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Esodo 24 — la ratifica dell'alleanza e la crux di Es 24,1

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

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Esodo 24 — la ratifica dell'alleanza e la crux di Es 24,1

Esodo 24,1-18·MT (OSHB) + LXX·14/23
1
Ebraico (MT)ואל משה אמר עלה אל יהוה אתה ואהרן נדב ואביהוא ושבעים מזקני ישראל והשתחויתם מרחק
Septuaginta (LXX)Καὶ Μωυσῇ εἶπεν Ἀνάβηθι πρὸς κύριον σὺ καὶ Ααρων καὶ Ναδαβ καὶ Αβιουδ καὶ ἑβδομήκοντα τῶν πρεσβυτέρων Ισραηλ, καὶ προσκυνήσουσιν μακρόθεν τῷ κυρίῳ·
Lettura OrtodossaE a Moshè disse: «Sali verso il ⓘ, tu e Aharòn, Nadàv e Avihù e settanta degli ⓘ d'Israèl, e vi prostrerete ⓘ».
2
Ebraico (MT)ונגש משה לבדו אל יהוה והם לא יגשו והעם לא יעלו עמו
Septuaginta (LXX)καὶ ἐγγιεῖ Μωϋσῆς μόνος πρὸς τὸν θεόν, αὐτοὶ δὲ οὐκ ἐγγιοῦσιν· ὁ δὲ λαὸς οὐ συναναβήσεται μετ’ αὐτῶν.
Lettura OrtodossaE si accosti Moshè solo verso il ⓘ, ma essi non si accostino, e il popolo non salga con lui.
3
Ebraico (MT)ויבא משה ויספר לעם את כל דברי יהוה ואת כל המשפטים ויען כל העם קול אחד ויאמרו כל הדברים אשר דבר יהוה נעשה
Septuaginta (LXX)εἰσῆλθεν δὲ Μωϋσῆς καὶ διηγήσατο τῷ λαῷ πάντα τὰ ῥήματα τοῦ θεοῦ καὶ τὰ δικαιώματα· ἀπεκρίθη δὲ πᾶς ὁ λαὸς φωνῇ μιᾷ λέγοντες Πάντας τοὺς λόγους, οὓς ἐλάλησεν κύριος, ποιήσομεν καὶ ἀκουσόμεθα.
Lettura OrtodossaE venne Moshè e raccontò al popolo tutte le parole del ⓘ e tutti i ⓘ; e rispose tutto il popolo a ⓘ e disse: «Tutte le parole che ha detto il ⓘ ⓘ».
4
Ebraico (MT)ויכתב משה את כל דברי יהוה וישכם בבקר ויבן מזבח תחת ההר ושתים עשרה מצבה לשנים עשר שבטי ישראל
Septuaginta (LXX)καὶ ἔγραψεν Μωϋσῆς πάντα τὰ ῥήματα κυρίου. ὀρθρίσας δὲ Μωϋσῆς τὸ πρωῒ ᾠκοδόμησεν θυσιαστήριον ὑπὸ τὸ ὄρος καὶ δώδεκα λίθους εἰς τὰς δώδεκα φυλὰς τοῦ Ισραηλ·
Lettura OrtodossaE scrisse Moshè tutte le parole del ⓘ; e si alzò di buon mattino e costruì un ⓘ sotto il monte e dodici ⓘ per le dodici tribù d'Israèl.
5
Ebraico (MT)וישלח את נערי בני ישראל ויעלו עלת ויזבחו זבחים שלמים ליהוה פרים
Septuaginta (LXX)καὶ ἐξαπέστειλεν τοὺς νεανίσκους τῶν υἱῶν Ισραηλ, καὶ ἀνήνεγκαν ὁλοκαυτώματα καὶ ἔθυσαν θυσίαν σωτηρίου τῷ θεῷ μοσχάρια.
Lettura OrtodossaE mandò i giovani dei figli d'Israèl, e fecero salire ⓘ e sacrificarono ⓘ al ⓘ, ⓘ.
6
Ebraico (MT)ויקח משה חצי הדם וישם באגנת וחצי הדם זרק על המזבח
Septuaginta (LXX)λαβὼν δὲ Μωϋσῆς τὸ ἥμισυ τοῦ αἵματος ἐνέχεεν εἰς κρατῆρας, τὸ δὲ ἥμισυ τοῦ αἵματος προσέχεεν πρὸς τὸ θυσιαστήριον.
Lettura OrtodossaE prese Moshè metà del sangue e lo pose nei ⓘ, e metà del sangue ⓘ sull'altare.
72
Ebraico (MT)ויקח ספר הברית ויקרא באזני העם ויאמרו כל אשר דבר יהוה נעשה ונשמע
Septuaginta (LXX)καὶ λαβὼν τὸ βιβλίον τῆς διαθήκης ἀνέγνω εἰς τὰ ὦτα τοῦ λαοῦ, καὶ εἶπαν Πάντα, ὅσα ἐλάλησεν κύριος, ποιήσομεν καὶ ἀκουσόμεθα.
Lettura OrtodossaE prese il ⓘ e lo lesse agli orecchi del popolo, e dissero: «Tutto ciò che ha detto il ⓘ ⓘ».
8
Ebraico (MT)ויקח משה את הדם ויזרק על העם ויאמר הנה דם הברית אשר כרת יהוה עמכם על כל הדברים האלה
Septuaginta (LXX)λαβὼν δὲ Μωϋσῆς τὸ αἷμα κατεσκέδασεν τοῦ λαοῦ καὶ εἶπεν Ἰδοὺ τὸ αἷμα τῆς διαθήκης, ἧς διέθετο κύριος πρὸς ὑμᾶς περὶ πάντων τῶν λόγων τούτων.
Lettura OrtodossaE prese Moshè il sangue e ne asperse il popolo e disse: «Ecco il ⓘ che il ⓘ ha ⓘ con voi su tutte queste parole».
9
Ebraico (MT)ויעל משה ואהרן נדב ואביהוא ושבעים מזקני ישראל
Septuaginta (LXX)Καὶ ἀνέβη Μωϋσῆς καὶ Ααρων καὶ Ναδαβ καὶ Αβιουδ καὶ ἑβδομήκοντα τῆς γερουσίας Ισραηλ
Lettura OrtodossaE salì Moshè e Aharòn, Nadàv e Avihù e settanta degli ⓘ d'Israèl,
1011
Ebraico (MT)ויראו את אלהי ישראל ותחת רגליו כמעשה לבנת הספיר וכעצם השמים לטהר
Septuaginta (LXX)καὶ εἶδον τὸν τόπον, οὗ εἱστήκει ἐκεῖ ὁ θεὸς τοῦ Ισραηλ· καὶ τὰ ὑπὸ τοὺς πόδας αὐτοῦ ὡσεὶ ἔργον πλίνθου σαπφείρου καὶ ὥσπερ εἶδος στερεώματος τοῦ οὐρανοῦ τῇ καθαριότητι.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——e videro il ⓘ dove là stava il ⓘ; e ciò che era sotto i suoi piedi era come un'opera di lastra di ⓘ, e come l'aspetto del ⓘ del cielo per limpidezza.—— Masoretico (TM) ——e videro il ⓘ; e ⓘ come un'opera di lastra di ⓘ, limpida e pura, e come la sostanza stessa dei cieli per limpidezza.
111
Ebraico (MT)ואל אצילי בני ישראל לא שלח ידו ויחזו את האלהים ויאכלו וישתו
Septuaginta (LXX)καὶ τῶν ἐπιλέκτων τοῦ Ισραηλ οὐ διεφώνησεν οὐδὲ εἷς· καὶ ὤφθησαν ἐν τῷ τόπῳ τοῦ θεοῦ καὶ ἔφαγον καὶ ἔπιον.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——E degli ⓘ d'Israèl non ne ⓘ; e ⓘ nel ⓘ, e mangiarono e bevvero.—— Masoretico (TM) ——E sui ⓘ dei figli d'Israèl non stese la ⓘ sua; e contemplarono ⓘ, e mangiarono e ⓘ.
12
Ebraico (MT)ויאמר יהוה אל משה עלה אלי ההרה והיה שם ואתנה לך את לחת האבן והתורה והמצוה אשר כתבתי להורתם
Septuaginta (LXX)καὶ εἶπεν κύριος πρὸς Μωυσῆν Ἀνάβηθι πρός με εἰς τὸ ὄρος καὶ ἴσθι ἐκεῖ· καὶ δώσω σοι τὰ πυξία τὰ λίθινα, τὸν νόμον καὶ τὰς ἐντολάς, ἃς ἔγραψα νομοθετῆσαι αὐτοῖς.
Lettura OrtodossaE disse il ⓘ a Moshè: «Sali da me sul monte e sta' là, e ti darò le ⓘ, la ⓘ che ho scritto per istruirli».
131
Ebraico (MT)ויקם משה ויהושע משרתו ויעל משה אל הר האלהים
Septuaginta (LXX)καὶ ἀναστὰς Μωϋσῆς καὶ Ἰησοῦς ὁ παρεστηκὼς αὐτῷ ἀνέβησαν εἰς τὸ ὄρος τοῦ θεοῦ·
Lettura OrtodossaE si alzò Moshè e ⓘ suo ⓘ, e salì Moshè al monte di Dio.
14
Ebraico (MT)ואל הזקנים אמר שבו לנו בזה עד אשר נשוב אליכם והנה אהרן וחור עמכם מי בעל דברים יגש אלהם
Septuaginta (LXX)καὶ τοῖς πρεσβυτέροις εἶπαν Ἡσυχάζετε αὐτοῦ, ἕως ἀναστρέψωμεν πρὸς ὑμᾶς· καὶ ἰδοὺ Ααρων καὶ Ωρ μεθ’ ὑμῶν· ἐάν τινι συμβῇ κρίσις, προσπορευέσθωσαν αὐτοῖς.
Lettura OrtodossaE agli anziani disse: «Restate per noi qui finché torniamo a voi; ed ecco Aharòn e ⓘ sono con voi: chi ha una ⓘ si accosti a loro».
15
Ebraico (MT)ויעל משה אל ההר ויכס הענן את ההר
Septuaginta (LXX)καὶ ἀνέβη Μωϋσῆς καὶ Ἰησοῦς εἰς τὸ ὄρος, καὶ ἐκάλυψεν ἡ νεφέλη τὸ ὄρος.
Lettura OrtodossaE salì Moshè al monte, e coprì la ⓘ il monte.
161
Ebraico (MT)וישכן כבוד יהוה על הר סיני ויכסהו הענן ששת ימים ויקרא אל משה ביום השביעי מתוך הענן
Septuaginta (LXX)καὶ κατέβη ἡ δόξα τοῦ θεοῦ ἐπὶ τὸ ὄρος τὸ Σινα, καὶ ἐκάλυψεν αὐτὸ ἡ νεφέλη ἓξ ἡμέρας· καὶ ἐκάλεσεν κύριος τὸν Μωυσῆν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ ἐκ μέσου τῆς νεφέλης.
Lettura OrtodossaE dimorò il ⓘ del ⓘ sul monte Sinài, e lo coprì la nube ⓘ; e chiamò Moshè il settimo giorno dal mezzo della nube.
17
Ebraico (MT)ומראה כבוד יהוה כאש אכלת בראש ההר לעיני בני ישראל
Septuaginta (LXX)τὸ δὲ εἶδος τῆς δόξης κυρίου ὡσεὶ πῦρ φλέγον ἐπὶ τῆς κορυφῆς τοῦ ὄρους ἐναντίον τῶν υἱῶν Ισραηλ.
Lettura OrtodossaE l'aspetto del kavòd del ⓘ era come ⓘ sulla cima del monte, agli occhi dei figli d'Israèl.
18
Ebraico (MT)ויבא משה בתוך הענן ויעל אל ההר ויהי משה בהר ארבעים יום וארבעים לילה
Septuaginta (LXX)καὶ εἰσῆλθεν Μωϋσῆς εἰς τὸ μέσον τῆς νεφέλης καὶ ἀνέβη εἰς τὸ ὄρος καὶ ἦν ἐκεῖ ἐν τῷ ὄρει τεσσαράκοντα ἡμέρας καὶ τεσσαράκοντα νύκτας.
Lettura OrtodossaE venne Moshè dentro la nube e salì al monte; e fu Moshè sul monte ⓘ.
Approfondimento storico-halakhico

Significato

Esodo 24 è il culmine narrativo e teologico dell'intera sequenza sinaitica: non una semplice cerimonia conclusiva, ma il momento in cui Israele diventa am ha-berìt, popolo dell'alleanza, attraverso un rito che intreccia parola, sangue, visione e banchetto. La struttura del capitolo è scandita da movimenti verticali: la discesa del comando (vv. 1-2), la ratifica pubblica al piede del monte (vv. 3-8), la salita teofanica dei settanta anziani (vv. 9-11), la salita solitaria di Moshè nella nube (vv. 12-18). Su e giù, verso il monte e dal monte: non è semplice topografia, è la grammatica dell'incontro tra il kavòd che dimora in cima e il popolo che si prostra me-rachòq, da lontano.

Il centro ermeneutico è il versetto 7: naʿasèh ve-nishmàʿ, «faremo e ascolteremo». L'ordine è deliberatamente invertito rispetto all'attesa logica: in tutto il Vicino Oriente antico si ascolta un trattato prima di sottoscriverlo. Qui il popolo si impegna ad agire prima di aver compreso fino in fondo i termini del patto. La tradizione rabbinica vi ha letto un'elezione assoluta: b.Shabbat 88a riferisce che, quando Israele antepose il fare all'ascoltare, una voce celeste esclamò: «Chi ha rivelato ai miei figli questo segreto di cui fanno uso gli angeli del servizio?»; la stessa pagina racconta che a ciascun israelita furono legate due corone, una per naʿasèh e una per nishmàʿ. L'inversione non è irresponsabilità: è la struttura fondamentale dell'adesione che precede la spiegazione, dell'affidarsi che costituisce il patto.

Il secondo fulcro è il dam ha-berìt del versetto 8: Moshè divide il sangue dei sacrifici, metà sull'altare, metà asperso sul popolo. Il sangue, sede della nèfesh, vincola entrambe le parti fino alle radici della vita; e il Sèfer ha-Berìt (Es 20,22–23,33) viene letto pubblicamente prima dell'aspersione: la parola precede il rito, il rito sigilla la parola. Segue il pasto teofanico dei vv. 9-11: settantaquattro persone — Moshè, Aharòn, Nadàv, Avihù e i settanta anziani — «videro il Dio d'Israèl». Il testo non censura la visione, la qualifica: sotto i suoi piedi un'opera come lastra di sappìr, limpida come la sostanza dei cieli. E la nota decisiva del v. 11 — «non stese la sua mano» — dichiara che la visione non uccide perché avviene dentro l'alleanza, non nella trasgressione. Il banchetto che segue («mangiarono e bevvero») suggella il patto con il gesto più concreto della vita condivisa.

La chiusura (vv. 12-18) è deliberatamente sabbatica: la nube copre il monte sei giorni, il settimo Moshè è chiamato dentro; il verbo va-yishkòn (v. 16, radice shakhàn) anticipa Mishkàn e Shekhinah. I quaranta giorni e quaranta notti sono il tempo pieno della ricezione: è a questa salita che la catena della tradizione aggancia il suo primo anello — «Moshè ricevette la Torah dal Sinai e la trasmise a Yehoshua» (Mishnah Avot 1,1); e proprio Yehoshua, mesharetò, lo accompagna fin sul fianco del monte (v. 13).

Perché differisce dalle traduzioni correnti

Le versioni correnti livellano sistematicamente i nomi divini: «il Signore disse a Mosè». Il testo masoretico alterna invece con precisione il TetraGramma (vv. 1.2.3.4.5.7.8.12.16) ed Elohìm (vv. 10-11.13): il patto è tagliato con YHWH, il Dio della storia e dell'alleanza, mentre la visione dei vv. 10-11 ha per oggetto Elohè Israèl, ha-Elohìm. La LXX rimescola ulteriormente questa architettura onomastica (v. 1 πρὸς κύριον, v. 2 πρὸς τὸν θεόν, v. 5 τῷ θεῷ), e le rese italiane che usano indifferentemente «il Signore» o «Dio» perdono la distinzione.

La divergenza più profonda è ai vv. 10-11. Il MT osa: «videro il Dio d'Israèl» (v. 10), «contemplarono Dio, e mangiarono e bevvero» (v. 11). La LXX attenua sistematicamente: «videro il luogo (τὸν τόπον) dove stava il Dio d'Israèl»; al v. 11 ribalta l'attivo in passivo — ὤφθησαν, «apparvero nel luogo di Dio» — e la formula del non-intervento punitivo ve-lò shalàch yadò, «non stese la sua mano», diventa οὐ διεφώνησεν οὐδὲ εἷς, «non ne venne meno neppure uno». Molte traduzioni correnti ereditano queste cautele teologiche; la lettura Hebrew-first restituisce l'audacia del testo: una visione reale, qualificata ma non negata.

Altre perdite sistematiche: mishpatìm (v. 3), reso «norme» o «leggi», appiattisce i «giudizi» che derivano dalla radice shafàt, «giudicare»; le matzevòt (v. 4), stele erette come testimoni giuridici del patto (radice natzàv, «stare eretto»), diventano nella LXX semplici λίθους, «pietre»; i parìm, tori (v. 5), diventano μοσχάρια, «vitelli»; gli shelamìm, sacrifici di comunione dalla radice di shalòm, sono resi θυσίαν σωτηρίου, perdendo il legame con la pace del patto; e karàt (v. 8), «tagliare» un'alleanza — idioma giuridico del Vicino Oriente antico — è livellato in διέθετο, «dispose».

Ricezioni stratificate

La ricezione ebraica fa di Esodo 24 la matrice dell'ingresso nell'alleanza. La baraita di b.Keritot 9a stabilisce: come i padri entrarono nel patto con la circoncisione, l'immersione e l'aspersione del sangue — i riti della pericope sinaitica — così entra il forestiero che si aggrega a Israele: la procedura del ghiyùr è modellata su Esodo 24. b.Shabbat 88a corona la risposta del v. 7 con le due corone angeliche per ogni israelita. Il Targum Onkelos, sensibile all'antropomorfismo, rende ai vv. 10-11 «videro la gloria (yeqarà) del Dio d'Israèl»: la visione passa attraverso il kavòd, non tocca l'essenza divina. I settanta anziani diventano nella memoria d'Israele la radice del consesso degli anziani: la Mishnah (Sanhedrin 1,6) deriva il Sinedrio di settantuno membri dai settanta di Bemidbar 11,16 più Moshè che li presiede — e i settanta di Esodo 24 ne sono l'anticipazione narrativa.

La ricezione cristiana è altrettanto puntuale. Le parole sul calice — «questo è il mio sangue dell'alleanza» (Mt 26,28; Mc 14,24) — riprendono alla lettera Es 24,8 nella veste della LXX (τὸ αἷμα τῆς διαθήκης); ed Eb 9,19-20 cita esplicitamente il gesto di Moshè: «Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha ordinato per voi». Il pasto eucaristico si colloca dentro la grammatica sinaitica del dam ha-berìt seguito dal banchetto del patto: compimento, non sostituzione (Mt 5,17) — la cena presuppone e prolunga il rito di Esodo 24, non lo abroga, e la continuità dell'alleanza con Israele resta il presupposto di ogni rilettura.

Ricostruzione storica (aggadah)

Sul piano storico-culturale, Esodo 24 segue da vicino il formulario dei trattati del Vicino Oriente antico: il documento scritto (il Sèfer ha-Berìt) letto ad alta voce davanti alla parte contraente; la risposta formale di accettazione «a una sola voce» (qol echàd); il rito del sangue che vincola le parti; le stele erette come testimoni permanenti — le dodici matzevòt per le dodici tribù, controparte giuridica collettiva; il pasto comune che suggella l'accordo, come il banchetto fra Yaʿaqòv e Lavàn accanto alla stele (Gen 31,45-46). Ogni elemento del capitolo ha paralleli nei riti di ratifica del mondo siro-mesopotamico; ciò che non ha paralleli è la controparte: non un sovrano umano, ma il TetraGramma.

L'aggadah lavora sulle pieghe del testo. Sulla nube che copre il monte «sei giorni» (v. 16), una baraita discussa in b.Yoma 4a-b registra la disputa fra Rabbi Yose ha-Gelili e Rabbi Aqiva: i sei giorni furono la purificazione di Moshè prima dell'ingresso nella sfera della santità, oppure l'inizio dei quaranta giorni? La discussione fa di Moshè il modello di chi non entra nello spazio santo senza preparazione. Sulla cronologia, Rashi (su Es 24,1) raccoglie la tradizione per cui questa sezione fu pronunciata prima del dono delle Dieci Parole — applicazione del principio en muqdàm u-meuchàr ba-Torah, «non c'è un prima e un dopo nella Torah». E sul pasto dei notabili, il midrash ripreso da Rashi (su Es 24,10-11; cf. Vayiqra Rabbah 20) legge in «mangiarono e bevvero» uno sguardo troppo disinvolto sulla gloria divina, degno di punizione; ma il TetraGramma «non stese la sua mano» per non turbare la gioia del dono della Torah — il conto, dirà l'aggadah, sarà presentato più tardi a Nadàv e Avihù.

Osservanza pratica

La tradizione ebraica ha tradotto Esodo 24 in prassi quotidiana. L'ordine dello Shema codificato nella Mishnah (Berakhot 2,2) — prima si accetta il giogo del Regno dei cieli, poi il giogo delle mitzvot — è l'esecuzione giornaliera della logica di naʿasèh ve-nishmàʿ: chi recita lo Shema mattina e sera ripete, nel tempo, l'adesione che precede la comprensione. La baraita di b.Keritot 9a fa dei tre riti sinaitici — circoncisione, immersione, aspersione del sangue — la procedura concreta con cui il forestiero entra nell'alleanza: il ghiyùr halakhico è la ripetizione individuale di Esodo 24. E la lettura del Sèfer ha-Berìt «agli orecchi del popolo» fonda la prassi della lettura comunitaria e pubblica della Torah, con il popolo riunito come al Sinai.

Dove la praxis trova continuità documentata nel Nuovo Testamento, l'aggancio è preciso. L'immersione di ingresso nell'alleanza prosegue nel comando Battezzate, nel quadro del Fare Discepoli: il battesimo si esegue come tevilah, immersione completa che fa entrare nel patto. La lettura pubblica del libro continua nelle categorie Cose da Ricordare ed Edificazione Reciproca: concretamente, la lettura ad alta voce delle Scritture nell'assemblea (1 Tm 4,13), perché il patto resti parola udita insieme, non testo privato. Il dam ha-berìt con il banchetto che lo segue prosegue nel memoriale del calice — «questo è il mio sangue dell'alleanza» (Mt 26,28) — da eseguire come memoria rituale condivisa, ancora Cose da Ricordare. E la postura di naʿasèh ve-nishmàʿ trova il suo corrispettivo in Seguite Cristo e nella Fede come adesione operativa: si obbedisce al comando prima di esigerne la spiegazione completa — il discepolo cammina, e comprende camminando.

Note testuali

  • v. 1 — me-rachòq, «da lontano»: la prostrazione a distanza disegna i cerchi concentrici di santità (popolo, anziani, Moshè solo) che il Mishkàn tradurrà in architettura.
  • v. 3 — mishpatìm, da shafàt «giudicare»: ordinanze giuridiche, non generiche «leggi»; qol echàd, «una sola voce»: l'unanimità è parte del formulario di ratifica; naʿasèh, qal imperfetto 1ª plurale di ʿasàh: impegno durativo, non consenso momentaneo.
  • v. 4 — matzevòt, da natzàv «stare eretto»: stele-testimoni del patto; dodici come le tribù, perché il popolo intero è parte contraente.
  • v. 5 — ʿolòt, olocausti che salgono interi; shelamìm, da shalòm: sacrifici di comunione la cui carne è condivisa, premessa del banchetto dei vv. 9-11; parìm, tori (LXX μοσχάρια, «vitelli»).
  • v. 6 — zaràq, aspersione rituale; agganòt, bacini: la divisione del sangue in due metà è il cuore giuridico del rito bilaterale.
  • v. 7 — Sèfer ha-Berìt: il libro dell'alleanza (Es 20,22–23,33); naʿasèh ve-nishmàʿ: l'agire precede il comprendere (b.Shabbat 88a).
  • v. 8 — dam ha-berìt, «il sangue dell'alleanza»; karàt, «tagliare» un patto: idioma della ratifica bilaterale.
  • v. 10 — livnàt ha-sappìr, «lastra di zaffiro»: il sappìr è la pietra del trono divino (Ez 1,26; 10,1); la visione è qualificata dal basso, da ciò che sta «sotto i suoi piedi».
  • v. 11 — atzilè, «notabili»; ve-lò shalàch yadò, «non stese la sua mano»: formula del non-intervento punitivo.
  • v. 13 — Yehoshua mesharetò, «suo servitore»: il futuro successore è già nel raggio della rivelazione.
  • v. 16 — va-yishkòn kevòd-YHWH: la radice shakhàn, «dimorare», genera Mishkàn e Shekhinah; il settimo giorno la chiamata dalla nube: struttura sabbatica.
  • v. 18 — arbaʿìm yom ve-arbaʿìm làylah: quaranta giorni e quaranta notti, il tempo pieno della ricezione della Torah.

Domande Frequenti

Che cosa significa naʿasèh ve-nishmàʿ e perché l'ordine è invertito?

«Faremo e ascolteremo» (Es 24,7) antepone l'agire al comprendere, contro ogni logica contrattuale antica. b.Shabbat 88a vi legge il segreto degli angeli del servizio: una voce celeste si stupisce che Israele lo conosca, e due corone vengono legate a ciascun israelita. È l'adesione che precede la spiegazione, fondamento dell'obbedienza del patto.

Gli anziani videro davvero Dio sul Sinai?

Il testo masoretico afferma «videro il Dio d'Israèl» e «contemplarono Dio» (Es 24,10-11), qualificando la visione dal basso: la lastra di zaffiro sotto i suoi piedi (cf. Ez 1,26). La LXX attenua («videro il luogo») e il Targum Onkelos rende «videro la gloria». Visione reale ma mediata dal kavòd, non letale perché avviene dentro l'alleanza.

Che rapporto c'è tra il sangue dell'alleanza e l'ultima cena?

Le parole sul calice «questo è il mio sangue dell'alleanza» (Mt 26,28; Mc 14,24) riprendono alla lettera Es 24,8 nella versione greca, ed Eb 9,19-20 cita esplicitamente il gesto di Moshè. Il memoriale eucaristico si colloca nella grammatica sinaitica — sangue del patto seguito dal banchetto — come compimento, non sostituzione (Mt 5,17).

Perché il rito di Esodo 24 è il modello dell'ingresso nell'alleanza?

La baraita di b.Keritot 9a insegna che i padri entrarono nel patto con circoncisione, immersione e aspersione del sangue — i riti del Sinai. Chi si aggrega a Israele ripete lo stesso percorso: il ghiyùr halakhico è l'ingresso individuale nell'alleanza di Esodo 24, con milah, tevilah e, al tempo del Tempio, l'offerta.

Riferimenti biblici