Indice Ragionato · Eredità e Continuità
glossario
30 articoli
- 01Serafini: significato e origine in ebraico
Serafini (ebraico seraphim, da saraph, «bruciare, ardere») significa «gli ardenti». Sono gli esseri di fuoco descritti da Isaia 6,2-3 attorno al trono di Dio, dotati di sei ali, che cantano il Trisagio «Santo, santo, santo». Il loro nome lega l'adorazione al fuoco che purifica, come il carbone ardente di Isaia 6,6-7.
6 min - 02Sion: significato e origine del monte di Gerusalemme
Sion (ebraico Tziyon) è in origine la collina-cittadella gebusea che Davide conquista e chiama «città di Davide» (2Sam 5,7). Estendendosi al monte del Tempio, diventa il nome della dimora di Dio e poi cifra escatologica di Gerusalemme. Nel Nuovo Testamento è la «Sion celeste», la città di Dio (Eb 12,22).
6 min - 03Efod: significato e funzione della veste del sommo sacerdote
L'efod (ebraico אֵפוֹד) è una veste cultuale del sommo sacerdote descritta in Esodo 28: un indumento di lino prezioso a cui si fissava il pettorale del giudizio con le dodici pietre delle tribù e l'oracolo Urim e Tummim. Era insieme paramento liturgico e strumento per consultare la volontà di Dio.
6 min - 04Intercessore: significato biblico di intercessione e mediazione
L'intercessore è colui che «si mette in mezzo», che incontra Dio a favore di altri. L'ebraico paga unisce l'idea di «incontrare» e di «intercedere»; figure come Abramo e Mosè pregano per il popolo. Nel Nuovo Testamento Cristo «intercede» (greco entynchano) alla destra del Padre, e lo Spirito intercede per noi.
6 min - 05Calvario: significato del luogo della crocifissione
Calvario viene dal latino Calvaria, «cranio», con cui la Vulgata traduce il greco Kraníon e l'aramaico Golgota (Gv 19,17). È il luogo, fuori Gerusalemme, dove Gesù fu crocifisso. Il nome indica probabilmente la forma del rilievo o un luogo di esecuzioni; «Calvario» e «Golgota» sono lo stesso posto, in lingue diverse.
6 min - 06JHWH-Jireh: significato di «il Signore provvede»
JHWH-Jireh (ebraico YHWH-Yireh) significa «il Signore provvede» o «il Signore vede»: è il nome che Abramo dà al monte Moriah dopo che Dio gli fornisce un montone al posto di Isacco (Gen 22,14). Il verbo ra'ah («vedere») è lo stesso che, in causativo, dice «far vedere, provvedere».
6 min - 07Evangelista: significato della parola nella Bibbia
Evangelista (greco euangelistés) significa «annunciatore della lieta notizia», da euangelion, «buona novella» (eu, «bene» + angello, «annunciare»). Nel Nuovo Testamento indica un ufficio della Chiesa nascente (Ef 4,11; At 21,8). Solo più tardi designa i quattro autori dei Vangeli — Matteo, Marco, Luca, Giovanni — raffigurati dai simboli del Tetramorfo.
6 min - 08Attributi di Dio: significato e lista nella tradizione cristiana
Gli attributi di Dio sono i modi in cui la Scrittura e la tradizione descrivono il suo essere: onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, eternità, immutabilità, santità, amore. La Bibbia li enuncia anzitutto come azione (Es 34,6-7, le «13 middot»: «misericordioso e pietoso»). La teologia ortodossa li legge per via apofatica: si conosce Dio più per ciò che NON è.
6 min - 09Tabernacolo: significato del mishkan, la dimora di Dio
Tabernacolo traduce l'ebraico mishkan, «dimora», dalla radice shakhan «abitare» — la stessa di Shekhinah, la presenza di Dio. È la tenda mobile di Esodo 25-40, detta anche ohel mo'ed, «tenda del convegno», dove YHWH abita in mezzo a Israele. La Settanta la chiama skené; Giovanni 1,14 vi allude: il Verbo «pose la tenda» tra noi.
6 min - 10HaShem: significato di «il Nome» nell'ebraismo
HaShem (ebraico הַשֵּׁם) significa «il Nome»: è la circonlocuzione con cui l'ebraismo si riferisce a Dio nel parlare ordinario, per non pronunciare né il tetragramma YHWH né, fuori dalla preghiera, lo stesso Adonai. È il grado più alto di riverenza verso il Nome rivelato. Si lega al greco Kyrios della Settanta e al «sia santificato il tuo Nome» del Padre Nostro (Mt 6,9).
6 min - 11Differenza tra discepolo e apostolo: cosa cambia davvero
Il discepolo (greco mathetes, «chi impara») è chi segue un maestro per imparare; l'apostolo (greco apostolos, «inviato») è chi viene mandato con un'autorità a nome di un altro. I Dodici sono prima discepoli, poi scelti e «inviati» come apostoli (Lc 6,13). Ogni apostolo era discepolo; non ogni discepolo è apostolo.
6 min - 12El Roi: significato del nome di Dio dato da Agar
El Ro'i (ebraico אֵל רֳאִי) significa «il Dio che mi vede» o «il Dio della visione». È il nome che Agar, schiava egiziana in fuga nel deserto, dà a Dio dopo che l'angelo l'ha trovata (Gen 16,13). Dalla radice ra'ah, «vedere». È l'unico nome divino coniato da una donna nella Bibbia.
6 min - 13YHWH-Nissi: significato del nome «il Signore è il mio vessillo»
YHWH-Nissi (ebraico יְהוָה נִסִּי, «il Signore è il mio vessillo») è il nome che Mosè dà all'altare dopo la vittoria su Amalek (Es 17,15). Nes significa «vessillo, stendardo, segnale di radunata»: la vittoria non viene dalle armi ma dal Signore, attorno al quale Israele si raccoglie come attorno a un'insegna.
6 min - 14Komboskini: significato della corda da preghiera ortodossa
Il komboskini (greco κομβοσκοίνι, russo chotki) è la corda di lana annodata usata nella Chiesa ortodossa per scandire la Preghiera di Gesù: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore». Spesso ha 33 o 100 nodi. È uno strumento della tradizione monastica per pregare incessantemente (1Ts 5,17), non un obbligo.
6 min - 15JHWH-Rofeekha (Jehovah Rapha): «Io sono il Signore che ti guarisce»
JHWH-Rofeekha (reso popolarmente «Jehovah Rapha») significa «Io sono YHWH che ti guarisce»: la frase che Dio pronuncia dopo le acque amare di Mara (Es 15,26). Dalla radice ebraica rafà, «guarire, risanare», lega la guarigione all'ascolto e all'obbedienza dell'alleanza. Il Salmo 103,3 la riprende; il Nuovo Testamento la legge in Cristo (Mt 8,17).
6 min - 16Mitzvot: significato di «comandamento» nell'ebraismo (e nel Vangelo)
Mitzvot (singolare mitzvah) significa «comandamenti, precetti»: dalla radice ebraica tzavàh, «comandare». Indicano gli atti concreti con cui Israele vive l'alleanza con Dio — il fare, non solo il credere. La tradizione le conta in 613 (248 positive, 365 negative), secondo un computo attribuito a Rabbi Simlai. Il Vangelo eredita questa logica: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Gv 14,15).
6 min - 17Baruch HaShem: significato di «benedetto il Nome»
Baruch HaShem (ebraico בָּרוּךְ הַשֵּׁם, «benedetto il Nome [di Dio]») è una formula ebraica di gratitudine usata ogni giorno: equivale a «grazie a Dio, sia lodato Dio». Barukh viene dalla radice b-r-k (benedire) e HaShem, «il Nome», sostituisce per riverenza il tetragramma YHWH. È riconoscere Dio come fonte di ogni bene.
6 min - 18Raca: significato dell'insulto nel Discorso della Montagna
Raca (aramaico רֵקָא, reqa, «vuoto, stupido, buono a nulla») è un insulto sprezzante che Gesù cita nel Discorso della Montagna (Mt 5,22): «chi dice al fratello raca sarà sottoposto al sinedrio». Non è una parolaccia qualsiasi: nega all'altro ogni valore. Gesù vi legge una forma di omicidio del fratello con le parole.
6 min - 19Predestinazione: significato del termine nella Scrittura
Predestinazione traduce il greco proorízo, «stabilire/delimitare prima». Nel Nuovo Testamento (Rm 8,29-30; Ef 1,5.11) indica il disegno con cui Dio chiama alla salvezza. La lettura ortodossa la legge a partire dalla prescienza: Dio pre-conosce la libertà dell'uomo senza pre-determinarla, in una sinergia tra grazia e risposta libera. Non è dunque determinismo.
6 min - 20Koinonia: significato del termine nel Nuovo Testamento
Koinonia (greco κοινωνία, da koinós «comune») significa «comunione, partecipazione, condivisione». Nel Nuovo Testamento indica la vita condivisa dei credenti (At 2,42), la partecipazione al corpo e sangue di Cristo (1 Cor 10,16) e perfino la colletta per i poveri (2 Cor 8-9). Non è un sentimento di amicizia, ma una partecipazione reale a una stessa cosa.
6 min - 21Selah: significato nella Bibbia e in ebraico
Selah (ebraico סֶלָה) è un termine liturgico-musicale che ricorre 74 volte nella Bibbia ebraica — 71 nei Salmi e 3 in Abacuc 3. Indica con ogni probabilità una pausa o un interludio strumentale tra le strofe; il senso esatto resta incerto. La Settanta lo traduce διάψαλμα, «interludio».
7 min - 22Alleluia: significato in ebraico e nella Bibbia
Alleluia (ebraico הַלְלוּ־יָהּ, hallelú-Yah) significa «lodate Yah»: un imperativo plurale (hallelú, «lodate») unito alla forma abbreviata del Nome divino (Yah, da YHWH). Ricorre soprattutto nei Salmi (le raccolte 113-118 e 146-150) e quattro volte in Apocalisse 19. Non è un'esclamazione, ma una convocazione liturgica alla lode.
6 min - 23Agape: significato dell'amore greco nella Bibbia
Agape (greco ἀγάπη) è l'amore oblativo, di dono, che il greco distingue da eros (desiderio) e philia (affetto reciproco). La Settanta lo scelse per tradurre l'ebraico ahavà e per rendere il chesed, l'amore fedele dell'alleanza; il Nuovo Testamento ne fa il nome dell'amore di Dio (1Gv 4,8) e il vertice di 1 Corinzi 13.
6 min - 24Adonai: significato del nome di Dio in ebraico
Adonai (ebraico אֲדֹנָי, «mio Signore») è il nome con cui la tradizione ebraica pronuncia il tetragramma YHWH, ritenuto impronunciabile: dove il testo scrive YHWH si legge «Adonai». La Settanta lo rende con Kyrios, «Signore» — da cui il «Signore» di quasi tutte le Bibbie. È una sostituzione riverente del Nome, non un nome diverso.
6 min - 25El Shaddai: significato del nome di Dio
El Shaddai (ebraico אֵל שַׁדַּי) è il nome con cui Dio si rivela ai patriarchi (Gen 17,1). Tradotto «Dio Onnipotente» (greco pantokrator), ma l'etimologia di Shaddai è incerta: forse «Dio della montagna», o legato a «potente», o a «seno» (Dio che nutre e benedice). È il Dio delle benedizioni di fecondità, prima della rivelazione del Nome YHWH a Mosè.
6 min - 26Metanoia: significato (conversione, non penitenza)
Metanoia (greco μετάνοια) significa «cambiamento di mente, di mentalità»: la conversione come riorientamento dell'intera persona verso Dio. Traduce l'ebraico teshuvà, «ritorno». Non è «penitenza» (opere penitenziali) né «rimorso» (il greco metaméleia): non sentire dispiacere, ma cambiare direzione e tornare.
6 min - 27Maranatha: significato della parola aramaica
Maranatha è una parola aramaica conservata in greco da Paolo (1 Corinzi 16,22) e nella Didachè. A seconda di come si divide, significa «marana tha» — «Signore nostro, vieni!» (invocazione) — oppure «maran atha» — «il Signore nostro è venuto/è qui» (confessione). La stessa sequenza di lettere porta due sensi: preghiera e professione di fede.
6 min - 28Kyrie eleison: significato dell'invocazione greca
Kyrie eleison (greco Κύριε ἐλέησον) significa «Signore, abbi pietà». Kyrios («Signore») è la parola con cui la Settanta rende il Nome divino; eleison (da eleos, misericordia) traduce l'ebraico chesed e rachamim. È la più antica e ripetuta invocazione liturgica cristiana, erede del grido di supplica biblico.
6 min - 29Vespri: significato della preghiera della sera
I Vespri (dal latino vesperae, «sera») sono la preghiera della sera della Liturgia delle Ore. Imperniati sul Salmo 141 («la mia preghiera salga come incenso») e sul Magnificat, ereditano l'offerta vespertina del Tempio. In Oriente non chiudono il giorno: lo aprono, secondo il computo biblico per cui la sera precede il mattino.
6 min - 30Torah e Talmud: che differenza c'è
Torah e Talmud non sono rivali né sinonimi. Torah (ebraico תּוֹרָה, «insegnamento, indicazione» — non «legge») sono i primi cinque libri della Bibbia e, più ampiamente, la rivelazione. Il Talmud (da «studio») è la Legge orale messa per iscritto: la Mishnah (la norma) più la Gemara (la discussione). La Torah è il testo rivelato; il Talmud ne è la trasmissione e l'interpretazione.
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