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Nuova Alleanza

Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa

368 pericopi

Rinnegamento di Pietro

Mc 14,66-72·NA28·89/96·// Mt 26,69-75·Lc 22,56-62·Gv 18,17-27
ἠρνήσατο=negò (kikhesh — rinnegamento)כִּחֵשׁ kikheshΓαλιλαῖος=Galileo (dialetto — b.Eruvin 53b)גָּלִילִי Galiliἀναθεματίζειν καὶ ὀμνύναι=imprecare e giurare (kallel u-hashba')לְקַלֵּל וּלְהִשָּׁבַעδὶς ἀλέκτωρ ἐφώνησεν=gallo due volte (peculiarità marciana)ἀνεμνήσθη=ricordò (zikaron — inizio teshuvah)זִכָּרוֹן zikaronἐπέκλαιεν=piangeva (teshuvah — Ger 31,18-19)
Venerdì Santo — Passione
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
66-72
66 Καὶ ὄντος τοῦ Πέτρου ἐν τῇ αὐλῇ κάτω, ἔρχεται μία τῶν παιδισκῶν τοῦ ἀρχιερέως, καὶ ἰδοῦσα τὸν Πέτρον θερμαινόμενον ἐμβλέψασα αὐτῷ λέγει· Καὶ σὺ μετὰ τοῦ Ναζαρηνοῦ Ἰησοῦ ἦσθα. Ὁ δὲ ἠρνήσατο λέγων· Οὔτε οἶδα οὔτε ἐπίσταμαι σὺ τί λέγεις· καὶ ἐξῆλθεν ἔξω εἰς τὸ προαύλιον· καὶ ἀλέκτωρ ἐφώνησεν. Καὶ ἡ παιδίσκη ἰδοῦσα αὐτὸν πάλιν ἤρξατο λέγειν τοῖς παρεστῶσιν· Οὗτος ἐξ αὐτῶν ἐστίν. Ὁ δὲ πάλιν ἠρνεῖτο. Καὶ μετ᾽ ὀλίγον πάλιν οἱ παρεστῶτες ἔλεγον τῷ Πέτρῳ· Ἀληθῶς ἐξ αὐτῶν εἶ· καὶ γὰρ Γαλιλαῖος εἶ. Ὁ δὲ ἤρξατο ἀναθεματίζειν καὶ ὀμνύειν ὅτι· Οὐκ οἶδα τὸν ἄνθρωπον τοῦτον ὃν λέγετε. Καὶ ἐκ δευτέρου ἀλέκτωρ ἐφώνησεν. Καὶ ἀνεμνήσθη ὁ Πέτρος τὸ ῥῆμα ὡς εἶπεν αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς· ὅτι Πρὶν ἀλέκτορα φωνῆσαι δὶς, ἀπαρνήσῃ με τρὶς. Καὶ ἐπιβαλὼν ἔκλαιεν.
66 Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; vedendolo scaldarsi, lo guardò e disse: "Anche tu eri con Gesù, il Nazareno". Ma egli negò dicendo: "Non so e non capisco che cosa dici". Uscì fuori nel vestibolo e un gallo cantò. La serva lo vide e ricominciò a dire ai presenti: "Costui è uno di loro". Ma egli negava ancora. Dopo un poco, anche i presenti dicevano a Pietro: "Sicuramente tu sei uno di loro, infatti sei Galileo". Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo che voi dite". E subito per la seconda volta un gallo cantò. Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: "Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte". E scoppiò in pianto.
66 E mentre Pietro era in basso nel cortile — nel cortile interno del palazzo del sommo sacerdote, mentre il processo si svolgeva al piano superiore — viene una delle serve del sommo sacerdote 67 e, veduto Pietro che si scaldava, lo guarda fisso e dice: «Anche tu eri con il Natzrateo Ieshu, il Nazareno.» 68 Ma egli negò, rifiutando ogni legame, dicendo: «Non so né capisco cosa dici»; e uscì fuori nel vestibolo; e il gallo cantò. 69 E la serva, vedutolo di nuovo, cominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di quelli, dei seguaci.» 70 Ma di nuovo egli negò. E poco dopo, di nuovo, i presenti dicevano a Pietro: «Certamente sei uno di quelli: sei anche Galileo» — il dialetto galileo dell'aramaico lo tradiva, perché i Galilei confondevano le gutturali nel parlare, rivelando la loro origine! 71 Egli allora cominciò a imprecare e a giurare solennemente, chiamando su di sé la maledizione: «Non conosco quest'uomo di cui parlate.» 72 E subito per la seconda volta cantò il gallo — Marco solo registra il dettaglio delle due volte, secondo la predizione precisa di Ieshu — e Pietro ricordò la parola che Ieshu gli aveva detto, quel ricordo che porta alla conversione, al ritorno, e pianse amaro, con il pianto continuo di chi ha rinnegato, il pianto del pentimento autentico che spezza il cuore.

Riferimenti biblici