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Nuova Alleanza
Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa
368 pericopi
Guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata
Mc 3,1-6·NA28·15/96·// Mt 12,9-14·Lc 6,6-11
παρετήρουν=lo osservavano (tzaftan ostile)ψυχὴν σῶσαι ἢ ἀποκτεῖναι=salvare o uccidere (pikuach nefesh)פִּקּוּחַ נֶפֶשׁ pikuach nefeshπωρώσει τῆς καρδίας=durezza del cuore (timtum ha-lev Is 6,10)טִמְטוּם הַלֵּב timtum ha-levἩρῳδιανῶν=Erodiani (alleanza anomala)συμβούλιον=consiglio per ucciderlo (etzah)עֵצָה etzahἐξηραμμένην χεῖρα=mano inariditaיָד יְבֵשָׁה yad yeveshah
Lunedì II settimana T.O. (anno II)
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
1
Καὶ εἰσῆλθε πάλιν εἰς τὴν συναγωγήν, καὶ ἦν ἐκεῖ ἄνθρωπος ἐξηραμμένην ἔχων τὴν χεῖρα.
Entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata,
Ed entrò di nuovo nella sinagoga, e là si trovava un uomo che aveva la mano inaridita, secca e inutile.
2
καὶ παρετήρουν αὐτὸν εἰ τοῖς σάββασι θεραπεύσει αὐτόν, ἵνα κατηγορήσωσιν αὐτοῦ.
e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
E lo osservavano con ostilità — lo sorvegliavano come accusatori in agguato — per vedere se di Sabato lo avrebbe guarito, e così accusarlo davanti al tribunale: secondo la halakhah prevalente, guarire una condizione non urgente di Sabato era proibito, poiché il principio del pikuach nefesh, che sospende lo Shabbat per salvare una vita in pericolo, non si applicava a una mano inaridita.
3
καὶ λέγει τῷ ἀνθρώπῳ τῷ ἐξηραμμένην ἔχοντι τὴν χεῖρα, Ἔγειρε εἰς τὸ μέσον.
Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!».
E dice all'uomo che aveva la mano secca: «Alzati e mettiti nel mezzo, dove tutti possano vedere.»
4
καὶ λέγει αὐτοῖς, Ἔξεστι τοῖς σάββασιν ἀγαθοποιῆσαι, ἢ κακοποιῆσαι; ψυχὴν σῶσαι, ἢ ἀποκτεῖναι; Οἱ δὲ ἐσιώπων.
Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano.
E dice loro: «È lecito di Sabato fare il bene o fare il male, salvare una vita o uccidere?» Ieshu riformula la questione halakhica: il non-fare il bene quando si può è già in sé stesso fare il male; l'astenersi dal salvare equivale a uccidere. Essi tacevano, incapaci di rispondere senza ammettere che il bene è sempre lecito.
5
καὶ περιβλεψάμενος αὐτοὺς μετ' ὀργῆς, συλλυπούμενος ἐπὶ τῇ πωρώσει τῆς καρδίας αὐτῶν, λέγει τῷ ἀνθρώπῳ, Ἔκτεινον τὴν χεῖρά σου. καὶ ἐξέτεινε, καὶ ἀποκατεστάθη ἡ χεὶρ αὐτοῦ ὑγιὴς ὡς ἡ ἄλλη.
E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E guardatili attorno con ira, profondamente addolorato per l'ottundimento del loro cuore — per la durezza che impedisce loro di vedere — dice all'uomo: «Stendi la mano.» E quegli la stese, e la sua mano fu restituita, guarita e integra.
6
καὶ ἐξελθόντες οἱ Φαρισαῖοι εὐθέως μετὰ τῶν Ἡρωδιανῶν συμβούλιον ἐποίουν κατ' αὐτοῦ, ὅπως αὐτὸν ἀπολέσωσι.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
E usciti, i Perushim subito tennero consiglio con gli Erodiani — un'alleanza politica anomala, poiché Perushim e corte erodiana erano nemici — contro di lui, per farlo morire.