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Nuova Alleanza

Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa

368 pericopi

Guarigione del paralitico alla piscina di Betzatà

Gv 5,1-18·NA28·12/84
προβατικῇ=Porta delle Pecore (Neh 3,1)שַׁעַר הַצֹּאן sha'ar ha-tzonΒηθεσδά=Beit-Hesda (casa del chesed)בֵּית חֶסֶדκράββατον=lettino (hoza'ah Mishnah Shabbat 7,2)ἔλυεν τὸ σάββατον=violava il Sabatoמְחַלֵּל שַׁבָּת mechalel shabbatὁ Πατήρ ἐργάζεται=il Padre opera (b.Shabbat 11a)ἴσον ἑαυτὸν ποιῶν=facendosi uguale a Dio (blasfemia Sanhedrin 7,4)
IV domenica di Quaresima — anno A (occasionale)
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
1
Μετὰ ταῦτα ἦν ἑορτὴ τῶν Ἰουδαίων, καὶ ἀνέβη Ἰησοῦς εἰς Ἱεροσόλυμα.
Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Dopo queste cose vi era una festa dei Giudei — una delle feste di pellegrinaggio prescritte dalla Torah — e salì Ieshu, compiendo l'aliyah rituale, a Yerushalayim, la città santa.
2
Ἔστιν δὲ ἐν τοῖς Ἱεροσολύμοις ἐπὶ τῇ προβατικῇ κολυμβήθρα ἡ ἐπιλεγομένη Ἑβραϊστὶ Βηθζαθὰ πέντε στοὰς ἔχουσα.
A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici,
Vi è in Yerushalayim presso la Porta delle Pecore, la porta settentrionale del Tempio attraverso cui passavano gli animali destinati ai sacrifici, una vasca, un bacino per immersioni rituali, chiamata in ebraico Beit-Hesda, la Casa della grazia e della misericordia divina, che ha cinque portici coperti.
3
ἐν ταύταις κατέκειτο πλῆθος τῶν ἀσθενούντων, τυφλῶν, χωλῶν, ξηρῶν.
sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
In essi giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi, paralitici, che attendevano la guarigione.
5
ἦν δέ τις ἄνθρωπος ἐκεῖ τριάκοντα καὶ ὀκτὼ ἔτη ἔχων ἐν τῇ ἀσθενείᾳ αὐτοῦ·
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato.
Era là un uomo che da trentotto anni — l'intera durata della generazione del deserto che non entrò nella Terra promessa — era nella sua infermità.
6
τοῦτον ἰδὼν ὁ Ἰησοῦς κατακείμενον, καὶ γνοὺς ὅτι πολὺν ἤδη χρόνον ἔχει, λέγει αὐτῷ· Θέλεις ὑγιὴς γενέσθαι;
Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: 'Vuoi guarire?'.
Ieshu vedendolo coricato e sapendo con conoscenza profetica che già da molto tempo era così, gli dice: «Vuoi guarire?» — domanda che esige la volontà cosciente e l'intenzione dell'infermo, la kavanah necessaria alla guarigione.
7
ἀπεκρίθη αὐτῷ ὁ ἀσθενῶν· Κύριε, ἄνθρωπον οὐκ ἔχω ἵνα ὅταν ταραχθῇ τὸ ὕδωρ βάλῃ με εἰς τὴν κολυμβήθραν· ἐν ᾧ δὲ ἔρχομαι ἐγὼ ἄλλος πρὸ ἐμοῦ καταβαίνει.
Gli rispose il malato: 'Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me'.
Rispose l'infermo: «Signore, uomo non ho, nessuno che mi aiuti, perché quando si agita l'acqua della vasca, mi getti dentro: e mentre io vengo trascinandomi, un altro prima di me scende e mi precede.»
8
λέγει αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· Ἔγειρε ἆρον τὸν κράβαττόν σου καὶ περιπάτει.
Gesù gli disse: 'Alzati, prendi la tua barella e cammina'.
Dice a lui Ieshu: «Alzati, prendi il tuo lettino, il tuo pagliericcio da povero, e cammina, riprendi la tua vita.»
9
καὶ εὐθέως ἐγένετο ὑγιὴς ὁ ἄνθρωπος, καὶ ἦρεν τὸν κράβαττον αὐτοῦ καὶ περιεπάτει. Ἦν δὲ σάββατον ἐν ἐκείνῃ τῇ ἡμέρᾳ.
E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato.
E subito divenne sano l'uomo, recuperò pienamente le forze, e prese il suo lettino e camminava. Era Sabato in quel giorno, il giorno di riposo consacrato al TetraGramma.
10
ἔλεγον οὖν οἱ Ἰουδαῖοι τῷ τεθεραπευμένῳ· Σάββατόν ἐστιν, καὶ οὐκ ἔξεστίν σοι ἆραι τὸν κράβαττόν σου.
Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: 'È sabato e non ti è lecito portare la tua barella'.
Dicevano dunque i Giudei, le autorità che vigilavano sull'osservanza della Torah, al risanato: «È Sabato: e non ti è lecito secondo la halakhah portare il lettino — tu stai violando il divieto di trasportare oggetti dal dominio privato al dominio pubblico, una delle trentanove categorie di lavoro proibite nel giorno santo.
11
ὁ δὲ ἀπεκρίθη αὐτοῖς· Ὁ ποιήσας με ὑγιῆ ἐκεῖνός μοι εἶπεν· Ἆρον τὸν κράβαττόν σου καὶ περιπάτει.
Ma egli rispose loro: 'Colui che mi ha guarito mi ha detto: 'Prendi la tua barella e cammina''.
Rispose loro: «Colui che mi ha fatto sano, che mi ha restituito la pienezza della vita, quello mi disse: prendi il tuo lettino e cammina — l'autorità del guaritore supera il precetto.»
12
ἠρώτησαν αὐτόν· Τίς ἐστιν ὁ ἄνθρωπος ὁ εἰπών σοι· Ἆρον καὶ περιπάτει;
Gli domandarono allora: 'Chi è l'uomo che ti ha detto: 'Prendi e cammina'?'.
Lo interrogarono: «Chi è l'uomo che ti ha detto: prendi e cammina, ordinandoti di violare il Sabato?»
13
ὁ δὲ ἰαθεὶς οὐκ ᾔδει τίς ἐστιν, ὁ γὰρ Ἰησοῦς ἐξένευσεν ὄχλου ὄντος ἐν τῷ τόπῳ.
Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato dalla folla che era in quel luogo.
Il guarito non sapeva chi era, non conosceva l'identità del suo benefattore: Ieshu infatti si era ritirato, si era allontanato discretamente, essendoci folla nel luogo.
14
Μετὰ ταῦτα εὑρίσκει αὐτὸν ὁ Ἰησοῦς ἐν τῷ ἱερῷ καὶ εἶπεν αὐτῷ· Ἴδε ὑγιὴς γέγονας· μηκέτι ἁμάρτανε, ἵνα μὴ χεῖρόν σοί τι γένηται.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: 'Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio'.
Dopo queste cose, lo trova Ieshu nel Tempio, nel luogo santo dove l'uomo era salito per rendere grazie, e gli disse: «Ecco sei diventato sano, sei stato restaurato nella tua integrità: non peccare più, non tornare alla trasgressione, affinché non ti accada qualcosa di peggio della paralisi trentottennale — perché la malattia è legata al peccato secondo la tradizione dei maestri.»
15
ἀπῆλθεν ὁ ἄνθρωπος καὶ ἀνήγγειλεν τοῖς Ἰουδαίοις ὅτι Ἰησοῦς ἐστιν ὁ ποιήσας αὐτὸν ὑγιῆ.
Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.
Andò l'uomo e annunziò ai Giudei che era Ieshu colui che lo aveva fatto sano — rivelazione che scatena la persecuzione.
16
καὶ διὰ τοῦτο ἐδίωκον οἱ Ἰουδαῖοι τὸν Ἰησοῦν, ὅτι ταῦτα ἐποίει ἐν σαββάτῳ.
Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
E per questo i Giudei perseguitavano continuamente Ieshu, lo mettevano sotto accusa e sorveglianza, perché queste cose faceva di Sabato, compiendo opere nel giorno consacrato al riposo.
17
ὁ δὲ Ἰησοῦς ἀπεκρίνατο αὐτοῖς· Ὁ πατήρ μου ἕως ἄρτι ἐργάζεται, κἀγὼ ἐργάζομαι.
Ma Gesù disse loro: 'Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco'.
Egli rispose loro con una dichiarazione teologica di portata radicale: «Il Padre mio fino ad ora opera, il mio Padre continua incessantemente la sua opera creatrice e provvidente anche nel Sabato, e anch'io opero come Lui, in unità d'azione con Lui.»
18
διὰ τοῦτο οὖν μᾶλλον ἐζήτουν αὐτὸν οἱ Ἰουδαῖοι ἀποκτεῖναι, ὅτι οὐ μόνον ἔλυεν τὸ σάββατον, ἀλλὰ καὶ πατέρα ἴδιον ἔλεγεν τὸν θεόν, ἴσον ἑαυτὸν ποιῶν τῷ θεῷ.
Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Per questo dunque ancor più i Giudei cercavano di ucciderlo, di condannarlo a morte: perché non solo violava il Sabato secondo la loro interpretazione della halakhah, profanando il giorno santo — trasgressione capitale — ma anche chiamava Padre suo proprio Dio in modo esclusivo e unico, uguagliando se stesso a Dio, compiendo un'equiparazione cristologica che ai loro occhi costituiva blasfemia passibile di lapidazione.

Riferimenti biblici