Torna alle Fonti

Zaccaria 9 — il "peso" della parola e il Re umile (Zc 9,9)

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

0 di 267 pericopi lette(0%)

Zaccaria 9 — il "peso" della parola e il Re umile (Zc 9,9)

Zaccaria 9,1-17·MT (OSHB) + LXX·3/6
1
Ebraico (MT)משא דבר יהוה בארץ חדרך ודמשק מנחתו כי ליהוה עין אדם וכל שבטי ישראל
Septuaginta (LXX)Λῆμμα λόγου κυρίου· ἐν γῇ Σεδραχ καὶ Δαμασκοῦ θυσία αὐτοῦ, διότι κύριος ἐφορᾷ ἀνθρώπους καὶ πάσας φυλὰς τοῦ Ισραηλ.
Lettura Ortodossaⓘ nella terra di ⓘ — e ⓘ sarà il suo riposo —, poiché al TetraGramma appartiene l'occhio dell'uomo e di tutte le tribù d'Israele,
2
Ebraico (MT)וגם חמת תגבל בה צר וצידון כי חכמה מאד
Septuaginta (LXX)καὶ Εμαθ ἐν τοῖς ὁρίοις αὐτῆς, Τύρος καὶ Σιδών, διότι ἐφρόνησαν σφόδρα.
Lettura Ortodossae anche ⓘ che con essa confina, ⓘ e ⓘ, poiché tanto si è ritenuta sapiente.
3
Ebraico (MT)ותבן צר מצור לה ותצבר כסף כעפר וחרוץ כטיט חוצות
Septuaginta (LXX)καὶ ᾠκοδόμησεν Τύρος ὀχυρώματα ἑαυτῇ καὶ ἐθησαύρισεν ἀργύριον ὡς χοῦν καὶ συνήγαγεν χρυσίον ὡς πηλὸν ὁδῶν.
Lettura OrtodossaE Tzòr si è costruita un ⓘ, ha ammassato argento come polvere e oro fino come fango delle strade.
4
Ebraico (MT)הנה אדני יורשנה והכה בים חילה והיא באש תאכל
Septuaginta (LXX)διὰ τοῦτο κύριος κληρονομήσει αὐτὴν καὶ πατάξει εἰς θάλασσαν δύναμιν αὐτῆς, καὶ αὕτη ἐν πυρὶ καταναλωθήσεται.
Lettura OrtodossaEcco, ⓘ la spodesterà, abbatterà nel mare la sua potenza, ed essa dal fuoco sarà divorata.
5
Ebraico (MT)תרא אשקלון ותירא ועזה ותחיל מאד ועקרון כי הביש מבטה ואבד מלך מעזה ואשקלון לא תשב
Septuaginta (LXX)ὄψεται Ἀσκαλὼν καὶ φοβηθήσεται, καὶ Γάζα καὶ ὀδυνηθήσεται σφόδρα, καὶ Ακκαρων, ὅτι ᾐσχύνθη ἐπὶ τῷ παραπτώματι αὐτῆς· καὶ ἀπολεῖται βασιλεὺς ἐκ Γάζης, καὶ Ἀσκαλὼν οὐ μὴ κατοικηθῇ.
Lettura OrtodossaVedrà ⓘ e temerà, e ʿAzzàh tremerà fortemente, e ʿEqròn pure, poiché si è seccata la sua ⓘ; e perirà il re da ʿAzzàh, e Ashkelòn non sarà abitata.
6
Ebraico (MT)וישב ממזר באשדוד והכרתי גאון פלשתים
Septuaginta (LXX)καὶ κατοικήσουσιν ἀλλογενεῖς ἐν Ἀζώτῳ, καὶ καθελῶ ὕβριν ἀλλοφύλων.
Lettura OrtodossaE un ⓘ abiterà in Ashdòd, e abbatterò l'orgoglio del ⓘ.
7
Ebraico (MT)והסרתי דמיו מפיו ושקציו מבין שניו ונשאר גם הוא לאלהינו והיה כאלף ביהודה ועקרון כיבוסי
Septuaginta (LXX)καὶ ἐξαρῶ τὸ αἷμα αὐτῶν ἐκ στόματος αὐτῶν καὶ τὰ βδελύγματα αὐτῶν ἐκ μέσου ὀδόντων αὐτῶν, καὶ ὑπολειφθήσεται καὶ οὗτος τῷ θεῷ ἡμῶν, καὶ ἔσονται ὡς χιλίαρχος ἐν Ιουδα καὶ Ακκαρων ὡς ὁ Ιεβουσαῖος.
Lettura OrtodossaE toglierò il suo sangue dalla sua bocca e i suoi ⓘ di mezzo ai suoi denti, e resterà anche lui come resto per il nostro Dio: sarà come un ⓘ in Yehudàh, ed ʿEqròn come il ⓘ.
8
Ebraico (MT)וחניתי לביתי מצבה מעבר ומשב ולא יעבר עליהם עוד נגש כי עתה ראיתי בעיני
Septuaginta (LXX)καὶ ὑποστήσομαι τῷ οἴκῳ μου ἀνάστημα τοῦ μὴ διαπορεύεσθαι μηδὲ ἀνακάμπτειν, καὶ οὐ μὴ ἐπέλθῃ ἐπ’ αὐτοὺς οὐκέτι ἐξελαύνων, διότι νῦν ἑώρακα ἐν τοῖς ὀφθαλμοῖς μου.
Lettura OrtodossaE mi accamperò a guardia della mia casa contro chi va e contro chi viene, né più passerà su di loro l'oppressore, poiché ora ho visto con i miei occhi.
9
Ebraico (MT)גילי מאד בת ציון הריעי בת ירושלם הנה מלכך יבוא לך צדיק ונושע הוא עני ורכב על חמור ועל עיר בן אתנות
Septuaginta (LXX)Χαῖρε σφόδρα, θύγατερ Σιων· κήρυσσε, θύγατερ Ιερουσαλημ· ἰδοὺ ὁ βασιλεύς σου ἔρχεταί σοι, δίκαιος καὶ σῴζων αὐτός, πραὺς καὶ ἐπιβεβηκὼς ἐπὶ ὑποζύγιον καὶ πῶλον νέον.
Lettura Ortodossaⓘ! Acclama con gioia, figlia di Yerushalàyim! Ecco, il tuo re viene a te, ⓘ, umile egli è, e cavalca su un asino, su un ⓘ.
10
Ebraico (MT)והכרתי רכב מאפרים וסוס מירושלם ונכרתה קשת מלחמה ודבר שלום לגוים ומשלו מים עד ים ומנהר עד אפסי ארץ
Septuaginta (LXX)καὶ ἐξολεθρεύσει ἅρματα ἐξ Εφραιμ καὶ ἵππον ἐξ Ιερουσαλημ, καὶ ἐξολεθρευθήσεται τόξον πολεμικόν, καὶ πλῆθος καὶ εἰρήνη ἐξ ἐθνῶν· καὶ κατάρξει ὑδάτων ἕως θαλάσσης καὶ ποταμῶν διεκβολὰς γῆς.
Lettura OrtodossaE ⓘ il carro da Efràim e il cavallo da Yerushalàyim, e sarà reciso l'arco di guerra; ed egli parlerà ⓘ alle nazioni, e il suo dominio si estenderà da mare a mare e dal Fiume fino agli estremi della terra.
11
Ebraico (MT)גם את בדם בריתך שלחתי אסיריך מבור אין מים בו
Septuaginta (LXX)καὶ σὺ ἐν αἵματι διαθήκης ἐξαπέστειλας δεσμίους σου ἐκ λάκκου οὐκ ἔχοντος ὕδωρ.
Lettura OrtodossaAnche tu — ⓘ — ho liberato i tuoi prigionieri dalla ⓘ.
12
Ebraico (MT)שובו לבצרון אסירי התקוה גם היום מגיד משנה אשיב לך
Septuaginta (LXX)καθήσεσθε ἐν ὀχυρώματι, δέσμιοι τῆς συναγωγῆς, καὶ ἀντὶ μιᾶς ἡμέρας παροικεσίας σου διπλᾶ ἀνταποδώσω σοι·
Lettura OrtodossaTornate alla ⓘ, ⓘ! Anche oggi annuncio: il doppio ti renderò.
13
Ebraico (MT)כי דרכתי לי יהודה קשת מלאתי אפרים ועוררתי בניך ציון על בניך יון ושמתיך כחרב גבור
Septuaginta (LXX)διότι ἐνέτεινά σε, Ιουδα, ἐμαυτῷ τόξον, ἔπλησα τὸν Εφραιμ καὶ ἐπεγερῶ τὰ τέκνα σου, Σιων, ἐπὶ τὰ τέκνα τῶν Ἑλλήνων καὶ ψηλαφήσω σε ὡς ῥομφαίαν μαχητοῦ·
Lettura OrtodossaPoiché tendo per me Yehudàh come arco, riempio Efràim, e desto i tuoi figli, o Tziòn, contro i tuoi figli, ⓘ, e ti rendo come spada di prode.
14
Ebraico (MT)ויהוה עליהם יראה ויצא כברק חצו ואדני יהוה בשופר יתקע והלך בסערות תימן
Septuaginta (LXX)καὶ κύριος ἔσται ἐπ’ αὐτοὺς καὶ ἐξελεύσεται ὡς ἀστραπὴ βολίς, καὶ κύριος παντοκράτωρ ἐν σάλπιγγι σαλπιεῖ καὶ πορεύσεται ἐν σάλῳ ἀπειλῆς αὐτοῦ.
Lettura OrtodossaE ⓘ apparirà sopra di loro, e uscirà come folgore il suo dardo; e ⓘ suonerà il ⓘ, e avanzerà nei turbini del sud.
15
Ebraico (MT)יהוה צבאות יגן עליהם ואכלו וכבשו אבני קלע ושתו המו כמו יין ומלאו כמזרק כזויות מזבח
Septuaginta (LXX)κύριος παντοκράτωρ ὑπερασπιεῖ αὐτῶν, καὶ καταναλώσουσιν αὐτοὺς καὶ καταχώσουσιν αὐτοὺς ἐν λίθοις σφενδόνης καὶ ἐκπίονται αὐτοὺς ὡς οἶνον καὶ πλήσουσιν ὡς φιάλας θυσιαστήριον.
Lettura Ortodossaⓘ li proteggerà, e divoreranno e calpesteranno le pietre di fionda, e berranno romoreggiando come per il vino, e si riempiranno come la ⓘ, come gli angoli dell'altare.
16
Ebraico (MT)והושיעם יהוה אלהיהם ביום ההוא כצאן עמו כי אבני נזר מתנוססות על אדמתו
Septuaginta (LXX)καὶ σώσει αὐτοὺς κύριος ἐν τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ, ὡς πρόβατα λαὸν αὐτοῦ, διότι λίθοι ἅγιοι κυλίονται ἐπὶ τῆς γῆς αὐτοῦ.
Lettura OrtodossaE li salverà il TetraGramma loro Dio in quel giorno, come gregge del suo popolo, poiché ⓘ scintillano sulla sua terra.
17
Ebraico (MT)כי מה טובו ומה יפיו דגן בחורים ותירוש ינובב בתלות
Septuaginta (LXX)ὅτι εἴ τι ἀγαθὸν αὐτοῦ καὶ εἴ τι καλὸν παρ’ αὐτοῦ, σῖτος νεανίσκοις καὶ οἶνος εὐωδιάζων εἰς παρθένους.
Lettura OrtodossaQuanto bene e quanta bellezza! Il grano farà fiorire i giovani e il ⓘ le vergini.
Approfondimento storico-halakhico

Significato. Il capitolo si apre con un titolo solenne: «massà devàr», «peso, carico della parola» del Nome proprio (v.1). Il termine massà non designa un «oracolo» nel senso divinatorio pagano, ma un fardello che grava su chi lo riceve e su chi lo subisce, secondo l'uso che ricorre anche in Is 13,1 e in Zc 12,1. Ne discende un dittico: prima un giudizio anti-imperiale che percorre da nord a sud le città siro-fenicie e filistee (Chadràkh, Damméseq, Chamàt, Tzòr, Tzidòn, e poi Ashkelòn, ʿAzzàh, ʿEqròn, Ashdòd), poi l'annuncio luminoso del re umile che entra in Tziòn cavalcando un asino (vv.9-10) e, infine, una promessa di riscatto e di vittoria per i «prigionieri della speranza» (vv.11-17). Il filo conduttore è il rovesciamento: gli imperi che accumulano argento e fortezze cadono, mentre il re disarmato e disarmante porta lo shalòm alle nazioni.

Ricostruzione storica

L'aggancio cronologico più sicuro è il v.13, dove i «figli di Tziòn» sono suscitati «contro i tuoi figli, Yawàn», cioè la Grecia/gli Ioni. Questo riferimento colloca verosimilmente l'orizzonte del testo nell'epoca ellenistica o tardo-persiana, quando la potenza greca diviene l'antagonista immaginato per il popolo. L'itinerario geografico dei vv.1-7 ricalca, da Damasco verso la costa, un percorso che la tradizione interpretativa ha spesso letto come la marcia di una potenza conquistatrice da nord; il testo, però, non la nomina come strumento, ma proclama direttamente l'azione del Signore che «spodesta» Tiro (v.4) e umilia la pentapoli filistea. Le città elencate — Tiro la mercantile che «ammassa argento come polvere» (v.3), Ascalona, Gaza, Ekron, Asdod — sono i poli economici e militari dell'area siro-cananaica. La promessa del v.7, «resterà anche lui come resto per il nostro Dio… ed ʿEqròn come il Yevusèo», prefigura non lo sterminio ma l'integrazione: come i Gebusei, antichi abitanti di Yerushalàyim, furono assorbiti nel popolo (cfr. 2 Sam 24,18-25), così i Filistei superstiti saranno incorporati. Il v.8, «mi accamperò a guardia della mia casa», definisce il Tempio come centro custodito dal Signore stesso.

Note testuali (MT/LXX)

Il passo presenta numerose divergenze tra il testo masoretico (MT) e la traduzione greca dei Settanta (LXX), spesso significative. Al v.1 il toponimo Chadràkh diventa nella LXX Sedrach. Al v.5 l'MT dice «si è seccata la sua mevattàh» (la sua speranza/attesa), mentre la LXX legge «si è vergognata della sua caduta» (ᾐσχύνθη ἐπὶ τῷ παραπτώματι αὐτῆς): si tratta di una diversa vocalizzazione/interpretazione delle stesse consonanti. Al v.6 il mamzèr dell'MT (figlio illegittimo, di nascita mista) è reso dalla LXX con allogeneîs, «stranieri», attenuando il termine. Il punto testualmente più gravido è il v.9: l'MT ha tzaddìk ve-noshàʿ, dove noshàʿ è participio passivo («reso vittorioso», «salvato»), mentre la LXX rende con sózon, «che salva», in voce attiva. La differenza è teologicamente densa: nell'ebraico il re è oggetto della salvezza divina, nel greco ne è soggetto. Inoltre, la sequenza ʿal-chamòr ve-ʿal-ʿàyir ben-atonòt («su un asino e su un puledro figlio di asine») è nell'MT un classico parallelismo poetico sinonimico: un solo animale descritto due volte. La LXX (ἐπὶ ὑποζύγιον καὶ πῶλον νέον) mantiene la doppia menzione, e su questa base il testo è stato talora letto come riferito a due bestie distinte. Al v.10 l'MT ha la prima persona «reciderò» (ve-hikhrattì), che mantiene il Signore come soggetto, mentre la LXX volge alla terza persona («e sterminerà»), spostando il soggetto sul re.

Ricezione ebraica (rabbinica e liturgica)

Il v.9 è uno dei passi messianici più discussi della tradizione ebraica. Il Talmud babilonese, in Sanhedrìn 98a, riporta la celebre questione di Rabbi Yehoshua ben Levi e la risposta attribuita a Rabbi Alexandrì: se Israele sarà meritevole, il Messia verrà «con le nubi del cielo» (Dn 7,13); se non sarà meritevole, verrà «umile e cavalcante su un asino» (Zc 9,9). La compresenza dei due profili — il trionfale e l'umile — viene così armonizzata come condizionata alla condotta della generazione. La medesima sugya fa del «cavalcante sull'asino» il segno di una redenzione che non passa per la potenza militare. Sul piano liturgico, l'immagine del re che «parla shalòm alle nazioni» (v.10) e la prospettiva di un dominio universale «da mare a mare» hanno alimentato l'attesa messianica espressa nelle benedizioni che invocano la restaurazione del regno davidico. Il v.11, «per il sangue della tua alleanza ho liberato i tuoi prigionieri», è stato collegato dalla tradizione al patto sinaitico siglato col sangue (cfr. Es 24,8) e, in alcune letture, al sangue della circoncisione e dell'agnello pasquale come pegni della liberazione.

Aggadah

La riflessione aggadica si è soffermata sull'asino del v.9, intrecciandolo con altri «asini» della storia sacra: la cavalcatura su cui Avrahàm sale al monte Morìah (Gn 22,3) e quella su cui Moshè riconduce la famiglia in Egitto (Es 4,20). La lettura midrashica ha visto in questi animali un filo che collega le grandi tappe della redenzione, fino all'asino del re messianico, segno di umiltà regale e non di debolezza. Parimenti, la «fossa senz'acqua» del v.11 (bor èn màyim) richiama, nell'immaginario aggadico, la cisterna in cui fu calato Yosèf (Gn 37,24) e quella di Yirmeyàhu (Ger 38,6): il pozzo asciutto diventa cifra dell'esilio e della prigionia da cui il Signore trae fuori i suoi. La promessa del «doppio» (mishnèh, v.12) è stata intesa come compenso sovrabbondante per le sofferenze patite, secondo la misura per cui la consolazione eccede l'afflizione.

Ricezione neotestamentaria e tipologia

Va anzitutto fissato il senso storico-letterale ebraico: nel suo orizzonte profetico, Zc 9,9-10 annuncia un re davidico umile e di pace, che entra in Tziòn senza apparato militare e instaura un dominio di shalòm; il parallelismo poetico descrive una sola cavalcatura, e l'intero brano resta intelligibile entro l'attesa d'Israele, senza bisogno di alcun complemento esterno. Questo senso sta in piedi da sé.

In un secondo momento, e come ricezione posteriore da tenere distinta, le comunità neotestamentarie hanno riletto il versetto a proposito dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme: Mt 21,5-7 cita esplicitamente Zc 9,9 (combinandolo con Is 62,11) e letteralizza il parallelismo in due cavalcature — un'asina e un puledro —, leggendo come due animali ciò che nell'ebraico è una sola bestia nominata due volte; anche Gv 12,15 richiama il passo. Questa lettura cristologica è una rilettura tipologica, un layer interpretativo distinto, e non coincide con il significato letterale del profeta né lo abolisce: il testo ebraico non è una mera «predizione» annullata dal compimento, ma conserva intatto il proprio senso. Analogamente, la formula «sangue dell'alleanza» del v.11 è stata accostata nella tradizione cristiana alle parole sul calice (cfr. Mt 26,28); ma nel profeta essa rinvia al patto sinaitico (Es 24,8), e ogni eco eucaristica appartiene a una ricezione successiva, non al dettato originario. Le due letture — quella storico-profetica ebraica e quella tipologico-cristiana — vanno mantenute su piani diversi, senza proiettare la seconda dentro il testo come se ne fosse il senso primario.

Osservanza e liturgia

Sul versante dell'osservanza, il brano nutre alcune pratiche e attese concrete. La figura del re «che parla shalòm alle nazioni» fonda l'orientamento secondo cui l'attesa messianica d'Israele è inseparabile dall'instaurazione della pace e dalla cessazione degli strumenti di guerra (carro, cavallo, arco): l'aspirazione concreta non è il dominio armato ma il disarmo (v.10). Lo shofàr del v.14, il corno d'ariete, rimanda all'uso rituale che scandisce le grandi solennità e i momenti di convocazione del popolo; la sua menzione qui, come segnale dell'intervento divino, ne sottolinea il valore di richiamo e di allarme sacro. Il mizràq del v.15, il bacile per l'aspersione del sangue sacrificale, e «gli angoli dell'altare» radicano l'immagine della vittoria nel linguaggio del culto del Tempio. Infine il grano e il tiròsh (mosto, vino nuovo) del v.17 evocano i prodotti della terra promessa e l'abbondanza connessa alle benedizioni del raccolto, sostrato concreto della gratitudine liturgica e delle decime. L'insieme tiene insieme attesa della pace, culto del Tempio e fecondità della terra come segni tangibili della salvezza annunciata.

Domande Frequenti

"Massà" significa "oracolo"?

No, punto chiave: gli "oracoli" appartengono al mondo pagano-divinatorio. Massà è il "peso", il giogo della parola del TetraGramma (così a Is 13,1; Zc 12,1). È la gravità della parola profetica, non un responso oracolare.

Il re di Zaccaria 9,9 cavalca uno o due animali?

Uno solo: "chamòr… ʿàyir ben atonòt" è parallelismo poetico sinonimico (lo stesso animale descritto due volte). Mt 21,5-7 lo letteralizza in due cavalcature; la lettura rabbinica (Sanhedrìn 98a) lo legge messianicamente. Sono receptions successive, distinte dal parallelismo del testo.

Che tipo di re annuncia Zaccaria 9?

Un re umile, vittorioso ma disarmante e di shalòm: "recide il carro, il cavallo, l'arco di guerra; parla shalòm alle nazioni". È un ideale messianico anti-militaristico, ancorato al contesto ellenistico (i "figli di Yavàn", v.13), non uno scenario da futurizzare.

Riferimenti biblici