εἰς τὰ ἴδια ἐκάλεσεν τοὺς φίλους καὶ Ζωσαραν τὴν γυναῖκα αὐτοῦ
Lettura OrtodossaTuttavia Hamàn si trattenne, andò a casa sua, mandò a chiamare e fece venire i suoi amici e Zèresh sua moglie,
11
Ebraico (MT)ויספר להם המן את כבוד עשרו ורב בניו ואת כל אשר גדלו המלך ואת אשר נשאו על השרים ועבדי המלך
Septuaginta (LXX)καὶ ὑπέδειξεν αὐτοῖς τὸν πλοῦτον αὐτοῦ καὶ τὴν δόξαν, ἣν ὁ βασιλεὺς αὐτῷ περιέθηκεν, καὶ ὡς ἐποίησεν αὐτὸν πρωτεύειν καὶ ἡγεῖσθαι τῆς βασιλείας.
Lettura Ortodossae raccontò loro la ⓘ e la moltitudine dei suoi figli, e tutto ciò di cui il re l'aveva reso grande, e come l'aveva innalzato sopra i prìncipi e i servi del re.
12
Ebraico (MT)ויאמר המן אף לא הביאה אסתר המלכה עם המלך אל המשתה אשר עשתה כי אם אותי וגם למחר אני קרוא לה עם המלך
Septuaginta (LXX)καὶ εἶπεν Αμαν Οὐ κέκληκεν ἡ βασίλισσα μετὰ τοῦ βασιλέως οὐδένα εἰς τὴν δοχὴν ἀλλ’ ἢ ἐμέ, καὶ εἰς τὴν αὔριον κέκλημαι·
Lettura OrtodossaE Hamàn disse: Inoltre la regina Estèr non ha fatto venire col re al banchetto che ha preparato nessun altro se non me; e anche per domani sono invitato da lei col re.
13
Ebraico (MT)וכל זה איננו שוה לי בכל עת אשר אני ראה את מרדכי היהודי יושב בשער המלך
Septuaginta (LXX)καὶ ταῦτά μοι οὐκ ἀρέσκει, ὅταν ἴδω Μαρδοχαῖον τὸν Ιουδαῖον ἐν τῇ αὐλῇ.
Lettura OrtodossaMa tutto questo non ⓘ.
14
Ebraico (MT)ותאמר לו זרש אשתו וכל אהביו יעשו עץ גבה חמשים אמה ובבקר אמר למלך ויתלו את מרדכי עליו ובא עם המלך אל המשתה שמח וייטב הדבר לפני המן ויעש העץ
Septuaginta (LXX)καὶ εἶπεν πρὸς αὐτὸν Ζωσαρα ἡ γυνὴ αὐτοῦ καὶ οἱ φίλοι Κοπήτω σοι ξύλον πηχῶν πεντήκοντα, ὄρθρου δὲ εἰπὸν τῷ βασιλεῖ καὶ κρεμασθήτω Μαρδοχαῖος ἐπὶ τοῦ ξύλου· σὺ δὲ εἴσελθε εἰς τὴν δοχὴν σὺν τῷ βασιλεῖ καὶ εὐφραίνου. καὶ ἤρεσεν τὸ ῥῆμα τῷ Αμαν, καὶ ἡτοιμάσθη τὸ ξύλον.
Lettura OrtodossaE Zèresh sua moglie e tutti i suoi amici gli dissero: Si prepari un ⓘ alto cinquanta cubiti; e domattina di' al re che vi si appenda Mordekài; poi va' col re al banchetto, lieto. La cosa piacque a Hamàn, e fece preparare il palo.
Approfondimento storico-halakhico

Significato. Il capitolo è la cerniera del rovesciamento (we-nahafòkh hu, Est 9,1). Estèr compie l'atto più rischioso del libro: presentarsi al re non convocata, gesto che la legge di corte persiana punisce con la morte salvo che il sovrano stenda lo scettro d'oro (sharvìt). Trovata grazia, ella non espone subito la richiesta ma convoca due banchetti (mishtèh): è la strategia del rinvio, che lascia maturare gli eventi. In parallelo Hamàn, gonfio di onore ma rabbioso perché Mordekài non si prostra, su consiglio di Zèresh sua moglie fa preparare un palo alto cinquanta cubiti per impiccarvi Mordekài: la trappola che in Est 7 cadrà sul tramatore stesso.

Ricostruzione storica

La scena è ambientata alla corte achemenide di Susa (Shushàn), sotto il re che il TM chiama Achashveròsh (identificato verosimilmente con Serse I, 486-465 a.C.; la tradizione greca lo rende invece con «Artaserse»). I dettagli — il cortile interno, la sala del trono, il protocollo dello scettro, i banchetti del vino, l'innalzamento di un favorito «sopra i prìncipi» — riflettono il colore di corte persiano che pervade tutto il libro. Il libro di Ester appartiene al genere della novella di corte diasporica, affine per ambientazione a Daniele 1-6: ebrei che, lontani dalla terra, si trovano a operare la salvezza del proprio popolo dentro le strutture del potere straniero. Sul piano letterario, Est 5 è costruito sul contrasto fra l'ascesa apparente di Hamàn e la sua rovina imminente: la sovrabbondanza di letizia ai vv. 9-12 prepara per antifrasi la catastrofe.

Note testuali (TM e LXX)

Il libro di Ester presenta il caso testuale più singolare del canone: il Testo Masoretico non nomina mai Dio. Non vi compare né il Tetragramma né alcun titolo divino; la salvezza è narrata come concatenazione di eventi umani (coincidenze, tempismi, rovesciamenti) che il lettore è invitato a leggere come provvidenza nascosta. La recensione greca dei Settanta reagisce a questo silenzio aggiungendo sei ampi brani — le Aggiunte greche (A-F) — che teologizzano esplicitamente il racconto. In questo capitolo l'Aggiunta D (qui ai vv. 1a-2a del testo greco) riscrive l'ingresso di Estèr al trono: ella «invoca il Dio che tutto vigila e salva», vede il re «come un angelo di Dio» e sviene per il timore — particolari del tutto assenti dal TM, dove Estèr semplicemente «si riveste delle vesti regali e si pone nel cortile». La colonna greca e quella ebraica divergono dunque per doppia tradizione redazionale: il TM lapidario e «laico», la LXX devozionale e provvidenzialistica. Sul piano lessicale, l'idioma nasàh / matzà chen («trovare grazia», vv. 2.8) è cardine del libro; mishtèh («banchetto», da shatàh, bere) ricorre una ventina di volte ed è motivo strutturante; ʿetz (v. 14) designa il legno del patibolo, reso dalla LXX con xýlon.

Ricezione ebraica (liturgia e Megillàh)

Ester è una delle cinque Megillòt (rotoli festivi) e si legge integralmente, sera e mattina, alla festa di Purìm. La Mishnàh dedica alla sua lettura il trattato Megillàh: in Mishnàh Megillàh 2,1 si discute come e in quale lingua il rotolo possa essere letto perché si adempia l'obbligo. La lettura pubblica della Megillàh è uno dei riti distintivi di Purìm, accompagnato dall'uso di coprire con rumore il nome di Hamàn. La sobrietà «senza Dio» del testo ebraico non ha impedito la sua piena canonizzazione: la tradizione rabbinica vi legge anzi un paradigma della provvidenza che opera in incognito (hester panìm, il «volto nascosto»), giocando sull'assonanza fra il nome Estèr e la radice s-t-r, «nascondere».

Aggadah

Il Talmud babilonese, nel trattato Megillàh, sviluppa una fitta lettura midrashica del libro. Sull'ingresso di Estèr al trono (Est 5,1) la tradizione amoraica (b. Megillàh 15b) immagina che, varcato il cortile e attraversando le sale degli idoli, Estèr abbia avvertito la Shekhinàh allontanarsi da lei e abbia pregato con le parole del Sal 22,2 («Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?») — lettura che proietta sul silenzio del TM una presenza divina implicita. Sul doppio banchetto, la stessa tradizione raccoglie diverse spiegazioni del perché Estèr abbia invitato proprio Hamàn: per non destare sospetti, per non far pesare al re la propria fretta, o per accelerare la caduta del nemico illudendolo di sicurezza. La sovrabbondante vanteria di Hamàn (vv. 11-12) è letta come l'hybris che precede la rovina: chi si esalta della propria gloria prepara la propria umiliazione.

Ricezione neotestamentaria e tipologia

Il libro di Ester non è mai citato esplicitamente nel Nuovo Testamento, e il suo silenzio su Dio lo rese a lungo discusso anche in ambito cristiano antico. Va dunque ribadito che il senso storico-letterale ebraico — la salvezza del popolo nella diaspora persiana per coraggio umano e provvidenza nascosta — è il senso primo e autonomo del testo, non una semplice anticipazione di altro. Solo in una ricezione successiva la figura di Estèr, intercessora che rischia la vita presentandosi al re per salvare il suo popolo, è stata riletta dai Padri in chiave tipologica come immagine dell'intercessione; e il motivo del palo/legno (ʿetz, v. 14) su cui il persecutore finisce impiccato è stato accostato per analogia al «legno» della croce, secondo lo schema rabbinico e poi cristiano del contrappasso (middàh ke-neged middàh, «misura per misura»). Tali letture sono riusi posteriori, teologicamente distinti dal senso storico del rotolo ebraico e da esso dipendenti: non sostituiscono la lettura ebraica né la riducono a mera profezia.

Osservanza e liturgia

La dimensione pratica del capitolo si compie nella festa di Purìm (14-15 di Adàr), istituita in Est 9,20-32 a memoria del rovesciamento. I precetti che la tradizione ne deriva — la lettura della Megillàh, i doni di cibo agli amici (mishlòach manòt) e ai poveri (mattanòt la-evyonìm), il banchetto festivo (mishtèh) — riprendono e ribaltano il motivo dei banchetti che struttura proprio capitoli come questo: il convito che qui è strumento dell'astuzia di Estèr diventa, nella prassi liturgica, segno della gioia per la salvezza. Anche il tema del «volto nascosto» di Dio si fa insegnamento etico: agire con responsabilità e coraggio (come Estèr) là dove la presenza divina non è manifesta.

Apparato lessicale versetto per versetto

  • v. 1 — Il TM apre con ba-yom ha-shelishì («il terzo giorno») ed Estèr che «si riveste di regalità» (malkhùt). L'invocazione a Dio e lo svenimento appartengono all'Aggiunta greca D, assente dal Masoretico.
  • v. 2 — sharvìt ha-zahàv (שַׁרְבִיט הַזָּהָב) = lo scettro d'oro; stenderlo annulla la pena capitale per chi si presenta non convocato (cfr. Est 4,11). Nasàh chen = «trovò grazia».
  • v. 4 — mishtèh (מִשְׁתֶּה) = banchetto, convito (da shatàh, bere); motivo strutturale del libro (1,3.5; 5,4.5.8; 7,1ss; 9,17ss).
  • v. 6 — mishtèh ha-yàyin = «il banchetto del vino», precisazione che ricorre nei conviti decisivi.
  • v. 8 — La strategia del rinvio: Estèr convoca un secondo banchetto invece di accusare subito; il tempo che passa prepara il rovesciamento (we-nahafòkh hu, 9,1).
  • v. 9 — Mordekài «non si alzava né tremava» (we-lo qam we-lo zaʿ): rifiuto di prostrazione (cfr. 3,2.5) che aveva scatenato il decreto di sterminio.
  • v. 14 — ʿetz (עֵץ) = legno, palo, forca; LXX xýlon. Cinquanta cubiti ≈ 22 metri: iperbole narrativa. Il palo preparato per Mordekài diventerà il patibolo di Hamàn (Est 7,9-10).

Domande Frequenti

Perché Estèr rischia la vita presentandosi al re?

Perché nel protocollo persiano avvicinarsi al re non convocati comportava la morte, salvo che il re stendesse lo scettro d'oro (sharvìt). Il gesto del re che le stende lo scettro le salva la vita: da lì Estèr, con la strategia dei due banchetti e del rinvio, prepara il rovesciamento.

Perché i vv. 1a-2a sembrano un testo diverso?

Perché sono l'Aggiunta greca D (Estèr che invoca «il Dio che tutto vigila», il re «come un angelo di Dio», lo svenimento), assente dal Testo Masoretico. La LXX di Ester teologizza il libro con sei Aggiunte; il TM non nomina mai Dio. Le due colonne divergono per doppia tradizione redazionale.

Che funzione ha la forca preparata da Hamàn?

È il meccanismo dell'ironia narrativa: Hamàn fa erigere un palo di cinquanta cubiti per Mordekài, ma in Est 7 vi sarà appeso lui stesso. È il principio del libro — we-nahafòkh hu, «e fu capovolto»: chi trama la rovina dell'altro vi precipita.

Riferimenti biblici