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Il germoglio dal tronco di Iesse e il raduno del resto — Is 11,1-16

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

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Il germoglio dal tronco di Iesse e il raduno del resto — Is 11,1-16

Isaia 11,1-16·MT (OSHB) + LXX·5/37
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Ebraico (MT)ויצא חטר מגזע ישי ונצר משרשיו יפרה
Septuaginta (LXX)Καὶ ἐξελεύσεται ῥάβδος ἐκ τῆς ῥίζης Ιεσσαι, καὶ ἄνθος ἐκ τῆς ῥίζης ἀναβήσεται.
Lettura OrtodossaUscirà un ⓘ dal tronco reciso di ⓘ, e un ⓘ darà frutto dalle sue radici.
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Ebraico (MT)ונחה עליו רוח יהוה רוח חכמה ובינה רוח עצה וגבורה רוח דעת ויראת יהוה
Septuaginta (LXX)καὶ ἀναπαύσεται ἐπ’ αὐτὸν πνεῦμα τοῦ θεοῦ, πνεῦμα σοφίας καὶ συνέσεως, πνεῦμα βουλῆς καὶ ἰσχύος, πνεῦμα γνώσεως καὶ εὐσεβείας·
Lettura OrtodossaSu di lui si poserà lo spirito del ⓘ, spirito di ⓘ, spirito di consiglio e fortezza, spirito di ⓘ del TetraGramma.
3
Ebraico (MT)והריחו ביראת יהוה ולא למראה עיניו ישפוט ולא למשמע אזניו יוכיח
Septuaginta (LXX)ἐμπλήσει αὐτὸν πνεῦμα φόβου θεοῦ. οὐ κατὰ τὴν δόξαν κρινεῖ οὐδὲ κατὰ τὴν λαλιὰν ἐλέγξει,
Lettura OrtodossaIl suo respiro sarà nel timore del TetraGramma. Non giudicherà secondo ⓘ, né deciderà secondo ciò che odono le orecchie,
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Ebraico (MT)ושפט בצדק דלים והוכיח במישור לענוי ארץ והכה ארץ בשבט פיו וברוח שפתיו ימית רשע
Septuaginta (LXX)ἀλλὰ κρινεῖ ταπεινῷ κρίσιν καὶ ἐλέγξει τοὺς ταπεινοὺς τῆς γῆς· καὶ πατάξει γῆν τῷ λόγῳ τοῦ στόματος αὐτοῦ καὶ ἐν πνεύματι διὰ χειλέων ἀνελεῖ ἀσεβῆ·
Lettura Ortodossama giudicherà con ⓘ i deboli e deciderà con equità per gli ⓘ; colpirà la terra con la ⓘ, e col soffio delle labbra farà morire l'ⓘ.
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Ebraico (MT)והיה צדק אזור מתניו והאמונה אזור חלציו
Septuaginta (LXX)καὶ ἔσται δικαιοσύνῃ ἐζωσμένος τὴν ὀσφὺν αὐτοῦ καὶ ἀληθείᾳ εἰλημένος τὰς πλευράς.
Lettura OrtodossaLa giustizia sarà ⓘ, e la ⓘ cintura dei suoi lombi.
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Ebraico (MT)וגר זאב עם כבש ונמר עם גדי ירבץ ועגל וכפיר ומריא יחדו ונער קטן נהג בם
Septuaginta (LXX)καὶ συμβοσκηθήσεται λύκος μετὰ ἀρνός, καὶ πάρδαλις συναναπαύσεται ἐρίφῳ, καὶ μοσχάριον καὶ ταῦρος καὶ λέων ἅμα βοσκηθήσονται, καὶ παιδίον μικρὸν ἄξει αὐτούς·
Lettura OrtodossaIl ⓘ dimorerà con l'agnello, il ⓘ si sdraierà col capretto; vitello, leoncello e ⓘ staranno insieme, e un piccolo fanciullo li guiderà.
7
Ebraico (MT)ופרה ודב תרעינה יחדו ירבצו ילדיהן ואריה כבקר יאכל תבן
Septuaginta (LXX)καὶ βοῦς καὶ ἄρκος ἅμα βοσκηθήσονται, καὶ ἅμα τὰ παιδία αὐτῶν ἔσονται, καὶ λέων καὶ βοῦς ἅμα φάγονται ἄχυρα.
Lettura OrtodossaVacca e orsa pascoleranno, insieme giaceranno i loro piccoli, e il ⓘ mangerà paglia come il bue.
8
Ebraico (MT)ושעשע יונק על חר פתן ועל מאורת צפעוני גמול ידו הדה
Septuaginta (LXX)καὶ παιδίον νήπιον ἐπὶ τρώγλην ἀσπίδων καὶ ἐπὶ κοίτην ἐκγόνων ἀσπίδων τὴν χεῖρα ἐπιβαλεῖ.
Lettura OrtodossaIl ⓘ giocherà sulla buca della ⓘ, e lo svezzato stenderà la mano sul covo del serpente velenoso.
9
Ebraico (MT)לא ירעו ולא ישחיתו בכל הר קדשי כי מלאה הארץ דעה את יהוה כמים לים מכסים
Septuaginta (LXX)καὶ οὐ μὴ κακοποιήσωσιν οὐδὲ μὴ δύνωνται ἀπολέσαι οὐδένα ἐπὶ τὸ ὄρος τὸ ἅγιόν μου, ὅτι ἐνεπλήσθη ἡ σύμπασα τοῦ γνῶναι τὸν κύριον ὡς ὕδωρ πολὺ κατακαλύψαι θαλάσσας.
Lettura OrtodossaNon faranno male né distruggeranno su tutto il monte ⓘ, perché la terra sarà ricolma della ⓘ come le acque ricoprono il mare.
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Ebraico (MT)והיה ביום ההוא שרש ישי אשר עמד לנס עמים אליו גוים ידרשו והיתה מנחתו כבוד
Septuaginta (LXX)Καὶ ἔσται ἐν τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ ἡ ῥίζα τοῦ Ιεσσαι καὶ ὁ ἀνιστάμενος ἄρχειν ἐθνῶν, ἐπ’ αὐτῷ ἔθνη ἐλπιοῦσιν, καὶ ἔσται ἡ ἀνάπαυσις αὐτοῦ τιμή.
Lettura OrtodossaIn quel giorno la ⓘ si ergerà a ⓘ per i popoli: a lui le nazioni ricorreranno, e la sua dimora sarà gloria.
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Ebraico (MT)והיה ביום ההוא יוסיף אדני שנית ידו לקנות את שאר עמו אשר ישאר מאשור וממצרים ומפתרוס ומכוש ומעילם ומשנער ומחמת ומאיי הים
Septuaginta (LXX)καὶ ἔσται τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ προσθήσει κύριος τοῦ δεῖξαι τὴν χεῖρα αὐτοῦ τοῦ ζηλῶσαι τὸ καταλειφθὲν ὑπόλοιπον τοῦ λαοῦ, ὃ ἂν καταλειφθῇ ἀπὸ τῶν Ἀσσυρίων καὶ ἀπὸ Αἰγύπτου καὶ Βαβυλωνίας καὶ Αἰθιοπίας καὶ ἀπὸ Αιλαμιτῶν καὶ ἀπὸ ἡλίου ἀνατολῶν καὶ ἐξ Ἀραβίας.
Lettura OrtodossaIn quel giorno ⓘ stenderà di nuovo la mano per riscattare il ⓘ del suo popolo rimasto da ⓘ, dall'Egitto, da Patros, da Kush, da Elam, da Shinar, da Chamat e dalle isole del mare.
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Ebraico (MT)ונשא נס לגוים ואסף נדחי ישראל ונפצות יהודה יקבץ מארבע כנפות הארץ
Septuaginta (LXX)καὶ ἀρεῖ σημεῖον εἰς τὰ ἔθνη καὶ συνάξει τοὺς ἀπολομένους Ισραηλ καὶ τοὺς διεσπαρμένους τοῦ Ιουδα συνάξει ἐκ τῶν τεσσάρων πτερύγων τῆς γῆς.
Lettura OrtodossaAlzerà un vessillo per le nazioni, radunerà i ⓘ, e i deportati di Yehudah radunerà dai ⓘ.
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Ebraico (MT)וסרה קנאת אפרים וצררי יהודה יכרתו אפרים לא יקנא את יהודה ויהודה לא יצר את אפרים
Septuaginta (LXX)καὶ ἀφαιρεθήσεται ὁ ζῆλος Εφραιμ, καὶ οἱ ἐχθροὶ Ιουδα ἀπολοῦνται· Εφραιμ οὐ ζηλώσει Ιουδαν, καὶ Ιουδας οὐ θλίψει Εφραιμ.
Lettura OrtodossaCesserà la ⓘ, e gli avversari di Yehudah saranno recisi: Efraim non invidierà Yehudah, e Yehudah non opprimerà Efraim.
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Ebraico (MT)ועפו בכתף פלשתים ימה יחדו יבזו את בני קדם אדום ומואב משלוח ידם ובני עמון משמעתם
Septuaginta (LXX)καὶ πετασθήσονται ἐν πλοίοις ἀλλοφύλων θάλασσαν, ἅμα προνομεύσουσιν καὶ τοὺς ἀφ’ ἡλίου ἀνατολῶν καὶ Ιδουμαίαν· καὶ ἐπὶ Μωαβ πρῶτον τὰς χεῖρας ἐπιβαλοῦσιν, οἱ δὲ υἱοὶ Αμμων πρῶτοι ὑπακούσονται.
Lettura OrtodossaPiomberanno sul fianco dei ⓘ verso occidente, insieme deprederanno i figli d'Oriente; su Edom e Moav stenderanno la mano, e i figli di Ammon obbediranno.
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Ebraico (MT)והחרים יהוה את לשון ים מצרים והניף ידו על הנהר בעים רוחו והכהו לשבעה נחלים והדריך בנעלים
Septuaginta (LXX)καὶ ἐρημώσει κύριος τὴν θάλασσαν Αἰγύπτου καὶ ἐπιβαλεῖ τὴν χεῖρα αὐτοῦ ἐπὶ τὸν ποταμὸν πνεύματι βιαίῳ καὶ πατάξει ἑπτὰ φάραγγας ὥστε διαπορεύεσθαι αὐτὸν ἐν ὑποδήμασιν·
Lettura OrtodossaIl ⓘ voterà allo sterminio la ⓘ, agiterà la mano sul ⓘ col suo vento ardente, e lo spezzerà in ⓘ, sì da farlo attraversare coi sandali.
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Ebraico (MT)והיתה מסלה לשאר עמו אשר ישאר מאשור כאשר היתה לישראל ביום עלתו מארץ מצרים
Septuaginta (LXX)καὶ ἔσται δίοδος τῷ καταλειφθέντι μου λαῷ ἐν Αἰγύπτῳ, καὶ ἔσται τῷ Ισραηλ ὡς ἡ ἡμέρα ὅτε ἐξῆλθεν ἐκ γῆς Αἰγύπτου.
Lettura OrtodossaE vi sarà una ⓘ per il resto del suo popolo rimasto da Asshur, come ci fu per Israele il giorno in cui salì dalla terra d'Egitto.
Approfondimento storico-halakhico

Significato. Dopo i capitoli del giudizio assiro (Is 7-10), in cui il bosco delle potenze viene abbattuto «con il ferro» (Is 10,33-34), il capitolo 11 fa ripartire la speranza da un ceppo apparentemente morto: il gèzaʿ, il tronco reciso di Yishài (Iesse, padre di Davide), da cui spunta un chòter (germoglio) e un nètzer (virgulto). L'immagine è deliberatamente umile: non un albero superstite, ma un pollone che rinasce dalle radici di una dinastia ridotta a moncone. Su questo re ideale si posa lo spirito del TetraGramma, declinato in qualità di governo (sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, conoscenza, timore), e da esso scaturisce una regalità di tzèdeq, giustizia per i deboli e gli ʿanawìm. La seconda parte (vv. 10-16) allarga l'orizzonte: la radice di Iesse diventa nes (vessillo) per le nazioni, e il TetraGramma raduna il sheʾàr, il «resto» disperso, in un secondo esodo modellato sull'uscita dall'Egitto. Nel senso storico-letterale il brano è una speranza dinastica e restaurativa nel contesto della crisi assira; la lettura propriamente messianica e quella cristologica sono sviluppi successivi, da distinguere con cura dal dettato del testo.

Ricostruzione storica

L'oracolo si colloca verosimilmente nell'orizzonte della pressione assira sul regno di Giuda (fine VIII secolo a.C.), quando la casa di Davide appare politicamente diminuita. Il linguaggio del «tronco reciso» presuppone una dinastia umiliata ma non estinta: il germoglio che rinasce dalle radici è figura di un erede davidico che restaurerà il governo secondo giustizia. La sezione dei vv. 10-16, con l'elenco delle regioni d'esilio (Asshur, Egitto, Patros, Kush, Elam, Shinar, Chamat e «le isole del mare»), riflette un orizzonte in cui Israele è già disperso fra molte potenze; molti elementi (la menzione di Shinar/Babilonia, il raduno dei «dispersi di Giuda») suggeriscono che la composizione del materiale abbia conosciuto rielaborazioni in epoca successiva, quando l'esperienza dell'esilio era pienamente nell'orizzonte del popolo. La riconciliazione fra Efraim (regno del Nord) e Yehudah (regno del Sud) al v. 13 presuppone la coscienza dello scisma dei due regni come ferita storica da sanare.

Note testuali (TM / LXX)

Il brano presenta divergenze significative fra Testo Masoretico e Settanta. Al v. 1 il TM ha chòter («germoglio») mentre la LXX rende rhábdos («verga, scettro»), spostando l'immagine vegetale verso quella regale. Il dato testuale più discusso riguarda i vv. 2-3: il TM elenca sei qualità dello spirito, con il «timore del TetraGramma» ripetuto (alla fine del v. 2 e all'inizio del v. 3); la LXX scioglie l'ultima coppia in due termini distinti — gnṓseōs kaì eusebeías («conoscenza e pietà») al v. 2, e pneûma phóbou theoû («spirito di timore di Dio») al v. 3 — ottenendo così sette qualità. È questo il fondamento testuale dei «sette doni dello Spirito» della tradizione cristiana successiva, sviluppo che poggia sul greco e va distinto dal computo ebraico. Al v. 2 la LXX rende il Nome proprio con pneûma toû theoû («spirito di Dio»), generalizzando. Al v. 3 il TM «non secondo la vista dei suoi occhi» è reso dalla LXX «non secondo la dóxa» (apparenza/reputazione). Al v. 4 «la verga (shèvet) della sua bocca» diventa nella LXX «la parola (lógos) della sua bocca». Al v. 6 il TM merìʾ («bestiame ingrassato») è letto dalla LXX come taûros («toro»). All'elenco geografico del v. 11 la LXX sostituisce alcuni toponimi (per es. «Babilonia» per Patros/Shinar, «Arabia» in chiusura), aggiornando la nomenclatura. Per i Nomi divini: i vv. 2, 3, 9 e 15 hanno il Nome proprio (qui reso «il TetraGramma»), mentre il v. 11 ha Adonài («il Signore»); la LXX rende uniformemente con kýrios.

Ricezione ebraica (rabbinica e liturgica)

La tradizione rabbinica ha valorizzato il termine nètzer («virgulto») del v. 1 come uno dei nomi attribuiti al Messia atteso: il Talmud Babilonese (b. Sanhedrin 93b), discutendo le qualità del re messianico, applica proprio Is 11,3 — «lo riempirà del timore del TetraGramma» — leggendovi che egli «giudica con l'odorato» (gioco sul verbo wa-harìchò, «lo farà respirare/odorare»), cioè non secondo la vista né l'udito ma con un discernimento sovrumano. Il versetto-cardine del regno pacifico, «la terra sarà ricolma della conoscenza del TetraGramma» (v. 9), è confluito nella speranza escatologica giudaica della pace universale. Nella liturgia sinagogale Isaia 11 appartiene al bacino dei testi consolatori letti nel ciclo delle haftaròt successive al 9 di Av. È prudente segnalare che molte applicazioni messianiche puntuali di questi versetti appartengono allo strato amoraico e successivo, non a quello tannaitico più antico.

Tradizione tannaitica e aggadah

La spina tannaitica più solida per questo brano si trova nella Tosefta: in Tosefta Sanhedrin (cap. 13), nel quadro della discussione sul destino delle nazioni e di Israele nel mondo a venire, si argomenta sul raduno del «resto» e sul ruolo di Israele fra i popoli, tema centrale dei vv. 10-12. La Mekhilta de-Rabbi Yishmael, nel suo grande commento all'esodo (trattato Beshallach, sul cantico del mare), sviluppa diffusamente la tipologia del «nuovo esodo» e del prosciugamento delle acque, di cui Is 11,15-16 è esplicita ripresa: il «golfo del mare d'Egitto» spezzato «in sette torrenti» e la mesillàh (strada maestra) per i superstiti sono letti come replica futura del passaggio del Mar Rosso. Verosimilmente in chiave aggadica il «piccolo fanciullo che li guida» (v. 6) e l'innocuità degli animali furono intesi come immagine del ritorno a uno stato edenico, in cui il dominio dell'uomo sul creato — perduto con la trasgressione di Adamo — viene restaurato; tale lettura è da intendersi come interpretazione, non come dato del testo.

Ricezione neotestamentaria e tipologia

Il Nuovo Testamento attinge a piene mani a questo capitolo. Paolo, in Romani 15,12, cita esplicitamente Is 11,10 secondo la LXX («Vi sarà la radice di Iesse, colui che sorge a governare le nazioni; in lui le nazioni spereranno») per fondare l'inclusione dei pagani nella speranza d'Israele. L'immagine del giudizio «con il soffio delle labbra» che fa morire l'empio (Is 11,4) riecheggia in 2 Tessalonicesi 2,8 («che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca») e nell'iconografia di Apocalisse 19,15 (la spada che esce dalla bocca). La discesa dello Spirito in molteplici sue qualità sul germoglio davidico è stata letta in continuità con la pienezza dello Spirito sul Messia. È invece esegeticamente fragile e va segnalato come tale il celebre nazōraîos di Matteo 2,23 («sarà chiamato Nazareno»): la connessione con nètzer di Is 11,1 è una delle ipotesi proposte, ma il testo evangelico non cita una fonte determinata e l'aggancio resta congetturale. La tradizione cristiana successiva ha inoltre fondato sui vv. 2-3 (nella forma a sette membri della LXX) la dottrina dei sette doni dello Spirito.

Osservanza e liturgia

Sul piano dell'osservanza, il brano alimenta più che prescrivere: il modello del re che «giudica con giustizia i deboli» e «con equità gli umili della terra» (vv. 3-5) costituisce nella tradizione ebraica il paradigma del retto giudice e del governo conforme alla Toràh, in cui la tzedaqah non è mera equità procedurale ma fedeltà all'alleanza verso i poveri. La «cintura di giustizia e di fedeltà (emunàh)» ai fianchi del re (v. 5) è stata letta come figura dell'abito interiore richiesto a chi esercita autorità. Il versetto della «conoscenza del TetraGramma» che riempie la terra (v. 9) ha nutrito la preghiera per la venuta del regno e per la pace universale; la prospettiva del raduno del «resto» disperso (vv. 11-12) risuona nelle benedizioni che invocano la riunificazione degli esiliati. Nel ciclo liturgico, il radicamento di questi versetti tra i testi di consolazione fa di Isaia 11 una delle architravi della speranza restaurativa, letta come promessa che l'umiliazione storica non è l'ultima parola.

Domande Frequenti

Perché si parla di «sette doni dello Spirito»?

Per una scelta testuale: il Testo Masoretico elenca sei qualità dello spirito (con «timore del TetraGramma» ripetuto), mentre la LXX scioglie il sesto in due («conoscenza e pietà» + «timore»), ottenendo sette. I «sette doni» della tradizione cristiana derivano dal greco: sviluppo successivo, da distinguere dal senso ebraico (sei).

Il «germoglio di Iesse» è il Messia?

Nel senso storico è la speranza di un re davidico ideale e giusto dopo la devastazione assira (Is 7-10). La lettura messianica si sviluppa nel giudaismo del Secondo Tempio (il gioco rabbinico su nètzer) e quella cristologica nel NT/patristica: ricezioni posteriori, da distinguere dal significato del testo.

Cos'è il «regno pacifico» (lupo e agnello)?

Immagine della restaurazione: dove regna la giustizia del re ideale, la violenza cessa e «la terra è piena della conoscenza del TetraGramma» (v. 9). Culmina nel raduno del resto (sheʾàr) e in un secondo esodo. È speranza storico-restaurativa post-assira, non scenario futuro astratto.

Riferimenti biblici