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La sterile che canta e l'alleanza di pace — Is 54,1-17

La Bibbia come la udirono i primi lettori giudeo-cristiani

Testo parallelo: ebraico masoretico · Septuaginta · lettura ortodossa

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La sterile che canta e l'alleanza di pace — Is 54,1-17

Isaia 54,1-17·MT (OSHB) + LXX·27/37
1
Ebraico (MT)רני עקרה לא ילדה פצחי רנה וצהלי לא חלה כי רבים בני שוממה מבני בעולה אמר יהוה
Septuaginta (LXX)Εὐφράνθητι, στεῖρα ἡ οὐ τίκτουσα, ῥῆξον καὶ βόησον, ἡ οὐκ ὠδίνουσα, ὅτι πολλὰ τὰ τέκνα τῆς ἐρήμου μᾶλλον ἢ τῆς ἐχούσης τὸν ἄνδρα, εἶπεν γὰρ κύριος.
Lettura Ortodossaⓘ che non hai partorito, prorompi in ⓘ ed esulta tu che non hai avuto le doglie, perché ⓘ più che i figli di colei che ha marito, ha detto il TetraGramma.
2
Ebraico (MT)הרחיבי מקום אהלך ויריעות משכנותיך יטו אל תחשכי האריכי מיתריך ויתדתיך חזקי
Septuaginta (LXX)πλάτυνον τὸν τόπον τῆς σκηνῆς σου καὶ τῶν αὐλαιῶν σου, πῆξον, μὴ φείσῃ· μάκρυνον τὰ σχοινίσματά σου καὶ τοὺς πασσάλους σου κατίσχυσον.
Lettura Ortodossaⓘ e si distendano i teli delle tue dimore: non risparmiare; allunga le tue ⓘ e rinsalda i tuoi ⓘ.
3
Ebraico (MT)כי ימין ושמאול תפרצי וזרעך גוים יירש וערים נשמות יושיבו
Septuaginta (LXX)ἔτι εἰς τὰ δεξιὰ καὶ εἰς τὰ ἀριστερὰ ἐκπέτασον, καὶ τὸ σπέρμα σου ἔθνη κληρονομήσει, καὶ πόλεις ἠρημωμένας κατοικιεῖς.
Lettura OrtodossaPerché a destra e a sinistra ⓘ, e la tua discendenza ⓘ e ripopolerà città desolate.
4
Ebraico (MT)אל תיראי כי לא תבושי ואל תכלמי כי לא תחפירי כי בשת עלומיך תשכחי וחרפת אלמנותיך לא תזכרי עוד
Septuaginta (LXX)μὴ φοβοῦ ὅτι κατῃσχύνθης, μηδὲ ἐντραπῇς ὅτι ὠνειδίσθης· ὅτι αἰσχύνην αἰώνιον ἐπιλήσῃ καὶ ὄνειδος τῆς χηρείας σου οὐ μὴ μνησθήσῃ.
Lettura Ortodossaⓘ, perché non sarai svergognata, e non confonderti, perché non arrossirai; ché dimenticherai la vergogna della tua ⓘ e non ricorderai più l'obbrobrio della tua ⓘ.
5
Ebraico (MT)כי בעליך עשיך יהוה צבאות שמו וגאלך קדוש ישראל אלהי כל הארץ יקרא
Septuaginta (LXX)ὅτι κύριος ὁ ποιῶν σε, κύριος σαβαωθ ὄνομα αὐτῷ· καὶ ὁ ῥυσάμενός σε αὐτὸς θεὸς Ισραηλ, πάσῃ τῇ γῇ κληθήσεται.
Lettura OrtodossaPerché tuo sposo è ⓘ, il TetraGramma ⓘ è il suo nome, e il tuo ⓘ è il Santo d'Israele, Dio di tutta la terra sarà chiamato.
6
Ebraico (MT)כי כאשה עזובה ועצובת רוח קראך יהוה ואשת נעורים כי תמאס אמר אלהיך
Septuaginta (LXX)οὐχ ὡς γυναῖκα καταλελειμμένην καὶ ὀλιγόψυχον κέκληκέν σε κύριος οὐδ’ ὡς γυναῖκα ἐκ νεότητος μεμισημένην, εἶπεν ὁ θεός σου·
Lettura OrtodossaPerché come donna ⓘ e afflitta nello spirito ti ha chiamata il TetraGramma, e come sposa della giovinezza quando è ⓘ, ha detto il tuo Dio.
7
Ebraico (MT)ברגע קטן עזבתיך וברחמים גדלים אקבצך
Septuaginta (LXX)χρόνον μικρὸν κατέλιπόν σε καὶ μετὰ ἐλέους μεγάλου ἐλεήσω σε,
Lettura Ortodossaⓘ ti ho abbandonata, ma con grandi ⓘ ti raccoglierò.
8
Ebraico (MT)בשצף קצף הסתרתי פני רגע ממך ובחסד עולם רחמתיך אמר גאלך יהוה
Septuaginta (LXX)ἐν θυμῷ μικρῷ ἀπέστρεψα τὸ πρόσωπόν μου ἀπὸ σοῦ καὶ ἐν ἐλέει αἰωνίῳ ἐλεήσω σε, εἶπεν ὁ ῥυσάμενός σε κύριος.
Lettura OrtodossaIn un ⓘ ho nascosto per un istante il mio volto da te, ma con ⓘ ho avuto compassione di te, ha detto il tuo redentore, il TetraGramma.
9
Ebraico (MT)כי מי נח זאת לי אשר נשבעתי מעבר מי נח עוד על הארץ כן נשבעתי מקצף עליך ומגער בך
Septuaginta (LXX)ἀπὸ τοῦ ὕδατος τοῦ ἐπὶ Νωε τοῦτό μοί ἐστιν· καθότι ὤμοσα αὐτῷ ἐν τῷ χρόνῳ ἐκείνῳ τῇ γῇ μὴ θυμωθήσεσθαι ἐπὶ σοὶ ἔτι μηδὲ ἐν ἀπειλῇ σου
Lettura OrtodossaPerché questo è per me come ⓘ: come giurai che le acque di Noè non avrebbero più sommerso la terra, così giuro di non più adirarmi contro di te né di minacciarti.
10
Ebraico (MT)כי ההרים ימושו והגבעות תמוטנה וחסדי מאתך לא ימוש וברית שלומי לא תמוט אמר מרחמך יהוה
Septuaginta (LXX)τὰ ὄρη μεταστήσεσθαι οὐδὲ οἱ βουνοί σου μετακινηθήσονται, οὕτως οὐδὲ τὸ παρ’ ἐμοῦ σοι ἔλεος ἐκλείψει οὐδὲ ἡ διαθήκη τῆς εἰρήνης σου οὐ μὴ μεταστῇ· εἶπεν γὰρ κύριος Ἵλεώς σοι.
Lettura OrtodossaPoiché i ⓘ si sposteranno e i colli vacilleranno, ma il mio amore non si sposterà da te e l'ⓘ non vacillerà, ha detto colui che ha compassione di te, il TetraGramma.
112
Ebraico (MT)עניה סערה לא נחמה הנה אנכי מרביץ בפוך אבניך ויסדתיך בספירים
Septuaginta (LXX)Ταπεινὴ καὶ ἀκατάστατος, οὐ παρεκλήθης, ἰδοὺ ἐγὼ ἑτοιμάζω σοὶ ἄνθρακα τὸν λίθον σου καὶ τὰ θεμέλιά σου σάπφειρον
Lettura Ortodossaⓘ, non consolata: ecco, io poserò le tue pietre nell'ⓘ e ti fonderò sugli ⓘ.
12
Ebraico (MT)ושמתי כדכד שמשתיך ושעריך לאבני אקדח וכל גבולך לאבני חפץ
Septuaginta (LXX)καὶ θήσω τὰς ἐπάλξεις σου ἴασπιν καὶ τὰς πύλας σου λίθους κρυστάλλου καὶ τὸν περίβολόν σου λίθους ἐκλεκτοὺς
Lettura OrtodossaFarò di ⓘ i tuoi merli, le tue porte di pietre di ⓘ e tutto il tuo recinto di pietre preziose.
133
Ebraico (MT)וכל בניך למודי יהוה ורב שלום בניך
Septuaginta (LXX)καὶ πάντας τοὺς υἱούς σου διδακτοὺς θεοῦ καὶ ἐν πολλῇ εἰρήνῃ τὰ τέκνα σου.
Lettura OrtodossaE tutti i tuoi figli saranno ⓘ, e grande sarà la pace dei tuoi figli.
14
Ebraico (MT)בצדקה תכונני רחקי מעשק כי לא תיראי וממחתה כי לא תקרב אליך
Septuaginta (LXX)καὶ ἐν δικαιοσύνῃ οἰκοδομηθήσῃ· ἀπέχου ἀπὸ ἀδίκου καὶ οὐ φοβηθήσῃ, καὶ τρόμος οὐκ ἐγγιεῖ σοι.
Lettura OrtodossaNella ⓘ sarai stabilita: sii lontana dall'ⓘ perché non avrai da temere, e dal terrore perché non si avvicinerà a te.
15
Ebraico (MT)הן גור יגור אפס מאותי מי גר אתך עליך יפול
Septuaginta (LXX)ἰδοὺ προσήλυτοι προσελεύσονταί σοι δι’ ἐμοῦ καὶ ἐπὶ σὲ καταφεύξονται.
Lettura OrtodossaEcco, se proprio si raduneranno contro di te, non sarà da parte mia; chi si raduna contro di te su di te cadrà.
16
Ebraico (MT)הן הנה אנכי בראתי חרש נפח באש פחם ומוציא כלי למעשהו ואנכי בראתי משחית לחבל
Septuaginta (LXX)ἰδοὺ ἐγὼ κτίζω σε, οὐχ ὡς χαλκεὺς φυσῶν ἄνθρακας καὶ ἐκφέρων σκεῦος εἰς ἔργον· ἐγὼ δὲ ἔκτισά σε οὐκ εἰς ἀπώλειαν φθεῖραι
Lettura OrtodossaEcco, io ho creato il ⓘ che soffia sul fuoco di carboni e trae fuori l'arma per il suo scopo, e io ho creato il ⓘ.
17
Ebraico (MT)כל כלי יוצר עליך לא יצלח וכל לשון תקום אתך למשפט תרשיעי זאת נחלת עבדי יהוה וצדקתם מאתי נאם יהוה
Septuaginta (LXX)πᾶν σκεῦος φθαρτόν. ἐπὶ σὲ οὐκ εὐοδώσω, καὶ πᾶσα φωνὴ ἀναστήσεται ἐπὶ σὲ εἰς κρίσιν· πάντας αὐτοὺς ἡττήσεις, οἱ δὲ ἔνοχοί σου ἔσονται ἐν αὐτῇ. ἔστιν κληρονομία τοῖς θεραπεύουσιν κύριον, καὶ ὑμεῖς ἔσεσθέ μοι δίκαιοι, λέγει κύριος.
Lettura OrtodossaNessun'arma forgiata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si leverà contro di te in giudizio tu la dichiarerai colpevole. Questa è l'ⓘ, e la loro giustizia viene da me, oracolo del TetraGramma.
Approfondimento storico-halakhico

Significato. Il capitolo è un cantico di consolazione rivolto a Sion personificata come donna: prima «sterile» (‘aqarà) e «vedova» (’almenùt), poi sposa riconciliata e madre di una moltitudine. La sezione si articola in tre movimenti: l'invito all'esultanza della sterile feconda (vv. 1-3), la riconciliazione dello sposo che riprende a sé la donna ripudiata (vv. 4-10), la rifondazione della città in gemme e nella giustizia (vv. 11-17). Il fondamento teologico è il duplice titolo del Dio d'Israele come ‘osèh (colui che fa, il Creatore-Sposo) e go’èl (il riscattatore, il parente-vendicatore), e l'irrevocabilità dell'alleanza, garantita per via di giuramento al pari del patto stretto con Noè. La consolazione non è un sentimento ma una struttura giuridica: un patto giurato che «non vacillerà».

Ricostruzione storica

La pericope appartiene alla seconda parte del libro di Isaia (cc. 40-55), il cui orizzonte è l'esilio babilonese e l'imminente ritorno. La «sterile» e la «vedova» traducono in linguaggio nuziale la condizione di Gerusalemme spopolata e privata dei suoi figli durante la deportazione del VI secolo a.C.; l'immagine della tenda da allargare (’òhel, con le sue funi e i suoi picchetti, vv. 2-3) evoca verosimilmente la memoria nomadica dell'accampamento del deserto, riattualizzata come promessa di espansione demografica e territoriale al rientro. Il riferimento al diluvio di Noè (v. 9) colloca la promessa entro la teologia delle alleanze: dopo la catastrofe (l'esilio come «acque»), il giuramento divino di non distruggere più diventa garanzia di stabilità. La menzione del go’èl (v. 5, v. 8) attinge al diritto di famiglia israelitico, in cui il parente più prossimo riscatta la persona o il bene caduto in schiavitù o in debito: Dio assume la funzione del redentore-parente di Sion. Il quadro delle gemme che rifondano la città (vv. 11-12) si inserisce nella tradizione della Gerusalemme escatologica rinnovata.

Note testuali (MT / LXX)

Il testo masoretico e la versione greca dei Settanta divergono in alcuni punti significativi. Al v. 4 il TM legge «la vergogna della tua ‘alumìm» (giovinezza), mentre la LXX rende αἰσχύνην αἰώνιον, «vergogna eterna», riflettendo una diversa vocalizzazione o lettura consonantica. Al v. 8 il TM ha l'espressione enfatica e allitterante shètzef qètzef («traboccare d'ira», una piena impetuosa di sdegno), che la LXX appiattisce in θυμῷ μικρῷ, «in piccola ira», armonizzando con il «breve istante» del v. 7. Ai vv. 11-12 le pietre preziose non corrispondono uno a uno: il TM nomina pukh (antimonio/malta scura), sappirìm (zaffiri), kadkòd (rubino o gemma scintillante) e ’eqdàch (carbonchio fiammeggiante), mentre la LXX ha ἄνθραξ, σάπφειρος, ἴασπις e λίθοι κρυστάλλου, con un diaspro e un cristallo che spostano l'inventario gemmologico. Al v. 15 il TM gùr yagùr («se proprio si raduneranno contro di te») gioca sulla radice gwr, mentre la LXX legge προσήλυτοι, «proseliti», interpretando la radice nel senso di «risiedere come straniero» (ger); ciò genera due letture quasi opposte (assalitori contro accoglienza di stranieri). Il v. 17 nel TM si chiude con la formula «oracolo del TetraGramma» (ne’um), mentre la LXX amplifica con λέγει κύριος.

Ricezione ebraica (liturgia e tradizione rabbinica)

Isaia 54 è la haftarà per la pericope Noach (Genesi 6-11), abbinamento liturgico che la sinagoga stabilisce proprio in forza del v. 9 («come le acque di Noè»): la lettura profetica illumina retroattivamente il racconto del diluvio, leggendolo non come punizione ma come preludio al giuramento di misericordia irrevocabile. La pericope è inoltre l'ultima delle «sette haftarot di consolazione» (shiv‘à de-nechemtà) lette nei sabati che seguono il 9 di Av, secondo l'ordinamento tradizionale del ciclo lezionario; in questo contesto la voce della «sterile» che canta diventa la voce di Gerusalemme consolata dopo la distruzione del Tempio. Il v. 13, «tutti i tuoi figli saranno discepoli del TetraGramma», è divenuto in ambito liturgico ed esegetico un classico locus sull'istruzione divina diretta: il Talmud babilonese, nel trattato Berakhot, applica il versetto giocando sulla vocalizzazione di banàyikh («i tuoi figli») come bonàyikh («i tuoi costruttori»), e fa dei sapienti coloro che accrescono la pace nel mondo (b. Berakhot 64a).

Aggadah

La tradizione midrashica amplifica l'immagine nuziale del capitolo. Il pianto e il canto della «sterile» vengono letti come la dialettica tra l'esilio e la redenzione: la donna che non ha partorito è Sion privata dei figli, e la promessa che «i figli della desolata» supereranno quelli «di colei che ha marito» viene intesa come il sovrabbondare della consolazione finale rispetto alla prosperità passata. Sulle gemme dei vv. 11-12 si sviluppa un filone aggadico secondo cui le pietre della Gerusalemme futura saranno di dimensioni sovrumane, eco di una tradizione che il Talmud (b. Bava Batra 75a) collega alla città ricostruita; la lettura, qui da intendersi come sviluppo omiletico e non come dato storico, fa di Isaia 54 il serbatoio dell'immaginario sulla Gerusalemme di luce. La radice limmudìm del v. 13 («discepoli/ammaestrati») viene connessa, in chiave aggadica, all'idea che nell'età della consolazione l'insegnamento non avverrà più per mediazione umana ma direttamente da Dio, rovesciando la condizione di un popolo che aveva dovuto essere istruito a fatica.

Ricezione neotestamentaria e tipologia

Il v. 1 è citato espressamente da Paolo in Galati 4,27 entro l'allegoria delle due donne (Agar e Sara, le due alleanze): la «sterile» che esulta è la Gerusalemme di lassù, libera e madre dei credenti, contrapposta alla Gerusalemme presente in schiavitù. Il v. 13, «tutti i tuoi figli saranno discepoli del TetraGramma» (LXX διδακτοὺς θεοῦ), è ripreso da Gesù in Giovanni 6,45 («Sta scritto nei profeti: e tutti saranno ammaestrati da Dio»), dove fonda la dottrina dell'attrazione interiore operata dal Padre. L'immagine della città fondata su pietre preziose (vv. 11-12) trova una corrispondenza tipologica nella Gerusalemme celeste di Apocalisse 21,18-21, descritta con fondamenta di gemme e porte di perle; il legame, qui proposto come accostamento tipologico e non come citazione formale, mostra come il linguaggio di Isaia 54 sia confluito nell'escatologia neotestamentaria. Anche la promessa che «nessun'arma forgiata contro di te avrà successo» (v. 17) risuona verosimilmente nel linguaggio paolino dell'invincibilità di chi è in alleanza con Dio (cfr. il tono di Romani 8,31-39), pur senza citazione diretta.

Radici tannaitiche

Per la spina tannaitica si può addurre la Mekhilta de-Rabbi Yishmael, il commentario halakhico-aggadico all'Esodo della scuola tannaitica: nel trattato Shirata (il commento al cantico del mare di Es 15), l'esposizione sulla relazione sponsale tra Dio e Israele attinge al medesimo bacino di immagini nuziali di cui Isaia 54 è una delle fonti profetiche, leggendo l'amore di patto come legame coniugale indissolubile. Si tratta di un accostamento tematico tannaitico, da intendersi come orizzonte esegetico e non come glossa puntuale al versetto. Per un riscontro più diretto sul v. 13, il dictum tannaitico-amoraico conservato in b. Berakhot 64a (la lettura bonàyikh, «i tuoi costruttori», per banàyikh, «i tuoi figli», con l'elogio dei sapienti che «accrescono la pace») resta la ricezione classica e verificabile del passo.

Osservanza e liturgia

L'uso liturgico della pericope è duplice e ben attestato: come haftarà di Noach per il nesso esplicito con il giuramento del diluvio, e come ultima delle sette consolazioni post-9-di-Av. In entrambi i contesti la lettura plasma l'esperienza comunitaria del lutto e della consolazione: dopo la commemorazione della distruzione, la voce della «sterile» che canta restituisce alla comunità la promessa dell'alleanza di pace (berìt shalòm) che «non vacillerà». Sul piano dell'osservanza, il capitolo nutre la tematica della nechamà (consolazione) e dell'attesa della Gerusalemme ricostruita, che ricorre nelle benedizioni e nelle preghiere quotidiane (così la richiesta «riedifica Gerusalemme» nella ‘Amidà e nella benedizione dopo il pasto). Il v. 13 sui «discepoli del TetraGramma» fonda inoltre il valore religioso supremo attribuito allo studio e all'insegnamento, e la chiusa sull'«eredità dei servi» (v. 17) sigilla la sicurezza di chi vive nella giustizia del patto.

Domande Frequenti

Chi è la 'sterile' che deve rallegrarsi?

Sion-sposa, prima sterile e vedova (l'esilio), ora resa feconda. Paolo cita Is 54,1 in Gal 4,27 applicandolo alla Gerusalemme di lassù, libera e madre. L'immagine della tenda allargata indica l'espansione del popolo, aperta anche ai proseliti (gerìm).

Cos'è l'alleanza di pace del v. 10?

La berìt shalòm: un patto irrevocabile, garantito dall'analogia col giuramento a Noè (Gn 9, mai più il diluvio). 'I monti si spostino, ma la mia misericordia non verrà meno': è eco di Ez 37,26. La consolazione si fonda sulla fedeltà immutabile di Dio (chèsed olàm).

Riferimenti biblici