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Nuova Alleanza

Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa

368 pericopi

La tassa a Cesare

Mc 12,13-17·NA28·63/96·// Mt 22,15-22·Lc 20,20-26
δηνάριον=denario (immagine di Tiberio)דִּינָר dinarεἰκών... ἐπιγραφή=immagine e iscrizione (tzelem)צֶלֶם tzelemτὰ Καίσαρος Καίσαρι=le cose di Cesare (sfere di appartenenza)τὰ τοῦ θεοῦ τῷ θεῷ=le cose di Dio (tselem Elohim Gn 1,27)צֶלֶם אֱלֹהִים tselem Elohimὑπόκρισιν=ipocrisia (tzevi'ut)צְבִיעוּת tzevi'utἐξεθαύμαζον=si meravigliavano grandemente
XXIX domenica T.O. — anno A (parallelo Mt)
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
13
Καὶ ἀποστέλλουσιν πρὸς αὐτὸν τινὰς τῶν Φαρισαίων καὶ τῶν Ἡρῳδιανῶν, ἵνα αὐτὸν ἀγρεύσωσιν λόγῳ.
Gli mandarono alcuni farisei e alcuni erodiani per coglierlo in fallo nelle sue parole.
E inviano a lui alcuni dei Perushim e degli Erodiani — alleanza anomala, già documentata in Mc 3,6 — per intrappolare Ieshu nelle sue stesse parole, per catturarlo nel discorso.
14
οἱ δὲ ἐλθόντες λέγουσιν αὐτῷ· Διδάσκαλε, οἴδαμεν ὅτι ἀληθὴς εἶ καὶ οὐ μέλει σοι περὶ οὐδενός· οὐ γὰρ βλέπεις εἰς πρόσωπον ἀνθρώπων, ἀλλ' ἐπ' ἀληθείας τὴν ὁδὸν τοῦ Θεοῦ διδάσκεις. ἔξεστι κῆνσον Καίσαρι δοῦναι ἢ οὔ; δῶμεν ἢ μὴ δῶμεν;
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
E venuti gli dicono: «Maestro, sappiamo che sei verace, che sei uomo di verità, e non ti preoccupi di nessuno; non guardi in faccia agli uomini, non mostri parzialità nel giudizio come proibito dalla Torah — poiché sta scritto: non porterai la faccia di alcuno nel giudizio — ma insegni la via del TetraGramma secondo verità. È lecito dare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo?»
15
ὁ δὲ εἰδὼς αὐτῶν τὴν ὑπόκρισιν εἶπεν αὐτοῖς· Τί με πειράζετε; φέρετέ μοι δηνάριον ἵνα ἴδω.
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo».
Ma Ieshu, conoscendo la loro ipocrisia, la loro dissimulazione, disse loro: «Perché mi tentate? Portatemi un denario perché io lo veda
16
οἱ δὲ ἤνεγκαν. καὶ λέγει αὐτοῖς· Τίνος ἡ εἰκὼν αὕτη καὶ ἡ ἐπιγραφή; οἱ δὲ εἶπον αὐτῷ· Καίσαρος.
Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Ed essi glielo portarono. E Ieshu dice loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?» — l'immagine scolpita e le parole incise sulla moneta. Essi gli risposero: «Di Cesare
17
καὶ ἀποκριθεὶς ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτοῖς· Ἀπόδοτε τὰ Καίσαρος Καίσαρι, καὶ τὰ τοῦ Θεοῦ τῷ Θεῷ. Καὶ ἐθαύμαζον ἐπ᾽ αὐτῷ.
Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. E rimasero ammirati di lui.
Allora Ieshu disse loro: «Rendete dunque le cose che appartengono a Cesare a Cesare, e le cose che appartengono a Dio restituitele a Dio» — rivelando il principio della distinzione delle sfere di appartenenza: la moneta porta l'immagine scolpita di Cesare, quindi restituiscila a colui di cui porta l'impronta; ma l'essere umano porta l'immagine di Dio stesso, come sta scritto: a immagine di Dio lo creò — quindi restituisci te stesso interamente a Lui. Il ragionamento procede dal minore al maggiore: se la moneta che porta l'immagine del re terreno gli appartiene e deve essergli resa, quanto più l'uomo che porta l'immagine del Re dei re appartiene completamente a Dio e deve restituirsi a Lui. Non è separazione tra sacro e profano, ma subordinazione gerarchica assoluta: ciò che è di Cesare è relativo e limitato, ciò che è di Dio è assoluto e totale. E si meravigliavano grandemente di lui.

Riferimenti biblici