Introduzione al Salmo 63
Salmo 63 testo: 'O Dio tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco'
Il salmo 63 si apre con una delle dichiarazioni piu intime del Salterio: *Elohim Eli atta ashachareka tzame'ah lekha nafshi kamah lekha vesari* — «o Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco; ha sete di te l'anima mia, anela a te la mia carne» (Sal 63:2). Il verbo *shachar* (cercare all'alba, dalla radice di *shachar*, aurora) e raro e poetico: indica la prima ricerca al risveglio, quando la coscienza si rivolge subito a Dio prima di ogni altra cosa. Il termine *tzame'ah* (ha sete) e *kamah* (anela, langue) costruiscono un linguaggio del desiderio totale: anima e carne (*nefesh* e *basar*) sono entrambe orientate a Dio.
Il titolo del salmo (Sal 63:1) lo colloca *be-heyoto be-midbar Yehudah* (quando era nel deserto di Giuda), riferimento probabile alla fuga di Davide da Saul nel deserto di Engaddi (1Sam 23:14, 24:1) o alla fuga da Absalom (2Sam 15:23, 28). Il deserto fisico del titolo diventa metafora del deserto spirituale del v.2: *be-eretz tziyyah ve-ayef beli-mayim* (in terra arida e stremata, senza acqua). Il salmista usa l'esperienza concreta della sete fisica per esprimere la sete di Dio. La tradizione liturgica cristiana ha letto questo salmo come modello classico della preghiera mattutina, e la liturgia romana lo ha incluso nelle Lodi della domenica.
| Versetto (MT) | Termine ebraico chiave | Significato teologico | |---|---|---| | Sal 63:2 | *Elohim Eli atta ashachareka* (אֱלֹהִים אֵלִי אַתָּה אֲשַׁחֲרֶךָּ) | O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco | | Sal 63:2 | *be-eretz tziyyah ve-ayef* (בְּאֶרֶץ־צִיָּה וְעָיֵף) | In terra arida e stremata | | Sal 63:4 | *ki-tov chasdekha me-chayyim* (כִּי־טוֹב חַסְדְּךָ מֵחַיִּים) | Perche la tua misericordia e migliore della vita | | Sal 63:6 | *ke-mo chelev va-deshen tisba nafshi* (כְּמוֹ חֵלֶב וָדֶשֶׁן תִּשְׂבַּע נַפְשִׁי) | Come di grasso e midollo si sazia l'anima mia | | Sal 63:9 | *davqah nafshi achareikha* (דָּבְקָה נַפְשִׁי אַחֲרֶיךָ) | La mia anima ti sta attaccata |
Salmo 63 commento: 'la tua misericordia e migliore della vita'
Il versetto 4 contiene una delle dichiarazioni piu sorprendenti del Salterio: *ki-tov chasdekha me-chayyim sefatai yeshabbechunkha* — «poiche la tua misericordia e migliore della vita, le mie labbra ti loderanno» (Sal 63:4). La dichiarazione e teologicamente densa: la *chesed* (misericordia di alleanza, fedelta amorosa) di YHWH e *migliore della vita stessa*. Per la teologia biblica, dove la vita e il bene supremo della creazione (cfr. Dt 30:19), affermare che qualcosa e *migliore della vita* significa porlo al di sopra del bene massimo creato.
La conseguenza e immediata: se la *chesed* divina vale piu della vita, allora vale la pena rinunciare alla vita per non perdere la *chesed*. Questa logica e implicitamente quella del martirio: il martire preferisce perdere la vita piuttosto che perdere il legame con Dio. Mishnah Berakhot 9:5 cita il principio fondamentale: *be-khol nafshekha afillu hu notel et nafshekha* — «con tutta la tua anima (Dt 6:5), anche se ti toglie l'anima». La tradizione tannaitica conosce esplicitamente la teologia del *qiddush ha-shem* (santificazione del Nome) come dovere supremo, e Sal 63:4 e fondamento scritturistico classico di questo principio. Il salmo 63 commento tradizionale ebraico vede in questo versetto il modello classico dell'attaccamento totale a Dio.
Salmo 63 spiegazione: 'la mia anima ti sta attaccata' e l'aderenza mistica
I versetti 6-9 sviluppano il tema dell'unione con Dio attraverso il lessico del *davaq* (aderire, restare attaccato): *davqah nafshi achareikha bi tamkhah yemineka* — «la mia anima ti sta attaccata, la tua destra mi sostiene» (Sal 63:9). Il verbo *davaq* e tecnico nella spiritualita biblica dell'aderenza a Dio: Dt 4:4 descrive Israele come *ha-deveqim ba-YHWH Eloheikhem* (coloro che stanno attaccati a YHWH vostro Dio), Dt 11:22 e Dt 30:20 ripetono il comando *u-le-davqah-vo* (attaccarsi a lui).
Questa *devequt* (aderenza, devozione mistica) e diventata uno dei concetti centrali della spiritualita ebraica medievale e moderna, in particolare nel chassidismo. Sal 63:9 e fondamento scritturistico classico di questa tradizione: la mistica dell'aderenza non e fuga dal mondo ma intensificazione del legame d'amore con Dio. Il versetto 6 sviluppa la metafora del nutrimento: *ke-mo chelev va-deshen tisba nafshi* — «come di grasso e midollo si sazia l'anima mia». I termini *chelev* (grasso) e *deshen* (midollo) sono designazioni delle parti piu nobili e nutrienti del sacrificio (cfr. Lv 3:14-16). Mishnah Avot 5:21 stabilisce le tappe della crescita spirituale, e la *de'ah* (conoscenza intima) e tra le piu alte. Sal 63:9 e modello classico di questa crescita verso l'unione con Dio.