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Levitico 13 — La tzaràʿat: impurità rituale, non lebbra

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

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Levitico 13 — La tzaràʿat: impurità rituale, non lebbra

Levitico 13,1-59·MT (OSHB) + LXX·5/16
1
Ebraico (MT)וידבר יהוה אל משה ואל אהרן לאמר
Septuaginta (LXX)Καὶ ἐλάλησεν κύριος πρὸς Μωυσῆν καὶ Ααρων λέγων
Lettura OrtodossaE ⓘ a Mosheh e ad Aharon dicendo:
21
Ebraico (MT)אדם כי יהיה בעור בשרו שאת או ספחת או בהרת והיה בעור בשרו לנגע צרעת והובא אל אהרן הכהן או אל אחד מבניו הכהנים
Septuaginta (LXX)Ἀνθρώπῳ ἐάν τινι γένηται ἐν δέρματι χρωτὸς αὐτοῦ οὐλὴ σημασίας τηλαυγὴς καὶ γένηται ἐν δέρματι χρωτὸς αὐτοῦ ἁφὴ λέπρας, καὶ ἀχθήσεται πρὸς Ααρων τὸν ἱερέα ἢ ἕνα τῶν υἱῶν αὐτοῦ τῶν ἱερέων.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Se a un uomo si forma nella pelle del corpo una cicatrice di un segno ⓘ, e si forma nella pelle del corpo un contatto di ⓘ, sarà condotto ad Aronne il sacerdote o a uno dei suoi figli, i sacerdoti.—— Masoretico (TM) ——Un uomo, quando avrà nella ⓘ un ⓘ o una ⓘ o una ⓘ, e diventi nella pelle della sua carne ⓘ, allora sarà condotto ⓘ o a uno dei suoi figli, i sacerdoti.
3
Ebraico (MT)וראה הכהן את הנגע בעור הבשר ושער בנגע הפך לבן ומראה הנגע עמק מעור בשרו נגע צרעת הוא וראהו הכהן וטמא אתו
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν ἐν δέρματι τοῦ χρωτὸς αὐτοῦ, καὶ ἡ θρὶξ ἐν τῇ ἁφῇ μεταβάλῃ λευκή, καὶ ἡ ὄψις τῆς ἁφῆς ταπεινὴ ἀπὸ τοῦ δέρματος τοῦ χρωτός, ἁφὴ λέπρας ἐστίν· καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ μιανεῖ αὐτόν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote ⓘ la piaga nella pelle della carne: se il ⓘ è ⓘ e l'aspetto della piaga è ⓘ della sua carne, è piaga di lebbra: il sacerdote lo esaminerà e lo dichiarerà ⓘ.
41
Ebraico (MT)ואם בהרת לבנה הוא בעור בשרו ועמק אין מראה מן העור ושערה לא הפך לבן והסגיר הכהן את הנגע שבעת ימים
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ τηλαυγὴς λευκὴ ᾖ ἐν τῷ δέρματι τοῦ χρωτός, καὶ ταπεινὴ μὴ ᾖ ἡ ὄψις αὐτῆς ἀπὸ τοῦ δέρματος, καὶ ἡ θρὶξ αὐτοῦ οὐ μετέβαλεν τρίχα λευκήν, αὐτὴ δέ ἐστιν ἀμαυρά, καὶ ἀφοριεῖ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν ἑπτὰ ἡμέρας.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Ma se vi è una macchia bianca risplendente nella pelle del corpo, e il suo aspetto non è più profondo della pelle, e il suo pelo non ha mutato in pelo bianco, ed ⓘ, il sacerdote isolerà la piaga per sette giorni.—— Masoretico (TM) ——Ma se è una ⓘ nella pelle della sua carne e il suo aspetto non è più profondo della pelle e il suo pelo non è mutato in bianco, allora il sacerdote ⓘ la piaga ⓘ.
5
Ebraico (MT)וראהו הכהן ביום השביעי והנה הנגע עמד בעיניו לא פשה הנגע בעור והסגירו הכהן שבעת ימים שנית
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ, καὶ ἰδοὺ ἡ ἁφὴ μένει ἐναντίον αὐτοῦ, οὐ μετέπεσεν ἡ ἁφὴ ἐν τῷ δέρματι, καὶ ἀφοριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεὺς ἑπτὰ ἡμέρας τὸ δεύτερον.
Lettura OrtodossaE il sacerdote lo esaminerà il ⓘ: ed ecco, se la piaga è ⓘ, la piaga non si è ⓘ nella pelle, il sacerdote lo rinchiuderà altri sette giorni, ⓘ.
6
Ebraico (MT)וראה הכהן אתו ביום השביעי שנית והנה כהה הנגע ולא פשה הנגע בעור וטהרו הכהן מספחת היא וכבס בגדיו וטהר
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται αὐτὸν ὁ ἱερεὺς τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ τὸ δεύτερον, καὶ ἰδοὺ ἀμαυρὰ ἡ ἁφή, οὐ μετέπεσεν ἡ ἁφὴ ἐν τῷ δέρματι, καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· σημασία γάρ ἐστιν· καὶ πλυνάμενος τὰ ἱμάτια καθαρὸς ἔσται.
Lettura OrtodossaE il sacerdote lo esaminerà il settimo giorno una seconda volta: ed ecco, se la piaga ⓘ e la piaga non si è diffusa nella pelle, il sacerdote lo dichiarerà ⓘ: è pustola; ⓘ e sarà puro.
7
Ebraico (MT)ואם פשה תפשה המספחת בעור אחרי הראתו אל הכהן לטהרתו ונראה שנית אל הכהן
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ μεταβαλοῦσα μεταπέσῃ ἡ σημασία ἐν τῷ δέρματι μετὰ τὸ ἰδεῖν αὐτὸν τὸν ἱερέα τοῦ καθαρίσαι αὐτόν, καὶ ὀφθήσεται τὸ δεύτερον τῷ ἱερεῖ,
Lettura OrtodossaMa se la pustola ⓘ nella pelle dopo che egli si è mostrato al sacerdote per la sua purificazione, si mostrerà una seconda volta al sacerdote.
8
Ebraico (MT)וראה הכהן והנה פשתה המספחת בעור וטמאו הכהן צרעת הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται αὐτὸν ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ μετέπεσεν ἡ σημασία ἐν τῷ δέρματι, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· λέπρα ἐστίν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà: ed ecco, se la pustola si è diffusa nella pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro: ⓘ.
9
Ebraico (MT)נגע צרעת כי תהיה באדם והובא אל הכהן
Septuaginta (LXX)Καὶ ἁφὴ λέπρας ἐὰν γένηται ἐν ἀνθρώπῳ, καὶ ἥξει πρὸς τὸν ἱερέα·
Lettura Ortodossaⓘ, quando sarà in un uomo, sarà condotto al sacerdote.
101
Ebraico (MT)וראה הכהן והנה שאת לבנה בעור והיא הפכה שער לבן ומחית בשר חי בשאת
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ οὐλὴ λευκὴ ἐν τῷ δέρματι, καὶ αὕτη μετέβαλεν τρίχα λευκήν, καὶ ἀπὸ τοῦ ὑγιοῦς τῆς σαρκὸς τῆς ζώσης ἐν τῇ οὐλῇ,
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——E il sacerdote esaminerà: ed ecco, una cicatrice bianca nella pelle, ed essa ha mutato il pelo in pelo bianco, e dalla ⓘ, dalla carne viva nella cicatrice,—— Masoretico (TM) ——E il sacerdote esaminerà: ed ecco, se è un ⓘ nella pelle ed esso ha mutato il pelo in bianco e c'è ⓘ nel rigonfiamento,
111
Ebraico (MT)צרעת נושנת הוא בעור בשרו וטמאו הכהן לא יסגרנו כי טמא הוא
Septuaginta (LXX)λέπρα παλαιουμένη ἐστίν, ἐν τῷ δέρματι τοῦ χρωτός ἐστιν, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεὺς καὶ ἀφοριεῖ αὐτόν, ὅτι ἀκάθαρτός ἐστιν.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——è lebbra inveterata: è nella pelle del corpo, e il sacerdote lo dichiarerà impuro e ⓘ, poiché è impuro.—— Masoretico (TM) ——è ⓘ nella pelle della sua carne, e il sacerdote lo dichiarerà impuro: ⓘ, perché è impuro.
12
Ebraico (MT)ואם פרוח תפרח הצרעת בעור וכסתה הצרעת את כל עור הנגע מראשו ועד רגליו לכל מראה עיני הכהן
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἐξανθοῦσα ἐξανθήσῃ ἡ λέπρα ἐν τῷ δέρματι, καὶ καλύψῃ ἡ λέπρα πᾶν τὸ δέρμα τῆς ἁφῆς ἀπὸ κεφαλῆς ἕως ποδῶν καθ’ ὅλην τὴν ὅρασιν τοῦ ἱερέως,
Lettura OrtodossaE se la lebbra ⓘ nella pelle e la lebbra copre tutta la pelle della piaga ⓘ, per quanto vedono gli occhi del sacerdote,
13
Ebraico (MT)וראה הכהן והנה כסתה הצרעת את כל בשרו וטהר את הנגע כלו הפך לבן טהור הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ ἐκάλυψεν ἡ λέπρα πᾶν τὸ δέρμα τοῦ χρωτός, καὶ καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφήν, ὅτι πᾶν μετέβαλεν λευκόν, καθαρόν ἐστιν.
Lettura Ortodossae il sacerdote esaminerà: ed ecco, se la lebbra ha coperto tutta la sua carne, dichiarerà puro chi ha la piaga: ⓘ.
14
Ebraico (MT)וביום הראות בו בשר חי יטמא
Septuaginta (LXX)καὶ ᾗ ἂν ἡμέρᾳ ὀφθῇ ἐν αὐτῷ χρὼς ζῶν, μιανθήσεται,
Lettura OrtodossaMa nel ⓘ, sarà impuro.
15
Ebraico (MT)וראה הכהן את הבשר החי וטמאו הבשר החי טמא הוא צרעת הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὸν χρῶτα τὸν ὑγιῆ, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ χρὼς ὁ ὑγιής, ὅτι ἀκάθαρτός ἐστιν· λέπρα ἐστίν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà la carne viva e lo dichiarerà impuro: la ⓘ, è lebbra.
16
Ebraico (MT)או כי ישוב הבשר החי ונהפך ללבן ובא אל הכהן
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἀποκαταστῇ ὁ χρὼς ὁ ὑγιὴς καὶ μεταβάλῃ λευκή, καὶ ἐλεύσεται πρὸς τὸν ἱερέα,
Lettura OrtodossaOppure, se la carne viva ⓘ e si muta in bianco, verrà al sacerdote.
17
Ebraico (MT)וראהו הכהן והנה נהפך הנגע ללבן וטהר הכהן את הנגע טהור הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ μετέβαλεν ἡ ἁφὴ εἰς τὸ λευκόν, καὶ καθαριεῖ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφήν· καθαρός ἐστιν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote lo esaminerà: ed ecco, se la piaga si è ⓘ, il sacerdote dichiarerà pura la piaga: è puro.
18
Ebraico (MT)ובשר כי יהיה בו בערו שחין ונרפא
Septuaginta (LXX)Καὶ σὰρξ ἐὰν γένηται ἐν τῷ δέρματι αὐτοῦ ἕλκος καὶ ὑγιασθῇ,
Lettura OrtodossaE quanto alla carne, quando vi sarà in essa, nella sua pelle, un ⓘ e sarà ⓘ,
19
Ebraico (MT)והיה במקום השחין שאת לבנה או בהרת לבנה אדמדמת ונראה אל הכהן
Septuaginta (LXX)καὶ γένηται ἐν τῷ τόπῳ τοῦ ἕλκους οὐλὴ λευκὴ ἢ τηλαυγὴς λευκαίνουσα ἢ πυρρίζουσα, καὶ ὀφθήσεται τῷ ἱερεῖ,
Lettura Ortodossae nel ⓘ sorgerà un rigonfiamento bianco o una macchia lucida bianco-ⓘ, si mostrerà al sacerdote.
20
Ebraico (MT)וראה הכהן והנה מראה שפל מן העור ושערה הפך לבן וטמאו הכהן נגע צרעת הוא בשחין פרחה
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ ἡ ὄψις ταπεινοτέρα τοῦ δέρματος, καὶ ἡ θρὶξ αὐτῆς μετέβαλεν εἰς λευκήν, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· λέπρα ἐστίν, ἐν τῷ ἕλκει ἐξήνθησεν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà: ed ecco, se il suo aspetto è più ⓘ e il suo pelo è mutato in bianco, il sacerdote lo dichiarerà impuro: è piaga di lebbra, nel foruncolo è ⓘ.
21
Ebraico (MT)ואם יראנה הכהן והנה אין בה שער לבן ושפלה איננה מן העור והיא כהה והסגירו הכהן שבעת ימים
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἴδῃ ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ οὐκ ἔστιν ἐν αὐτῷ θρὶξ λευκή, καὶ ταπεινὸν μὴ ᾖ ἀπὸ τοῦ δέρματος τοῦ χρωτός, καὶ αὐτὴ ᾖ ἀμαυρά, ἀφοριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεὺς ἑπτὰ ἡμέρας.
Lettura OrtodossaMa se il sacerdote la esaminerà ed ecco, non c'è in essa pelo bianco e non è più depressa della pelle ed è ⓘ, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.
22
Ebraico (MT)ואם פשה תפשה בעור וטמא הכהן אתו נגע הוא
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ διαχέηται ἐν τῷ δέρματι, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· ἁφὴ λέπρας ἐστίν, ἐν τῷ ἕλκει ἐξήνθησεν.
Lettura OrtodossaE se ⓘ nella pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro: è una piaga.
23
Ebraico (MT)ואם תחתיה תעמד הבהרת לא פשתה צרבת השחין הוא וטהרו הכהן
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ κατὰ χώραν μείνῃ τὸ τηλαύγημα καὶ μὴ διαχέηται, οὐλὴ τοῦ ἕλκους ἐστίν, καὶ καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς.
Lettura OrtodossaMa se la macchia lucida è ⓘ, non si è diffusa, è la ⓘ, e il sacerdote lo dichiarerà puro.
24
Ebraico (MT)או בשר כי יהיה בערו מכות אש והיתה מחית המכוה בהרת לבנה אדמדמת או לבנה
Septuaginta (LXX)Καὶ σὰρξ ἐὰν γένηται ἐν τῷ δέρματι αὐτοῦ κατάκαυμα πυρός, καὶ γένηται ἐν τῷ δέρματι αὐτοῦ τὸ ὑγιασθὲν τοῦ κατακαύματος αὐγάζον τηλαυγὲς λευκὸν ὑποπυρρίζον ἢ ἔκλευκον,
Lettura OrtodossaOppure la carne, quando vi sarà nella sua pelle una ⓘ e la ⓘ sarà una macchia lucida bianco-rossastra o bianca,
25
Ebraico (MT)וראה אתה הכהן והנה נהפך שער לבן בבהרת ומראה עמק מן העור צרעת הוא במכוה פרחה וטמא אתו הכהן נגע צרעת הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται αὐτὸν ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ μετέβαλεν θρὶξ λευκὴ εἰς τὸ αὐγάζον, καὶ ἡ ὄψις αὐτοῦ ταπεινὴ ἀπὸ τοῦ δέρματος, λέπρα ἐστίν, ἐν τῷ κατακαύματι ἐξήνθησεν· καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς, ἁφὴ λέπρας ἐστίν.
Lettura Ortodossail sacerdote la esaminerà: ed ecco, se il pelo si è mutato in bianco nella macchia lucida e l'aspetto è più profondo della pelle, è lebbra: ⓘ, e il sacerdote lo dichiarerà impuro: è piaga di lebbra.
26
Ebraico (MT)ואם יראנה הכהן והנה אין בבהרת שער לבן ושפלה איננה מן העור והוא כהה והסגירו הכהן שבעת ימים
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἴδῃ ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ οὐκ ἔστιν ἐν τῷ αὐγάζοντι θρὶξ λευκή, καὶ ταπεινὸν μὴ ᾖ ἀπὸ τοῦ δέρματος, αὐτὸ δὲ ἀμαυρόν, καὶ ἀφοριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεὺς ἑπτὰ ἡμέρας.
Lettura OrtodossaMa se il sacerdote la esaminerà ed ecco, non c'è nella macchia lucida pelo bianco e non è più depressa della pelle ed è attenuata, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni.
27
Ebraico (MT)וראהו הכהן ביום השביעי אם פשה תפשה בעור וטמא הכהן אתו נגע צרעת הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται αὐτὸν ὁ ἱερεὺς τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ· ἐὰν δὲ διαχύσει διαχέηται ἐν τῷ δέρματι, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· ἁφὴ λέπρας ἐστίν, ἐν τῷ ἕλκει ἐξήνθησεν.
Lettura OrtodossaE il sacerdote lo esaminerà il settimo giorno: se ⓘ nella pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro: è piaga di lebbra.
28
Ebraico (MT)ואם תחתיה תעמד הבהרת לא פשתה בעור והוא כהה שאת המכוה הוא וטהרו הכהן כי צרבת המכוה הוא
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ κατὰ χώραν μείνῃ τὸ αὐγάζον καὶ μὴ διαχυθῇ ἐν τῷ δέρματι, αὐτὴ δὲ ᾖ ἀμαυρά, ἡ οὐλὴ τοῦ κατακαύματός ἐστιν, καὶ καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· ὁ γὰρ χαρακτὴρ τοῦ κατακαύματός ἐστιν.
Lettura OrtodossaMa se la macchia lucida è rimasta ferma al suo posto, non si è diffusa nella pelle ed è attenuata, è il rigonfiamento della bruciatura, e il sacerdote lo dichiarerà puro, perché è la ⓘ.
29
Ebraico (MT)ואיש או אשה כי יהיה בו נגע בראש או בזקן
Septuaginta (LXX)Καὶ ἀνδρὶ καὶ γυναικὶ ἐὰν γένηται ἐν αὐτοῖς ἁφὴ λέπρας ἐν τῇ κεφαλῇ ἢ ἐν τῷ πώγωνι,
Lettura OrtodossaE un uomo o una donna, quando vi sarà in loro una piaga sul ⓘ,
30
Ebraico (MT)וראה הכהן את הנגע והנה מראהו עמק מן העור ובו שער צהב דק וטמא אתו הכהן נתק הוא צרעת הראש או הזקן הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν καὶ ἰδοὺ ἡ ὄψις αὐτῆς ἐγκοιλοτέρα τοῦ δέρματος, ἐν αὐτῇ δὲ θρὶξ ξανθίζουσα λεπτή, καὶ μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς· θραῦσμά ἐστιν, λέπρα τῆς κεφαλῆς ἢ λέπρα τοῦ πώγωνός ἐστιν.
Lettura Ortodossail sacerdote esaminerà la piaga: ed ecco, se il suo aspetto è più profondo della pelle e in essa c'è pelo ⓘ, il sacerdote lo dichiarerà impuro: è ⓘ, è lebbra del capo o del mento.
31
Ebraico (MT)וכי יראה הכהן את נגע הנתק והנה אין מראהו עמק מן העור ושער שחר אין בו והסגיר הכהן את נגע הנתק שבעת ימים
Septuaginta (LXX)καὶ ἐὰν ἴδῃ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν τοῦ θραύσματος καὶ ἰδοὺ οὐχ ἡ ὄψις ἐγκοιλοτέρα τοῦ δέρματος, καὶ θρὶξ ξανθίζουσα οὐκ ἔστιν ἐν αὐτῇ, καὶ ἀφοριεῖ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν τοῦ θραύσματος ἑπτὰ ἡμέρας.
Lettura OrtodossaE quando il sacerdote esaminerà la piaga della tigna ed ecco, il suo aspetto non è più profondo della pelle e non c'è in essa pelo ⓘ, il sacerdote ⓘ la piaga della tigna sette giorni.
32
Ebraico (MT)וראה הכהן את הנגע ביום השביעי והנה לא פשה הנתק ולא היה בו שער צהב ומראה הנתק אין עמק מן העור
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ, καὶ ἰδοὺ οὐ διεχύθη τὸ θραῦσμα, καὶ θρὶξ ξανθίζουσα οὐκ ἔστιν ἐν αὐτῇ, καὶ ἡ ὄψις τοῦ θραύσματος οὐκ ἔστιν κοίλη ἀπὸ τοῦ δέρματος,
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà la piaga il settimo giorno: ed ecco, se la ⓘ e non vi è in essa pelo giallastro e l'aspetto della tigna non è più profondo della pelle,
33
Ebraico (MT)והתגלח ואת הנתק לא יגלח והסגיר הכהן את הנתק שבעת ימים שנית
Septuaginta (LXX)καὶ ξυρηθήσεται τὸ δέρμα, τὸ δὲ θραῦσμα οὐ ξυρηθήσεται, καὶ ἀφοριεῖ ὁ ἱερεὺς τὸ θραῦσμα ἑπτὰ ἡμέρας τὸ δεύτερον.
Lettura Ortodossaegli ⓘ ma la tigna non raderà, e il sacerdote rinchiuderà la tigna sette giorni una seconda volta.
34
Ebraico (MT)וראה הכהן את הנתק ביום השביעי והנה לא פשה הנתק בעור ומראהו איננו עמק מן העור וטהר אתו הכהן וכבס בגדיו וטהר
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὸ θραῦσμα τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ, καὶ ἰδοὺ οὐ διεχύθη τὸ θραῦσμα ἐν τῷ δέρματι μετὰ τὸ ξυρηθῆναι αὐτόν, καὶ ἡ ὄψις τοῦ θραύσματος οὐκ ἔστιν κοίλη ἀπὸ τοῦ δέρματος, καὶ καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς, καὶ πλυνάμενος τὰ ἱμάτια καθαρὸς ἔσται.
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà la tigna il settimo giorno: ed ecco, se la tigna non si è diffusa nella pelle e il suo aspetto non è più profondo della pelle, il sacerdote lo dichiarerà puro, e laverà le sue vesti e sarà puro.
35
Ebraico (MT)ואם פשה יפשה הנתק בעור אחרי טהרתו
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ διαχύσει διαχέηται τὸ θραῦσμα ἐν τῷ δέρματι μετὰ τὸ καθαρισθῆναι αὐτόν,
Lettura OrtodossaMa se la tigna ⓘ nella pelle dopo la sua purificazione,
36
Ebraico (MT)וראהו הכהן והנה פשה הנתק בעור לא יבקר הכהן לשער הצהב טמא הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ διακέχυται τὸ θραῦσμα ἐν τῷ δέρματι, οὐκ ἐπισκέψεται ὁ ἱερεὺς περὶ τῆς τριχὸς τῆς ξανθῆς, ὅτι ἀκάθαρτός ἐστιν.
Lettura Ortodossail sacerdote lo esaminerà: ed ecco, se la tigna si è diffusa nella pelle, il sacerdote ⓘ: è impuro.
37
Ebraico (MT)ואם בעיניו עמד הנתק ושער שחר צמח בו נרפא הנתק טהור הוא וטהרו הכהן
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἐνώπιον μείνῃ τὸ θραῦσμα ἐπὶ χώρας καὶ θρὶξ μέλαινα ἀνατείλῃ ἐν αὐτῷ, ὑγίακεν τὸ θραῦσμα· καθαρός ἐστιν, καὶ καθαριεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς.
Lettura OrtodossaMa se ai suoi occhi la tigna è rimasta ferma e in essa è ⓘ, la tigna è guarita: è puro, e il sacerdote lo dichiarerà puro.
38
Ebraico (MT)ואיש או אשה כי יהיה בעור בשרם בהרת בהרת לבנת
Septuaginta (LXX)Καὶ ἀνδρὶ ἢ γυναικὶ ἐὰν γένηται ἐν δέρματι τῆς σαρκὸς αὐτοῦ αὐγάσματα αὐγάζοντα λευκαθίζοντα,
Lettura OrtodossaE un uomo o una donna, quando vi saranno nella pelle della loro carne ⓘ,
39
Ebraico (MT)וראה הכהן והנה בעור בשרם בהרת כהות לבנת בהק הוא פרח בעור טהור הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ ἐν δέρματι τῆς σαρκὸς αὐτοῦ αὐγάσματα αὐγάζοντα λευκαθίζοντα, ἀλφός ἐστιν, καθαρός ἐστιν· ἐξανθεῖ ἐν τῷ δέρματι τῆς σαρκὸς αὐτοῦ, καθαρός ἐστιν.
Lettura Ortodossail sacerdote ⓘ: ed ecco, se nella pelle della loro carne ci sono macchie lucide ⓘ, è ⓘ: è erotto nella pelle, è puro.
40
Ebraico (MT)ואיש כי ימרט ראשו קרח הוא טהור הוא
Septuaginta (LXX)Ἐὰν δέ τινι μαδήσῃ ἡ κεφαλὴ αὐτοῦ, φαλακρός ἐστιν, καθαρός ἐστιν·
Lettura OrtodossaE un uomo, quando il capo gli si ⓘ, è ⓘ: è puro.
41
Ebraico (MT)ואם מפאת פניו ימרט ראשו גבח הוא טהור הוא
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ κατὰ πρόσωπον μαδήσῃ ἡ κεφαλὴ αὐτοῦ, ἀναφάλαντός ἐστιν, καθαρός ἐστιν.
Lettura OrtodossaE se dalla ⓘ gli si spoglia il capo, è ⓘ: è puro.
42
Ebraico (MT)וכי יהיה בקרחת או בגבחת נגע לבן אדמדם צרעת פרחת הוא בקרחתו או בגבחתו
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ γένηται ἐν τῷ φαλακρώματι αὐτοῦ ἢ ἐν τῷ ἀναφαλαντώματι αὐτοῦ ἁφὴ λευκὴ ἢ πυρρίζουσα, λέπρα ἐστὶν ἐν τῷ φαλακρώματι αὐτοῦ ἢ ἐν τῷ ἀναφαλαντώματι αὐτοῦ,
Lettura OrtodossaMa quando vi sarà nella ⓘ o nella ⓘ una piaga ⓘ, è lebbra erotta nella sua calvizie posteriore o nella sua calvizie anteriore.
43
Ebraico (MT)וראה אתו הכהן והנה שאת הנגע לבנה אדמדמת בקרחתו או בגבחתו כמראה צרעת עור בשר
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται αὐτὸν ὁ ἱερεὺς καὶ ἰδοὺ ἡ ὄψις τῆς ἁφῆς λευκὴ πυρρίζουσα ἐν τῷ φαλακρώματι αὐτοῦ ἢ ἐν τῷ ἀναφαλαντώματι αὐτοῦ ὡς εἶδος λέπρας ἐν δέρματι τῆς σαρκὸς αὐτοῦ,
Lettura OrtodossaE il sacerdote la esaminerà: ed ecco, se il rigonfiamento della piaga è bianco-rossastro nella sua calvizie posteriore o anteriore, ⓘ,
44
Ebraico (MT)איש צרוע הוא טמא הוא טמא יטמאנו הכהן בראשו נגעו
Septuaginta (LXX)ἄνθρωπος λεπρός ἐστιν· μιάνσει μιανεῖ αὐτὸν ὁ ἱερεύς, ἐν τῇ κεφαλῇ αὐτοῦ ἡ ἁφὴ αὐτοῦ.
Lettura Ortodossaè un uomo ⓘ, è impuro: il sacerdote lo dichiarerà certamente impuro, ⓘ.
45
Ebraico (MT)והצרוע אשר בו הנגע בגדיו יהיו פרמים וראשו יהיה פרוע ועל שפם יעטה וטמא טמא יקרא
Septuaginta (LXX)Καὶ ὁ λεπρός, ἐν ᾧ ἐστιν ἡ ἁφή, τὰ ἱμάτια αὐτοῦ ἔστω παραλελυμένα καὶ ἡ κεφαλὴ αὐτοῦ ἀκατακάλυπτος, καὶ περὶ τὸ στόμα αὐτοῦ περιβαλέσθω καὶ ἀκάθαρτος κεκλήσεται·
Lettura OrtodossaE il lebbroso in cui è la piaga, le sue vesti siano ⓘ e il suo capo sia ⓘ, e ⓘ e griderà: ⓘ.
46
Ebraico (MT)כל ימי אשר הנגע בו יטמא טמא הוא בדד ישב מחוץ למחנה מושבו
Septuaginta (LXX)πάσας τὰς ἡμέρας, ὅσας ἂν ᾖ ἐπ’ αὐτοῦ ἡ ἁφή, ἀκάθαρτος ὢν ἀκάθαρτος ἔσται· κεχωρισμένος καθήσεται, ἔξω τῆς παρεμβολῆς ἔσται αὐτοῦ ἡ διατριβή.
Lettura OrtodossaPer tutti i giorni in cui la piaga sarà in lui, sarà impuro: è impuro, ⓘ, ⓘ sarà la sua dimora.
47
Ebraico (MT)והבגד כי יהיה בו נגע צרעת בבגד צמר או בבגד פשתים
Septuaginta (LXX)Καὶ ἱματίῳ ἐὰν γένηται ἐν αὐτῷ ἁφὴ λέπρας, ἐν ἱματίῳ ἐρεῷ ἢ ἐν ἱματίῳ στιππυίνῳ,
Lettura OrtodossaE quando una ⓘ avrà in sé piaga di lebbra, in una veste di ⓘ o in una veste di ⓘ,
48
Ebraico (MT)או בשתי או בערב לפשתים ולצמר או בעור או בכל מלאכת עור
Septuaginta (LXX)ἢ ἐν στήμονι ἢ ἐν κρόκῃ ἢ ἐν τοῖς λινοῖς ἢ ἐν τοῖς ἐρεοῖς ἢ ἐν δέρματι ἢ ἐν παντὶ ἐργασίμῳ δέρματι,
Lettura Ortodossao nell'ⓘ del lino o della lana, o in una ⓘ o in ogni ⓘ,
49
Ebraico (MT)והיה הנגע ירקרק או אדמדם בבגד או בעור או בשתי או בערב או בכל כלי עור נגע צרעת הוא והראה את הכהן
Septuaginta (LXX)καὶ γένηται ἡ ἁφὴ χλωρίζουσα ἢ πυρρίζουσα ἐν τῷ δέρματι ἢ ἐν τῷ ἱματίῳ ἢ ἐν τῷ στήμονι ἢ ἐν τῇ κρόκῃ ἢ ἐν παντὶ σκεύει ἐργασίμῳ δέρματος, ἁφὴ λέπρας ἐστίν, καὶ δείξει τῷ ἱερεῖ.
Lettura Ortodossae la piaga sarà ⓘ o ⓘ nella veste o nella pelle o nell'ordito o nella trama o in ogni oggetto di pelle, è piaga di lebbra e sarà ⓘ.
50
Ebraico (MT)וראה הכהן את הנגע והסגיר את הנגע שבעת ימים
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφήν, καὶ ἀφοριεῖ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν ἑπτὰ ἡμέρας.
Lettura OrtodossaE il sacerdote esaminerà la piaga e rinchiuderà la piaga sette giorni.
51
Ebraico (MT)וראה את הנגע ביום השביעי כי פשה הנגע בבגד או בשתי או בערב או בעור לכל אשר יעשה העור למלאכה צרעת ממארת הנגע טמא הוא
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ· ἐὰν δὲ διαχέηται ἡ ἁφὴ ἐν τῷ ἱματίῳ ἢ ἐν τῷ στήμονι ἢ ἐν τῇ κρόκῃ ἢ ἐν τῷ δέρματι κατὰ πάντα, ὅσα ἂν ποιηθῇ δέρματα ἐν τῇ ἐργασίᾳ, λέπρα ἔμμονός ἐστιν ἡ ἁφή, ἀκάθαρτός ἐστιν.
Lettura OrtodossaE il settimo giorno esaminerà la piaga: se la piaga si è diffusa nella veste o nell'ordito o nella trama o nella pelle, in ogni opera in cui si usa la pelle, è ⓘ, la piaga è impura.
52
Ebraico (MT)ושרף את הבגד או את השתי או את הערב בצמר או בפשתים או את כל כלי העור אשר יהיה בו הנגע כי צרעת ממארת הוא באש תשרף
Septuaginta (LXX)κατακαύσει τὸ ἱμάτιον ἢ τὸν στήμονα ἢ τὴν κρόκην ἐν τοῖς ἐρεοῖς ἢ ἐν τοῖς λινοῖς ἢ ἐν παντὶ σκεύει δερματίνῳ, ἐν ᾧ ἐὰν ᾖ ἐν αὐτῷ ἡ ἁφή, ὅτι λέπρα ἔμμονός ἐστιν, ἐν πυρὶ κατακαυθήσεται.
Lettura OrtodossaBrucerà la veste o l'ordito o la trama, di lana o di lino, o ogni oggetto di pelle in cui sarà la piaga, perché è lebbra maligna: ⓘ.
53
Ebraico (MT)ואם יראה הכהן והנה לא פשה הנגע בבגד או בשתי או בערב או בכל כלי עור
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ἴδῃ ὁ ἱερεὺς καὶ μὴ διαχέηται ἡ ἁφὴ ἐν τῷ ἱματίῳ ἢ ἐν τῷ στήμονι ἢ ἐν τῇ κρόκῃ ἢ ἐν παντὶ σκεύει δερματίνῳ,
Lettura OrtodossaMa se il sacerdote esaminerà ed ecco, la piaga ⓘ nella veste o nell'ordito o nella trama o in ogni oggetto di pelle,
54
Ebraico (MT)וצוה הכהן וכבסו את אשר בו הנגע והסגירו שבעת ימים שנית
Septuaginta (LXX)καὶ συντάξει ὁ ἱερεύς, καὶ πλυνεῖ ἐφ’ οὗ ἐὰν ᾖ ἐπ’ αὐτοῦ ἡ ἁφή, καὶ ἀφοριεῖ ὁ ἱερεὺς τὴν ἁφὴν ἑπτὰ ἡμέρας τὸ δεύτερον·
Lettura Ortodossail sacerdote ⓘ che si ⓘ ciò in cui è la piaga, e lo rinchiuderà sette giorni una seconda volta.
551
Ebraico (MT)וראה הכהן אחרי הכבס את הנגע והנה לא הפך הנגע את עינו והנגע לא פשה טמא הוא באש תשרפנו פחתת הוא בקרחתו או בגבחתו
Septuaginta (LXX)καὶ ὄψεται ὁ ἱερεὺς μετὰ τὸ πλυθῆναι αὐτὸ τὴν ἁφήν, καὶ ἥδε μὴ μετέβαλεν τὴν ὄψιν ἡ ἁφή, καὶ ἡ ἁφὴ οὐ διαχεῖται, ἀκάθαρτόν ἐστιν, ἐν πυρὶ κατακαυθήσεται· ἐστήρισται ἐν τῷ ἱματίῳ ἢ ἐν τῷ στήμονι ἢ ἐν τῇ κρόκῃ.
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——E il sacerdote esaminerà, dopo che è stata lavata, la piaga: ed ecco, se la piaga non ha mutato il suo aspetto e la piaga non si è diffusa, è impura, sarà bruciata col fuoco: si è fissata ⓘ, nella veste, nell'ordito o nella trama.—— Masoretico (TM) ——E il sacerdote esaminerà dopo che la piaga è stata lavata: ed ecco, se la piaga non ha mutato ⓘ e la piaga non si è diffusa, è impura, ⓘ: è una ⓘ nel suo rovescio o nel suo diritto.
56
Ebraico (MT)ואם ראה הכהן והנה כהה הנגע אחרי הכבס אתו וקרע אתו מן הבגד או מן העור או מן השתי או מן הערב
Septuaginta (LXX)καὶ ἐὰν ἴδῃ ὁ ἱερεὺς καὶ ᾖ ἀμαυρὰ ἡ ἁφὴ μετὰ τὸ πλυθῆναι αὐτό, ἀπορρήξει αὐτὸ ἀπὸ τοῦ ἱματίου ἢ ἀπὸ τοῦ δέρματος ἢ ἀπὸ τοῦ στήμονος ἢ ἀπὸ τῆς κρόκης.
Lettura OrtodossaMa se il sacerdote esaminerà ed ecco, la piaga si è attenuata dopo essere stata lavata, la ⓘ dalla veste o dalla pelle o dall'ordito o dalla trama.
57
Ebraico (MT)ואם תראה עוד בבגד או בשתי או בערב או בכל כלי עור פרחת הוא באש תשרפנו את אשר בו הנגע
Septuaginta (LXX)ἐὰν δὲ ὀφθῇ ἔτι ἐν τῷ ἱματίῳ ἢ ἐν τῷ στήμονι ἢ ἐν τῇ κρόκῃ ἢ ἐν παντὶ σκεύει δερματίνῳ, λέπρα ἐξανθοῦσά ἐστιν· ἐν πυρὶ κατακαυθήσεται ἐν ᾧ ἐστὶν ἡ ἁφή.
Lettura OrtodossaE se apparirà ancora nella veste o nell'ordito o nella trama o in ogni oggetto di pelle, è lebbra ⓘ: col fuoco brucerai ciò in cui è la piaga.
58
Ebraico (MT)והבגד או השתי או הערב או כל כלי העור אשר תכבס וסר מהם הנגע וכבס שנית וטהר
Septuaginta (LXX)καὶ τὸ ἱμάτιον ἢ ὁ στήμων ἢ ἡ κρόκη ἢ πᾶν σκεῦος δερμάτινον, ὃ πλυθήσεται καὶ ἀποστήσεται ἀπ’ αὐτοῦ ἡ ἁφή, καὶ πλυθήσεται τὸ δεύτερον καὶ καθαρὸν ἔσται.
Lettura OrtodossaE la veste o l'ordito o la trama o ogni oggetto di pelle che laverai e da cui ⓘ la piaga, sarà lavato una seconda volta e sarà puro.
59
Ebraico (MT)זאת תורת נגע צרעת בגד הצמר או הפשתים או השתי או הערב או כל כלי עור לטהרו או לטמאו
Septuaginta (LXX)οὗτος ὁ νόμος ἁφῆς λέπρας ἱματίου ἐρεοῦ ἢ στιππυίνου ἢ στήμονος ἢ κρόκης ἢ παντὸς σκεύους δερματίνου εἰς τὸ καθαρίσαι αὐτὸ ἢ μιᾶναι αὐτό.
Lettura OrtodossaQuesta è la ⓘ della veste di lana o di lino o dell'ordito o della trama o di ogni oggetto di pelle, ⓘ.
Approfondimento storico-halakhico

Significato

Levitico 13 è la grande casistica sacerdotale della tzaràʿat: un capitolo che procede non come trattato medico ma come protocollo giuridico-rituale. Il TetraGramma parla a Mosè e ad Aronne (v. 1) — e il fatto che la parola sia rivolta anche ad Aronne, il sommo sacerdote, segnala già che la materia appartiene alla sfera del kohèn, non del guaritore. Quando «a un uomo si forma nella pelle del corpo un seèt (tumore), una sappàchat (eruzione) o una bahèret (segno lucente)» e ciò diventa «una piaga di tzaràʿat» (v. 2), egli «sarà condotto ad Aronne il kohèn, il sacerdote consacrato, o a uno dei suoi figli».

Il punto teologico decisivo è il verbo: il kohèn esamina (ra'àh) e poi dichiara (timmè / tihàr). Egli non cura, non prescrive farmaci, non isola per ragioni igieniche: compie un atto giuridico-rituale di status. La tzaràʿat è una condizione di tumʾàh, impurità rituale, non una nosologia clinica. Per questo la categoria non coincide con la lebbra moderna (malattia di Hansen): il testo distingue minuziosamente seèt, sappàchat, bahèret, nèteq (tigna del capo o del mento, v. 30), bòhaq (macchia innocua), e perfino la tzaràʿat delle vesti (vv. 47-59) — fenomeni eterogenei sul piano fisico ma uniti da una sola logica: la gestione del puro e dell'impuro davanti alla presenza divina.

Il fulcro è la dialettica tra tamè (impuro) e tahòr (puro), con il ritmo sapienziale dell'isolamento di «sette giorni» e poi «altri sette giorni, una seconda volta» (vv. 4-5): un tempo liturgico di osservazione, non una terapia. La parola che chiude il complesso, toràh (v. 59), va intesa nel suo senso proprio di «istruzione», non «Legge» in senso legalistico: «questa è la toràh» significa «questa è la procedura sacerdotale» per dichiarare puro o impuro.

Perché differisce dalle traduzioni correnti

La divergenza più gravida è già nel v. 2. Il nègaʿ tzaràʿat ebraico fu reso dalla traduzione greca dei Settanta con lépra, e di lì il latino lepra, l'italiano «lebbra». Ma la lépra greca antica indicava genericamente affezioni squamose della pelle, non la malattia di Hansen, che in greco si chiamava piuttosto elephantíasis. La resa «lebbra» è dunque un errore di categoria stratificatosi nei secoli: trasforma una condizione di impurità rituale in una malattia contagiosa, e la prescrizione sacerdotale in una misura di profilassi sanitaria.

La lettura Hebrew-first scioglie due paradossi che la chiave medica rende inspiegabili. Primo: ai vv. 12-13, se la tzaràʿat «copre tutta la pelle dalla testa ai piedi» e «tutta si è mutata in bianco», la persona è dichiarata tahòr, pura. Nessuna patologia che peggiora fino a ricoprire l'intero corpo diventa per ciò stesso innocua: solo una logica simbolico-rituale del bianco totale può produrre questo capovolgimento. Secondo: la comparsa di basar chai, «carne viva» (vv. 14-15), rende immediatamente tamè — la carne viva, segno di vitalità organica, qui è il marcatore dell'impurità, l'esatto contrario di una guarigione clinica.

Anche il v. 46 si chiarisce solo Hebrew-first: badàd yeshèv, mi-chùtz la-machanè moshavò, «starà appartato, fuori dell'accampamento sarà la sua dimora». L'esclusione non è quarantena medica ma separazione rituale, con la stessa logica di Numeri 5,1-4: l'accampamento ospita la Shekhinàh, la Presenza, perciò chi è in stato di tumʾàh ne è temporaneamente separato. Dove la traduzione corrente legge «contagio», l'ebraico parla di prossimità o distanza dal sacro.

Ricezioni stratificate

La ricezione tannaitica ha fatto di Levitico 13 il fondamento di un intero trattato della Mishnah, Negaim («Le piaghe»), che codifica con precisione casistica le distinzioni del capitolo: la Mishnah Negaim 1,1 apre enumerando «i segni delle piaghe sono due, che sono quattro» — bahèret e seèt con le loro derivate — fissando la dottrina dei mar'òt negaʿìm, le tonalità del bianco che il kohèn deve saper discernere. La stessa Mishnah (Negaim 2,5) stabilisce un principio capitale e sorprendente: «Ogni piaga una persona può esaminare, eccetto le proprie» — nemmeno il kohèn esperto può pronunciarsi su se stesso, perché l'atto è giudiziario e nessuno è giudice in causa propria. La Sifra, il midrash halakhico tannaitico su Levitico, dedica la sezione Tazriaʿ all'esegesi versetto per versetto di questo capitolo, insistendo che è il kohèn a dichiarare lo status: anche se la piaga è palese, finché il sacerdote non ha pronunciato la sentenza la persona resta pura.

Accanto a questa ricezione halakhica, e ben distinta da essa, corre la lettura etico-omiletica. La tradizione aggadica collega il metzoràʿ (il colpito da tzaràʿat) al lashòn ha-raʿ, la maldicenza, mediante un gioco etimologico: metzoràʿ letto come motzì shem raʿ, «colui che diffonde cattiva fama». Il testo paradigmatico è Miryàm, colpita da tzaràʿat per aver parlato contro Mosè (Numeri 12), e la discussione del Talmud Bavli in ʿArakhin 15b sviluppa questo nesso. È fondamentale tenere i piani distinti: la halakhah di Negaim non è una metafora morale, e la lettura morale non è la procedura giuridica — sono strati diversi e complementari.

La ricezione neotestamentaria si colloca nel solco della continuità, non della sostituzione. Quando Gesù purifica un metzoràʿ, lo rimanda «al kohèn, e offri per la tua purificazione ciò che Mosè ha comandato» (Marco 1,44): il sistema di Levitico 13–14 resta in vigore, e il guarito vi rientra come testimonianza. Non vi è abrogazione del protocollo sacerdotale, ma il suo riconoscimento; il compimento (Matteo 5,17) si innesta sulla radice e non la recide.

Ricostruzione storica (aggadah)

Lo sfondo storico-culturale è quello dell'accampamento d'Israele organizzato attorno al santuario, dove la geografia dello spazio è geografia della santità: campo della Shekhinàh, campo dei leviti, campo d'Israele, e «fuori dell'accampamento» (v. 46). La tzaràʿat non è gestita da un medico — figura assente dal capitolo — ma dal kohèn, custode dei confini del sacro. Nel Vicino Oriente antico le anomalie cutanee erano spesso lette come segni inviati dalla divinità; la Torah recide però ogni meccanica magica: non c'è incantesimo né esorcismo, solo osservazione, tempo scandito e dichiarazione.

L'aggadah tannaitica e post-tannaitica ha elaborato attorno a questo materiale una catena di letture. Il nesso con la maldicenza, sviluppato in b. ʿArakhin 15b a partire dal caso di Miryàm (Numeri 12), legge la tzaràʿat come segnalazione pubblica di una colpa relazionale: chi ha lacerato la comunità con la parola viene reso visibilmente «appartato», costretto egli stesso a gridare «Tamè, tamè!» (v. 45). La misura, in questa lettura, è middah ke-neged middah, misura per misura: chi ha diviso con la lingua viene separato nel corpo. Il midrash halakhico della Sifra su Tazriaʿ, dal canto suo, deriva dalla minuzia dei versetti regole precise sul nèteq (v. 30, il pelo giallastro sottile come segno) e sull'esame che deve avvenire alla luce del giorno e non da parte di un kohèn cieco o ipovedente — perché la re'iyàh, la «visione», è atto tecnico-giuridico. Le glosse medievali (Rashi, Ramban) raccolgono e ordinano questo patrimonio, ma il fondamento portante resta tannaitico: la Mishnah Negaim e la Sifra.

Osservanza pratica

Nel sistema dell'AT normativo, Levitico 13 prescrive una praxis precisa e corporea. Chi nota su di sé un seèt, una sappàchat o una bahèret non si autodiagnostica: si presenta al kohèn. Il gesto concreto è la sottomissione del proprio caso a un'autorità esterna competente, che esamina e dichiara. Chi viene dichiarato tamè esegue materialmente l'allontanamento «fuori dell'accampamento» (v. 46), porta le vesti stracciate, il capo scoperto, la barba coperta, e avverte gli altri gridando «Tamè, tamè!» (v. 45). Chi è dichiarato tahòr esegue il kibbùs begadìm, il lavaggio delle vesti (v. 6), come atto di reintegrazione rituale. Il tempo è scandito: sette giorni, poi altri sette, di isolamento osservante.

Dove questa praxis trova continuità documentata nel Nuovo Testamento, va agganciata alle categorie reali di comando neotestamentario. Il sottomettere il proprio caso al kohèn — e il riconoscere la propria condizione — ha continuità con l'Umiltà e con la Correzione Fraterna nella vita comunitaria: l'esame esterno presuppone che nessuno sia giudice di sé (principio già tannaitico in Negaim 2,5). Il nesso aggadico tra metzoràʿ e lashòn ha-raʿ aggancia concretamente la praxis ai Divieti nella Comunicazione (vigilare sulla parola, non diffondere cattiva fama) e alla Vigilanza Spirituale nella categoria del culto-devozione: l'osservante esamina la propria parola come il kohèn esamina la piaga. Il mostrarsi al sacerdote dopo la guarigione, infine, che Gesù prescrive esplicitamente «come testimonianza» (Marco 1,44), si esegue concretamente nella categoria Confessate Cristo / testimonianza: rientrare nei canali riconosciuti del culto e renderne pubblica attestazione. Non si forzano qui agganci sacramentali o medici assenti dal testo: la praxis resta quella che la tradizione ebraica ne ha derivato — sottomissione al giudizio, custodia della parola, reintegrazione rituale.

Note testuali

  • v. 2 — seèt (rigonfiamento, radice n-s-', «elevarsi»), sappàchat (eruzione), bahèret (macchia lucente, radice connessa al «brillare»), nègaʿ tzaràʿat (piaga di tzaràʿat). LXX: lépra, «lebbra», resa che non corrisponde alla lebbra moderna (Hansen) ma a una categoria rituale di impurità cutanea. Kohèn = sacerdote consacrato; che la materia sia sua e non del medico è già una dichiarazione teologica.
  • v. 3 — tamè = impuro (status rituale, non medico); il kohèn dichiara (verbo timmè, fattitivo/dichiarativo), non diagnostica. La tzaràʿat è condizione di tumʾàh.
  • v. 6 — tahòr = puro (status rituale). Il lavaggio delle vesti (kibbùs begadìm) è atto di purificazione rituale, non igiene.
  • v. 11 — tzaràʿat noshàn = tzaràʿat inveterata, radicata (radice y-sh-n, «vecchio»). Il kohèn non isola perché l'impurità è già manifesta e stabile.
  • vv. 12-13 — Paradosso rituale: la copertura totale in bianco produce tahòr. Logica simbolica del bianco integrale, non patologia.
  • v. 14 — basar chai = carne viva. La sua comparsa rende tamè: la vitalità organica è qui il marcatore dell'impurità.
  • v. 30 — nèteq = tigna del capo o del mento. Il pelo giallastro sottile (seʿàr tzahòv daq) è segno diagnostico rituale; la Sifra ne deriva regole d'esame.
  • v. 39 — bòhaq (LXX: alphós) = macchia biancastra opaca innocua, esplicitamente distinta dalla tzaràʿat.
  • v. 45 — il metzoràʿ ha vesti stracciate (begadàv yihyù ferumìm), capo scoperto (rosho yihyè farùaʿ), barba coperta (ʿal safàm yaʿtè), e grida «Tamè, tamè!» per segnalare il proprio status.
  • v. 46 — badàd yeshèv, mi-chùtz la-machanè moshavò = starà appartato, fuori dell'accampamento. Separazione rituale per la presenza della Shekhinàh (cfr. Nm 5,1-4), non quarantena. Qui s'innesta l'aggadah del lashòn ha-raʿ (Miryàm, Nm 12; b. ʿArakhin 15b).
  • vv. 47-59 — tzaràʿat di vesti e oggetti di pelle. shetì = ordito; ʿerev = trama. Piaga verdastra (yeraqraqòt) o rossastra (adamdamòt). Tzaràʿat mam'èret (v. 51) = tzaràʿat maligna, corrosiva (radice m-'-r). Trattamento: isolamento, lavaggio o distruzione col fuoco.
  • v. 59 — toràh = istruzione, procedura (non «Legge» legalistica). Stabilisce il protocollo sacerdotale del tahòr / tamè.

Domande Frequenti

La tzaràʿat di Levitico 13 è la lebbra?

No. Il termine ebraico tzaràʿat indica una categoria di impurità rituale (tumʾàh), non la lebbra di Hansen. La resa greca lépra dei Settanta — poi «lebbra» — ha prodotto un errore di categoria. Lo provano i paradossi del testo: il corpo interamente bianco è dichiarato puro (vv.12-13) e la tzaràʿat colpisce perfino le vesti (vv.47-59).

Che ruolo ha il kohèn in questo capitolo?

Il kohèn esamina (ra'àh) e dichiara (timmè / tihàr) lo status di tamè o tahòr: compie un atto giuridico-rituale, non una terapia. Non cura né prescrive farmaci. La Mishnah Negaim 2,5 precisa che nessuno può esaminare le proprie piaghe, perché l'atto è giudiziario e nessuno è giudice in causa propria.

Perché il metzoràʿ è collegato alla maldicenza?

La tradizione aggadica legge metzoràʿ come motzì shem raʿ, «colui che diffonde cattiva fama», collegando la tzaràʿat al lashòn ha-raʿ. Il caso paradigmatico è Miryàm, colpita per aver parlato contro Mosè (Numeri 12), discusso in b. ʿArakhin 15b. È lettura etico-omiletica, distinta dalla halakhah di Negaim.

Il Nuovo Testamento abolisce questo protocollo?

No. Gesù rimanda il guarito «al kohèn, e offri ciò che Mosè ha comandato» (Marco 1,44): il sistema di Levitico 13–14 resta in vigore, e il guarito vi rientra come testimonianza. È continuità e compimento (Matteo 5,17), non sostituzione né abrogazione del protocollo sacerdotale.

Riferimenti biblici