Lettura OrtodossaE parlò il TetraGramma a Mosheh nel deserto del Sinàiⓘ, nella tenda del convegnoⓘ, al primo del secondo meseⓘ, nel secondo annoⓘ dalla loro uscita dalla terra d'Egitto, dicendo:
2
Ebraico (MT)שאו את ראש כל עדת בני ישראל למשפחתם לבית אבתם במספר שמות כל זכר לגלגלתם
Lettura OrtodossaAlzate il capoⓘ di tutta la comunitàⓘ dei figli d'Israele, secondo le loro famiglieⓘ, secondo le case dei loro padriⓘ, in numero di nomi, ogni maschio testa per testaⓘ.
3🔀1
Ebraico (MT)מבן עשרים שנה ומעלה כל יצא צבא בישראל תפקדו אתם לצבאתם אתה ואהרן
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nella forza ⓘ d'Israele; passateli in rassegna ⓘ con la loro schiera in armi, tu e Aronne, passateli in rassegna.—— Masoretico (TM) ——Dai vent'anni in suⓘ, ogni uscente in schieraⓘ in Israele, li passerete in rassegnaⓘ secondo le loro schiere, tu e Aharòn.
4
Ebraico (MT)ואתכם יהיו איש איש למטה איש ראש לבית אבתיו הוא
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——e radunarono tutta l'assemblea il primo giorno del secondo mese, e furono iscritti nei ranghi ⓘ secondo le loro generazioni, secondo le loro casate paterne, secondo il numero dei loro nomi, dai vent'anni in su, ogni maschio testa per testa,—— Masoretico (TM) ——E tutta la comunità radunaronoⓘ al primo del secondo mese, ed essi si fecero registrare secondo le nasciteⓘ, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, testa per testa.
19
Ebraico (MT)כאשר צוה יהוה את משה ויפקדם במדבר סיני
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——E furono i figli di Ruben, primogenito d'Israele, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——E furono i figli di Reuvèn, primogenito d'Israeleⓘ, le loro generazioniⓘ secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, testa per testa, ogni maschio dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
21
Ebraico (MT)פקדיהם למטה ראובן ששה וארבעים אלף וחמש מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Simeone, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Shimʿòn, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, i suoi rassegnatiⓘ in numero di nomi, testa per testa, ogni maschio dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
23
Ebraico (MT)פקדיהם למטה שמעון תשעה וחמשים אלף ושלש מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Giuda, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Gadⓘ, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
25
Ebraico (MT)פקדיהם למטה גד חמשה וארבעים אלף ושש מאות וחמשים
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Issacar, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Yehudàh, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
27
Ebraico (MT)פקדיהם למטה יהודה ארבעה ושבעים אלף ושש מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Zabulon, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Yssakhàr, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
29
Ebraico (MT)פקדיהם למטה יששכר ארבעה וחמשים אלף וארבע מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Giuseppe, i figli di Efraim, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Zevulùn, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
31
Ebraico (MT)פקדיהם למטה זבולן שבעה וחמשים אלף וארבע מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Manasse, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Yosèf, per i figli di Efràimⓘ, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
33
Ebraico (MT)פקדיהם למטה אפרים ארבעים אלף וחמש מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Beniamino, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Menashèh, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
35
Ebraico (MT)פקדיהם למטה מנשה שנים ושלשים אלף ומאתים
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Gad, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Binyamìn, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
37
Ebraico (MT)פקדיהם למטה בנימן חמשה ושלשים אלף וארבע מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Dan, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Dan, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
39
Ebraico (MT)פקדיהם למטה דן שנים וששים אלף ושבע מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Aser, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——Per i figli di Ashèr, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
41
Ebraico (MT)פקדיהם למטה אשר אחד וארבעים אלף וחמש מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Per i figli di Neftali, secondo le loro parentele, secondo i loro clan ⓘ, secondo le case dei loro padri, secondo il numero dei loro nomi, testa per testa, tutti i maschi dai vent'anni in su, ognuno che esce a schierarsi nell'esercito:—— Masoretico (TM) ——I figli di Naftalìⓘ, le loro generazioni secondo le famiglie, secondo le case dei loro padri, in numero di nomi, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera:
43
Ebraico (MT)פקדיהם למטה נפתלי שלשה וחמשים אלף וארבע מאות
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——Questo è il censimento che fecero Mosè e Aronne insieme ai capi d'Israele, dodici uomini: un uomo per una sola tribù ⓘ, un uomo secondo la tribù delle case paterne.—— Masoretico (TM) ——Questi sono i rassegnatiⓘ che passarono in rassegna Mosheh e Aharòn e i principi d'Israele, dodici uominiⓘ, un uomo ciascuno per la casa dei suoi padri.
45
Ebraico (MT)ויהיו כל פקודי בני ישראל לבית אבתם מבן עשרים שנה ומעלה כל יצא צבא בישראל
Lettura OrtodossaE furono tutti i computatiⓘ dei figli d'Israele secondo le case dei loro padri, dai vent'anni in su, ogni uscente in schiera in Israele:
46
Ebraico (MT)ויהיו כל הפקדים שש מאות אלף ושלשת אלפים וחמש מאות וחמשים
Lettura OrtodossaE tu, incarica i Levitiⓘ sulla Dimora della Testimonianzaⓘ e su tutti i suoi arredi e su tutto ciò che le appartiene: essi porteranno la Dimora e tutti i suoi arredi, ed essi la servirannoⓘ, e attorno alla Dimora si accamperannoⓘ.
Lettura OrtodossaE quando la Dimora si metterà in marciaⓘ, i Leviti la abbatterannoⓘ, e quando la Dimora si accamperà, i Leviti la rialzeranno; e l'estraneo che si avvicinaⓘsarà messo a morteⓘ.
52
Ebraico (MT)וחנו בני ישראל איש על מחנהו ואיש על דגלו לצבאתם
Lettura OrtodossaE i Leviti si accamperanno attorno alla Dimora della Testimonianzaⓘ, affinché non vi sia iraⓘ sulla comunità dei figli d'Israele; e i Leviti custodiranno la custodiaⓘ della Dimora della Testimonianza.
54🔀1
Ebraico (MT)ויעשו בני ישראל ככל אשר צוה יהוה את משה כן עשו
Lettura Ortodossa—— Settanta (LXX) ——E i figli d'Israele fecero secondo tutto ciò che il TetraGramma aveva comandato a Mosè e ad Aronne ⓘ: così fecero.—— Masoretico (TM) ——E feceroⓘ i figli d'Israele secondo tutto ciò che il TetraGramma aveva comandato a Mosheh: così feceroⓘ.
Approfondimento storico-halakhico
Significato
Il libro che la tradizione ebraica chiama Bemidbàr, «nel deserto», dalla quinta parola del primo versetto, si apre non con un racconto ma con un atto amministrativo: un censimento. Eppure l'ebraico ne fa subito un gesto di dignità. Il TetraGramma non dice «contate» con un verbo neutro, ma comanda seʾù et rosh (v. 2), «alzate la testa» — letteralmente, «sollevate il capo» di tutta l'edàh, la comunità convocata dei figli d'Israele. Il rosh, la «testa», è insieme il vertice della persona e la sua somma-totale: contare qui significa innalzare, riconoscere ciascuno per nome. Il testo insiste: «secondo il numero dei loro nomi, testa per testa» (v. 2), le-gulgelotàm, «cranio per cranio». Non una massa anonima, ma un popolo dove ogni singolo è registrato individualmente.
Il criterio del computo è duplice e rivela la struttura del momento storico. Da un lato la genealogia — le-mishpechotàm le-vet avotàm, «secondo i loro clan, secondo le case dei padri», i bet avòt, i nuclei patriarcali. Dall'altro la funzione: si contano i maschi «dai vent'anni in su, ognuno che esce nell'esercito», lo tzavà (v. 3), la schiera ordinata. È un censimento militare in vista del cammino verso la terra, ma lo tzavà non è solo guerra: la radice indica una «schiera» ordinata, lo stesso termine usato per le «schiere» celesti. A capo di ciascuna tribù sta un nasì (v. 16), un «principe» o capo-portavoce, e i dodici insieme sono «i comandanti delle migliaia d'Israele».
Il cuore teologico del capitolo emerge però negli ultimi versetti (vv. 47-54): i Leviti non sono censiti con gli altri. «Non li passerai in rassegna in mezzo ai figli d'Israele»: essi non «escono nell'esercito» perché la loro milizia è il servizio della Mishkàn, la Dimora. Si accampano saviv la-mishkàn, «attorno alla Dimora», come un cordone consacrato, «perché non vi sia qètzef sull'assemblea» — affinché non scoppi l'ira divina sulla comunità. E lo zar, l'estraneo, il non-levita che si accosta, «sarà messo a morte» (v. 51). Il capitolo distingue così due ordini: il popolo schierato e l'ordine sacro che custodisce il centro.
Perché differisce dalle traduzioni correnti
La resa corrente «fate il censimento» appiattisce l'idioma ebraico. Il MT ha seʾù et rosh, «alzate la testa», un'espressione tecnica che ricorre con due valenze opposte nella Torah: «alzare la testa» può significare graziare (come per il coppiere di Gen 40) o decapitare (come per il panettiere). Contare un uomo è sempre, nel linguaggio biblico, toccare la sua vita. La tradizione storico-ebraica vi legge un innalzamento della persona quando il singolo incide sulla vita comune, non una semplice operazione statistica. La traduzione greca dei Settanta rende qui con labete archèn, «prendete il principio/somma», cogliendo il valore di «totale» ma perdendo l'ambivalenza del gesto.
Un secondo scarto riguarda òhel moʿèd (v. 1). La resa italiana «tenda del convegno» o «tenda dell'incontro» è corretta: moʿèd è il «luogo e tempo fissato dell'incontro» fra il TetraGramma e Israele. La LXX traduce invece skēnē tou martyríou, «tenda della testimonianza», spostando l'accento dall'incontro alla testimonianza delle tavole custodite nell'arca. La lettura Hebrew-first privilegia moʿèd: ciò che definisce la tenda non è anzitutto il contenuto, ma la convocazione, il fatto che lì il TetraGramma «parla a Mosè» (v. 1).
Infine il termine tzavà (v. 3). Tradurlo solo «esercito» suggerisce un'istituzione bellica permanente; l'ebraico indica piuttosto la «schiera» in formazione, l'idoneità a essere mobilitato e ordinato. Per questo i Leviti, esclusi dallo tzavà militare (v. 47), restano comunque una schiera: la loro guerra è il culto, e Nm 4 userà infatti lo stesso lessico militare per descrivere il «servizio» (avodàh) levitico.
Ricezioni stratificate
La tradizione tannaitica fa del divieto implicito in questo censimento una norma generale. La Mishnah, trattando del servizio del Tempio, stabilisce che le persone non si contano direttamente: «Non contavano i sacerdoti di persona, ma a dito» — i sacerdoti che concorrevano al servizio mostravano un dito ciascuno e si contava quello, perché «è proibito contare Israele» (Mishnah Yomà 2,1, con la baraità parallela). Lo stesso principio si riflette in Es 30, dove il computo avviene tramite il mezzo siclo, non per teste nude: contare le persone in sé esporrebbe al nègef, alla piaga. La halakhah tannaitica deriva così dal lessico di seʾù et rosh un'ermeneutica della cautela: il numero è sacro perché tocca vite.
Sui Leviti, la stessa letteratura tannaitica e amoraica sviluppa lo statuto del cordone sacro: i Leviti e i sacerdoti custodivano i turni di guardia attorno al santuario (Mishnah Tamìd 1,1; Mishnah Middòt 1,1), riflesso permanente del comando di Nm 1,53 di accamparsi «attorno alla Dimora». Il midrash tannaitico-halakhico sul libro, il Sifrè Bamidbàr, commenta l'esclusione dei Leviti dal censimento militare collegandola al loro essere «esercito del TetraGramma» destinato al servizio, non alla battaglia.
La ricezione cristiana non sostituisce questo ordine ma lo riprende tipologicamente. I dodici nesiìm, capi delle dodici tribù (Nm 1,4-16), risuonano nella scelta dei Dodici come fondamento del nuovo Israele, secondo la figura del shaliach, l'inviato con autorità delegata. Il principio di un popolo «contato per nome» e ordinato in schiere è letto come anticipo della comunità in cui «i nomi sono scritti» (cfr. Lc 10,20); ma nella linea di Mt 5,17, qui c'è compimento e non abrogazione: l'ordine delle tribù e dei Leviti resta la radice su cui si innesta la nuova convocazione.
Ricostruzione storica (aggadah)
Sullo sfondo del Vicino Oriente antico, i censimenti erano operazioni regie a fini fiscali e militari: liste di leva e di tributo, come attestano gli archivi di Mari e gli annali assiri. Il censimento di Nm 1 condivide il quadro tecnico — leva maschile dai vent'anni, organizzazione per clan e per «case dei padri» — ma lo riorienta teologicamente: il committente non è un re umano bensì il TetraGramma stesso, e il fine ultimo è disporre il popolo attorno alla Mishkàn, con le tribù accampate ai quattro lati (Nm 2) e i Leviti al centro.
La tradizione storico-ebraica nota che la parashà seguente, Nassò, porta un nome che è di nuovo un verbo di «sollevamento» (nassò = «alza, leva»), continuando il motivo del computo come innalzamento. Quanto ai numeri, il totale di 603.550 uomini idonei (Nm 1,46) corrisponde al censimento di Es 38,26 effettuato col mezzo siclo, segno che il computo del Sinai e quello dei Numeri descrivono lo stesso ordinamento del popolo. L'aggadah riflette inoltre sull'ordine dei nomi tribali: l'apertura con Ruben, «primogenito d'Israele» (v. 20), rispetta la primogenitura naturale, mentre nello schieramento successivo (Nm 2) sarà Giuda a guidare l'oriente, anticipando la sua regalità. Rashi, nel solco della tradizione, osserva che il TetraGramma «conta» Israele per affetto, come chi enumera ciò che gli è caro; il computo ripetuto è quindi segno di predilezione, non di sospetto burocratico.
Osservanza pratica
La pericope è in parte narrativa e in parte normativa, e da essa la tradizione ebraica ha derivato prassi precise. La prima è il divieto di contare le persone direttamente: poiché il computo «tocca la vita» (seʾù et rosh), chi vuole sapere quanti sono presenti non conta «uno, due, tre» sulle teste, ma usa un oggetto intermedio o un versetto di dieci parole, oppure raccoglie un contributo simbolico — come il mezzo siclo di Es 30. È prassi tuttora viva, ad esempio, nel contare le dieci persone del minyàn mediante un versetto invece che a dito. La seconda è lo statuto del servizio levitico ordinato: i turni di guardia e di servizio attorno al luogo santo (Mishnah Tamìd 1,1) traducono in gesto quotidiano il comando di accamparsi «attorno alla Dimora».
Dove questa praxis trova continuità documentata nel Nuovo Testamento, lo fa nella categoria della Vigilanza Spirituale (la veglia attorno al sacro: come i Leviti custodivano i turni, così la comunità è chiamata a «vegliare») e in quella del Dare e Condividere, di cui il mezzo siclo è radice — un contributo uguale per ricchi e poveri (Es 30,15) che concretamente significa partecipare al sostegno comune senza distinzione di censo. L'ordine dei Leviti, infine, si lega alla categoria dell'Ordine nel Culto: chi osserva non si avvicina al sacro in modo arbitrario (lo zar che si accosta «sarà messo a morte», v. 51), ma rispetta i ruoli e i confini stabiliti, eseguendo il proprio servizio nel posto e nel tempo assegnati. La memoria rituale di questo ordinamento resta nella struttura comunitaria: ciascuno «registrato per nome», ciascuno al suo posto attorno al centro santo.
Note testuali
v. 1 — òhel moʿèd = tenda del convegno/dell'incontro, dalla radice y-ʿ-d «fissare un appuntamento»; LXX skēnē tou martyríou, «tenda della testimonianza». be-midbàr Sinài = «nel deserto del Sinai», donde il nome ebraico del libro, Bemidbàr.
v. 2 — seʾù et rosh = «alzate la testa», fate il computo; idioma a doppia valenza (graziare/decapitare). ʿedàh = assemblea, comunità convocata; bet avòt = «case dei padri», clan patriarcali; le-gulgelotàm = «secondo i loro crani», testa per testa, computo individuale.
v. 3 — tzavà = esercito, schiera ordinata, idoneità alla leva; stessa radice delle «schiere» celesti. yotzè tzavà = «chi esce nella schiera», idoneo al servizio armato.
v. 16 — nesiìm (sing. nasì) = principi, capi-portavoce delle tribù, dalla radice n-s-ʾ «sollevare, portare»; gli «innalzati» del popolo.
v. 46 — il totale di 603.550 coincide con il computo del mezzo siclo di Es 38,26.
v. 51 — zar = estraneo, non-levita; ha-zar ha-qarèv yumàt, «l'estraneo che si accosta sarà messo a morte»: halakhah del confine sacro invalicabile.
v. 53 — qètzef = ira/collera divina, dalla radice q-tz-f; i Leviti come mishmèret, «guardia/custodia» attorno alla Dimora, cordone protettivo perché non scoppi l'ira sull'edàh.
Domande Frequenti
Perché il censimento si dice «alzate la testa» e non semplicemente «contate»?
Il MT usa l'idioma seʾù et rosh, «alzate la testa» (Nm 1,2), espressione che nella Torah può significare sia graziare sia condannare: contare un uomo tocca la sua vita. La tradizione storico-ebraica vi legge un innalzamento della persona, registrata «per nome» e non come massa anonima, non una mera operazione statistica.
Perché i Leviti non vengono censiti con le altre tribù?
I Leviti «non escono nell'esercito» (Nm 1,47): la loro milizia è il servizio della Dimora. Si accampano attorno alla Mishkàn come cordone sacro «perché non vi sia qètzef, ira, sull'assemblea» (v. 53). La Mishnah riflette questo ordine nei turni di guardia del santuario (Tamìd 1,1; Middòt 1,1); è halakhah organizzativo-cultuale, non esclusione.
È vietato contare le persone direttamente nella tradizione ebraica?
Sì. Dal lessico di seʾù et rosh e dal computo col mezzo siclo (Es 30) la tradizione tannaitica deriva il divieto di contare Israele a teste nude: la Mishnah Yomà 2,1 attesta che i sacerdoti del Tempio si contavano «a dito», non di persona. Resta prassi contare un minyàn con un versetto invece che enumerando le teste.
Che rapporto hanno i dodici capi-tribù con i Dodici del Nuovo Testamento?
I dodici nesiìm (Nm 1,4-16) sono i capi delle dodici tribù, «comandanti delle migliaia d'Israele». La scelta dei Dodici nel Nuovo Testamento li riprende tipologicamente, nella figura del shaliach, l'inviato con autorità delegata. Secondo Mt 5,17 si tratta di compimento e non di sostituzione: l'ordine delle tribù resta radice della nuova convocazione.