Lettura OrtodossaAllora il re ordinò di chiamare i maghiⓘ, gli astrologiⓘ, gli stregoni e i Caldeiⓘ, perché spiegassero al re i suoi sogni; essi vennero e stettero davanti al re.
3
Ebraico (MT)ויאמר להם המלך חלום חלמתי ותפעם רוחי לדעת את החלום
Lettura OrtodossaIl re rispose ai Caldei: La cosa per me è irrevocabileⓘ; se non mi farete conoscere il sogno e la sua interpretazione, sarete fatti a pezzi membro a membroⓘ e le vostre case ridotte a immondezzaioⓘ;
6
Ebraico (MT)והן חלמא ופשרה תהחון מתנן ונבזבה ויקר שגיא תקבלון מן קדמי להן חלמא ופשרה החוני
Lettura Ortodossama se mi direte il sogno e la sua interpretazione, riceverete da me doni, ricompense e grande onore. Ditemi dunque il sogno e la sua interpretazione.
Lettura Ortodossase non mi farete conoscere il sogno, una sola è la sentenza per voi: vi siete messi d'accordo per dirmi parole menzognere e corrotteⓘ finché muti il tempo. Ditemi dunque il sogno, e saprò che potete darmene la vera interpretazione.
10
Ebraico (MT)ענו כשדיא כשדאי קדם מלכא ואמרין לא איתי אנש על יבשתא די מלת מלכא יוכל להחויה כל קבל די כל מלך רב ושליט מלה כדנה לא שאל לכל חרטם ואשף וכשדי
Lettura OrtodossaRisposero i Caldei davanti al re: Non c'è uomo sulla terraferma che possa dichiarare la cosa che il re chiede; perciò nessun re, per quanto grande e potente, mai chiese tale cosa a mago, astrologo o Caldeo;
11
Ebraico (MT)ומלתא די מלכה שאל יקירה ואחרן לא איתי די יחונה קדם מלכא להן אלהין די מדרהון עם בשרא לא איתוהי
Lettura Ortodossala cosa che il re chiede è troppo ardua, e nessun altro può dichiararla davanti al re se non gli dèiⓘ, la cui dimora non è fra la carne mortale.
Lettura OrtodossaAllora Daniyèl si rivolse con prudenza e tatto ad Aryòkhⓘ, capo delle guardie del re, che era uscito per uccidere i sapienti di Bavèl;
15
Ebraico (MT)ענה ואמר לאריוך שליטא די מלכא על מה דתא מהחצפה מן קדם מלכא אדין מלתא הודע אריוך לדניאל
Lettura Ortodossaprese la parola e disse ad Aryòkh, ufficiale del re: Perché un decreto così severo da parte del re? Allora Aryòkh fece conoscere la cosa a Daniyèl.
16
Ebraico (MT)ודניאל על ובעה מן מלכא די זמן ינתן לה ופשרא להחויה למלכא
Lettura Ortodossaperché implorassero misericordia dal Dio del cieloⓘ riguardo a questo misteroⓘ, così da non perire insieme con gli altri sapienti di Bavèl.
19
Ebraico (MT)אדין לדניאל בחזוא די ליליא רזה גלי אדין דניאל ברך לאלה שמיא
Lettura OrtodossaA te, Dio dei miei padriⓘ, rendo grazie e lode, perché mi hai dato sapienza e potenza, e ora mi hai fatto conoscere ciò che ti abbiamo chiesto: ci hai fatto conoscere la cosa del re.
24
Ebraico (MT)כל קבל דנה דניאל על על אריוך די מני מלכא להובדה לחכימי בבל אזל וכן אמר לה לחכימי בבל אל תהובד העלני קדם מלכא ופשרא למלכא אחוא
Lettura OrtodossaDopo questo Daniyèl andò da Aryòkh, che il re aveva incaricato di sterminare i sapienti di Bavèl, e gli disse: Non sterminare i sapienti di Bavèl; conducimi davanti al re e io gli darò l'interpretazione.
25
Ebraico (MT)אדין אריוך בהתבהלה הנעל לדניאל קדם מלכא וכן אמר לה די השכחת גבר מן בני גלותא די יהוד די פשרא למלכא יהודע
Lettura OrtodossaAllora Aryòkh condusse in fretta Daniyèl davanti al re e gli disse: Ho trovato un uomo fra i figli degli esuli di Giudaⓘ che farà conoscere al re l'interpretazione.
26
Ebraico (MT)ענה מלכא ואמר לדניאל די שמה בלטשאצר האיתיך האיתך כהל להודעתני חלמא די חזית ופשרה
Lettura OrtodossaIl re prese la parola e disse a Daniyèl, chiamato Beltshatzàrⓘ: Sei tu capace di farmi conoscere il sogno che ho visto e la sua interpretazione?
27
Ebraico (MT)ענה דניאל קדם מלכא ואמר רזה די מלכא שאל לא חכימין אשפין חרטמין גזרין יכלין להחויה למלכא
Lettura Ortodossama c'è un Dio nel cielo che rivela i misteri, ed egli ha fatto conoscere al re Nevukhadnetzàr ciò che avverrà alla fine dei giorniⓘ. Ecco il tuo sogno e le visioni del tuo capo sul tuo letto.
29
Ebraico (MT)אנתה מלכא רעיונך על משכבך סלקו מה די להוא אחרי דנה וגלא רזיא הודעך מה די להוא
Lettura OrtodossaA te, o re, sul tuo letto salirono pensieri su ciò che avverrà in seguito; e il Rivelatore dei misteri ti ha fatto conoscere ciò che sarà.
30
Ebraico (MT)ואנה לא בחכמה די איתי בי מן כל חייא רזא דנה גלי לי להן על דברת די פשרא למלכא יהודעון ורעיוני לבבך תנדע
Lettura OrtodossaA me questo mistero è stato svelato non per una sapienza che io possegga più di ogni altro vivente, ma affinché l'interpretazione sia resa nota al re e tu conosca i pensieri del tuo cuore.
31
Ebraico (MT)אנתה מלכא חזה הוית ואלו צלם חד שגיא צלמא דכן רב וזיוה יתיר קאם לקבלך ורוה דחיל
Lettura OrtodossaTu continuavi a guardare, finché una pietra si staccò senza intervento di manoⓘ, colpì la statua ai piedi di ferro e argilla e li frantumòⓘ.
35
Ebraico (MT)באדין דקו כחדה פרזלא חספא נחשא כספא ודהבא והוו כעור מן אדרי קיט ונשא המון רוחא וכל אתר לא השתכח להון ואבנא די מחת לצלמא הות לטור רב ומלת כל ארעא
Lettura OrtodossaAllora si frantumarono insieme il ferro, l'argilla, il bronzo, l'argento e l'oro, e divennero come pula sull'aia d'estateⓘ: il vento li portò via senza lasciarne traccia; e la pietra che aveva colpito la statua divenne un gran monteⓘ e riempì tutta la terra.
Lettura Ortodossae nelle cui mani ha consegnato i figli degli uomini, le bestie dei campi e gli uccelli del cielo, dovunque abitino, e su tutti ti ha posto a dominare: tu sei il capo d'oroⓘ.
39
Ebraico (MT)ובתרך תקום מלכו אחרי ארעא ארע מנך ומלכו תליתיא תליתאה אחרי די נחשא די תשלט בכל ארעא
Lettura Ortodossae un quarto regno, forte come il ferro, perché il ferro spezza e frantuma tutto; e come il ferro che tutto schiaccia, così esso spezzerà e frantumerà.
41
Ebraico (MT)ודי חזיתה רגליא ואצבעתא מנהון מנהן חסף די פחר ומנהון ומנהין פרזל מלכו פליגה תהוה ומן נצבתא די פרזלא להוא בה כל קבל די חזיתה פרזלא מערב בחסף טינא
Lettura OrtodossaE i piedi e le dita che hai visto in parte d'argilla di vasaio e in parte di ferro: sarà un regno divisoⓘ, ma avrà in sé la durezza del ferro, perché hai visto il ferro mescolato con argilla fangosa.
Lettura OrtodossaHai visto il ferro mescolato con argilla fangosa: si mescoleranno mediante alleanze umaneⓘ, ma non aderiranno l'uno all'altro, come il ferro non si lega con l'argilla.
44
Ebraico (MT)וביומיהון די מלכיא אנון יקים אלה שמיא מלכו די לעלמין לא תתחבל ומלכותה לעם אחרן לא תשתבק תדק ותסיף כל אלין מלכותא והיא תקום לעלמיא
Lettura OrtodossaNei giorni di quei re, il Dio del cielo farà sorgere un regnoⓘ che non sarà mai distrutto, e questo regno non passerà ad altro popolo: frantumerà e annienterà tutti quei regni, ed esso sussisterà in eterno;
45
Ebraico (MT)כל קבל די חזית די מטורא אתגזרת אבן די לא בידין והדקת פרזלא נחשא חספא כספא ודהבא אלה רב הודע למלכא מה די להוא אחרי דנה ויציב חלמא ומהימן פשרה
Lettura Ortodossacome hai visto che dal monte si staccò la pietra senza intervento di mano, e frantumò il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro. Il Dio grande ha fatto conoscere al re ciò che avverrà dopo queste cose: il sogno è certoⓘ e la sua interpretazione è sicuraⓘ.
46
Ebraico (MT)באדין מלכא נבוכדנצר נפל על אנפוהי ולדניאל סגד ומנחה וניחחין אמר לנסכה לה
Lettura OrtodossaAllora il re Nevukhadnetzàr cadde con la faccia a terra, si prostrò davanti a Daniyèl e ordinò di offrirgli offerte e incenso profumatoⓘ.
47
Ebraico (MT)ענה מלכא לדניאל ואמר מן קשט די אלהכון הוא אלה אלהין ומרא מלכין וגלה רזין די יכלת למגלא רזה דנה
Lettura OrtodossaIl re prese la parola e disse a Daniyèl: In verità il vostro Dio è il Dio degli dèiⓘ, il Signore dei re e il Rivelatore di misteri, poiché tu hai potuto svelare questo mistero.
48
Ebraico (MT)אדין מלכא לדניאל רבי ומתנן רברבן שגיאן יהב לה והשלטה על כל מדינת בבל ורב סגנין על כל חכימי בבל
Lettura OrtodossaAllora il re innalzò Daniyèl in grande dignità, gli diede molti doni magnifici e lo fece governatore di tutta la provincia di Bavèl e capo supremo di tutti i sapienti di Bavèl;
49
Ebraico (MT)ודניאל בעא מן מלכא ומני על עבידתא די מדינת בבל לשדרך מישך ועבד נגו ודניאל בתרע מלכא
Lettura Ortodossae Daniyèl fece richiesta al re, ed egli pose Shadràkh, Meshàkh e Avèd-Negòⓘ sull'amministrazione della provincia di Bavèl, mentre Daniyèl restava alla corte del re.
Approfondimento storico-halakhico
Significato. Il capitolo narra il sogno di Nevukhadnetzàr e la sua interpretazione per opera di Daniyèl: una statua colossale composta di quattro materie decrescenti — capo d'oro, petto e braccia d'argento, ventre e fianchi di bronzo, gambe di ferro, piedi di ferro e argilla — viene abbattuta da una pietra staccatasi «senza intervento di mano» (di-lo vidàyin), che frantuma l'intera immagine e diventa un monte che riempie la terra. Il racconto appartiene al genere della narrazione sapienziale di corte: l'ebreo esiliato, dotato della sapienza che viene dall'alto, supera i sapienti pagani non con la divinazione ma con la rivelazione del rāz, il «mistero». La cornice teologica è esplicita nella dossologia dei vv. 20-23: è il Dio del cielo che «muta i tempi e le stagioni, depone i re e innalza i re»; la storia degli imperi non è caos ma disegno conosciuto e signoreggiato. Il messaggio per la comunità in esilio o sotto dominio straniero è che ogni potenza mondiale è transitoria e che un regno indistruttibile ne segnerà la fine.
Ricostruzione storica
La prima metà del libro (cc. 1-6) raccoglie racconti ambientati alla corte babilonese e persiana, di tono diasporico-sapienziale, affini al ciclo di Giuseppe in Egitto (Gen 41, l'interpretazione del sogno del faraone) e alle storie di corte di Ester. La sezione che va da Dn 2,4b fino a 7,28 è redatta in aramaico imperiale, mentre cornice (1,1-2,4a) ed escatologia finale (cc. 8-12) sono in ebraico: la lingua del dominio diventa, qui, la lingua in cui si rivela il destino dei dominii. Lo schema dei quattro metalli/quattro regni riflette un motivo diffuso nell'antichità (la successione delle età metalliche è già in Esiodo, e schemi quadripartiti degli imperi circolavano nel mondo persiano ed ellenistico). Nell'orizzonte storico del testo nella sua forma compiuta, la sequenza è verosimilmente Babilonia – Media – Persia – Grecia, con il «quarto regno» di ferro che corrisponde alla potenza ellenistica frammentata nei diadochi, e i «piedi di ferro e argilla» che alludono ai matrimoni dinastici tra Tolomei e Seleucidi (cfr. la lettura di Dn 11). La «pietra non tagliata da mano d'uomo» esprime, in questo quadro, l'attesa di un intervento divino che ponga fine al dominio straniero — orizzonte che molti collegano alla crisi maccabaica del II secolo a.C.
Note testuali (TM / LXX)
Il testo masoretico è qui aramaico. La più antica versione greca (Old Greek) di Daniele è notoriamente libera e parafrastica, tanto che la Chiesa antica finì per adottare nella liturgia la versione di Teodozione; il bundle riporta l'Old Greek. Alcune divergenze significative:
v. 4 — il TM annota che i Caldei «parlarono in aramaico» (ʾărāmîṯ): nota di transizione linguistica assente come funzione nel greco, che traduce Συριστί, «in siriaco».
v. 11 — il TM ha il plurale ʾĕlāhîn, «gli dèi», sulla bocca dei Caldei (la cui dimora «non è con la carne»); la LXX corregge in εἰ μήτι ἄγγελος, «se non un angelo», riducendo il politeismo dei sapienti pagani.
v. 18 — rāz, «mistero», è prestito dal persiano antico (raza): la LXX lo rende μυστήριον, termine che avrà lunga storia.
vv. 31-35 — la descrizione della statua e del suo crollo è sostanzialmente concorde; il greco aggiunge la nota «più sottile della pula sull'aia» (ὡσεὶ λεπτότερον ἀχύρου).
v. 40 — il greco amplifica il quarto regno con «e ogni albero abbatte… e si scuoterà tutta la terra», dettaglio assente nel TM, segno della tendenza espansiva dell'Old Greek.
Ricezione ebraica (rabbinica e liturgica)
Lo schema dei quattro regni (arbaʿ malkhuyyot) divenne nella tradizione rabbinica una chiave di lettura della storia universale, identificata come Babilonia, Media-Persia, Grecia ed Edom/Roma, il quarto e più duro impero. Già un'antica esegesi (riflessa in Genesi Rabbah 2,4, sul «tohu e bohu» e le tenebre di Gen 1,2) legge i primi versetti della Genesi come allusione ai quattro imperi che opprimono Israele, e Levitico Rabbah 13,5 sviluppa il medesimo schema applicandolo agli animali impuri di Lv 11, facendone una cifra dei quattro regni — Daniele 2 e 7 ne sono il retroterra scritturistico. La tradizione rabbinica ricava da questa pagina la convinzione che il succedersi dei regni sia computato e limitato da Dio: la sovranità dei malkhuyyot umani è reale ma a termine. Sul piano liturgico, la benedizione che riconosce il Dio «che muta i tempi e le stagioni» e «depone re e innalza re» (vv. 21-22) consuona con il tema delle Malkhuyyot di Rosh ha-Shanah, la proclamazione della regalità divina sulla storia. Il rāz rivelato a Daniyèl si inserisce inoltre nella sensibilità ebraica del sod, il «segreto» della Torah e del disegno divino, comunicato in privato ai giusti.
Aggadah
L'aggadah amplia volentieri il dramma notturno. Una linea midrashica sottolinea che Nevukhadnetzàr aveva dimenticato il sogno non per caso ma per disposizione provvidenziale, così che nessun indovino potesse fingere di interpretarlo e tutta la gloria spettasse al «Dio del cielo» tramite il suo servo. La preghiera notturna di Daniyèl e dei tre compagni (vv. 17-18) è letta come paradigma della supplica comunitaria che strappa il decreto: il pericolo di morte si risolve perché quattro giusti «chiedono misericordia» insieme. La «pietra non tagliata da mano d'uomo» (vv. 34.45) attira un denso immaginario: essa è il regno che non viene da artificio umano ma dall'iniziativa divina, e diventa un monte che riempie la terra — immagine che la tradizione collega volentieri al monte di Sion e all'attesa messianica del giudizio sui regni. La sproporzione tra la piccola pietra e l'enorme statua è letta come cifra della debolezza apparente dei giusti e del piccolo Israele di fronte alle potenze mondiali, destinato tuttavia a prevalere.
Ricezione neotestamentaria e tipologia
Va anzitutto ribadito il senso storico-letterale ebraico: nel suo contesto, Dn 2 è una visione sulla successione e sulla fine degli imperi pagani, culminante nell'attesa di un regno di Dio (malkhù) che ponga termine al dominio straniero e sussista in eterno; la «pietra» è questo regno, non una figura individuale, e l'orizzonte primario è quello apocalittico-collettivo della speranza d'Israele. Questa pagina sta in piedi da sé e non va letta come mera «predizione» da risolversi altrove.
Solo come ricezione posteriore, da tenere distinta dal senso originario, si colloca la rilettura cristologica. Gli scritti del Nuovo Testamento, leggendo Daniele nella chiave della propria fede, applicano l'immagine della «pietra» a Gesù (cfr. il logion della pietra scartata e della «pietra che fa cadere» in Lc 20,17-18, che intreccia Sal 118,22 con l'immagine danielica della pietra che frantuma) e riprendono il linguaggio del «regno che non avrà fine» (Lc 1,33) e del «mistero» rivelato (μυστήριον, lo stesso termine greco di Dn 2,18 LXX). Si tratta di un strato tipologico distinto, prodotto da una comunità che rilegge il testo profetico alla luce di un evento successivo: non è il significato che l'autore aramaico intendeva, e non sostituisce né abolisce il senso ebraico. Allo stesso modo, l'identificazione patristica del «quarto regno» con Roma e della pietra con il Cristo (così, più tardi, Cirillo di Gerusalemme) è interpretazione di ricezione, da non retroproiettare sul testo. Le due letture vanno mantenute su piani diversi: il senso profetico ebraico anzitutto, l'eco neotestamentaria come livello ulteriore e dichiaratamente posteriore.
Osservanza e liturgia
La dossologia dei vv. 20-23 ha forma di berakhah, benedizione: «Sia benedetto il Nome di Dio di età in età». Essa modella un atteggiamento di lode che riconosce a Dio la signoria sui tempi e sui regni, e si presta a essere usata come preghiera di ringraziamento per la rivelazione ricevuta e per lo scampato pericolo. Il digiuno e la supplica notturna dei quattro compagni (vv. 17-18) hanno fatto di questa pagina un riferimento per la preghiera nei momenti di angoscia collettiva e per la pratica del cercare «misericordia dal cielo» prima di agire. Il riconoscimento, posto in bocca al re pagano stesso (v. 47), che il Dio d'Israele è «il Dio degli dèi e il Signore dei re» e «il Rivelatore dei misteri», fa di Daniyèl un testimone della sovranità divina davanti alle nazioni — funzione che la tradizione collega al tema della kiddush ha-Shem, la santificazione del Nome resa visibile tra i popoli. Nella liturgia delle ore della tradizione cristiana, il cantico ispirato a questi versetti (la benedizione di Daniyèl per il Dio che «muta i tempi») è entrato nel repertorio innodico come professione della signoria di Dio sulla storia.
Domande Frequenti
Cosa rappresentano i quattro metalli della statua?
Quattro regni in successione. Nell'orizzonte storico-apocalittico del libro: Bavèl (oro), Media (argento), Persia (bronzo), Grecia (ferro/argilla, coi Diadochi e i matrimoni dinastici che «non si fondono»). L'identificazione del quarto regno con Roma è rilettura posteriore, da distinguere dal senso del testo.
Cos'è la «pietra staccata senza mani»?
Il Regno di Dio che frantuma i regni umani e «riempie la terra», eterno. Nel senso storico-apocalittico (orizzonte maccabaico) è la speranza della fine del dominio ellenistico. La lettura cristologica della pietra (Cirillo: la pietra = Cristo) è ricezione patristica posteriore, da distinguere.
Cos'è il «mistero» (raz) che Dio rivela?
Raz/sod, il disegno nascosto che Dio svela privatamente a chi prega (Daniyèl e i compagni implorano misericordia). La tradizione storico-ebraica lo collega al «mistero del Regno» di Mc 4,11: la stessa dinamica del sod ebraico — rivelazione del piano divino —, ma quella è ricezione neotestamentaria, da distinguere dal racconto di corte.