Torna alle Fonti
Nuova Alleanza
Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa
368 pericopi
Crocifissione e morte di Gesù
Mc 15,21-41·NA28·87/96·// Mt 27,32-56·Lc 23,26-49·Gv 19,17-37
ἀγγαρεύουσιν=arruolano (lavoro forzato romano)οἶνον ἐσμυρνισμένον=vino mirrato (b.Sanhedrin 43a)λῃστάς=ribelli politici (vs ladri)Ἐλωΐ Ἐλωΐ=Dio mio Dio mio (Sal 22,2 aramaico)καταπέτασμα=velo del Tempio (parokhet)פָּרֹכֶת parokhetἐξέπνευσεν=spirò (vs Gv parédōken volontario)
Domenica delle Palme — anno B (Passione)
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
21-41
21 Καὶ ἀγγαρεύουσιν παράγοντά τινα Σίμωνα Κυρηναῖον, ἐρχόμενον ἀπὸ ἀγροῦ, τὸν πατέρα Ἀλεξάνδρου καὶ Ῥούφου, ἵνα ἄρῃ τὸν σταυρὸν αὐτοῦ. Καὶ φέρουσιν αὐτὸν ἐπὶ Γολγοθᾶ τόπον, ὅ ἐστιν μεθερμηνευόμενον Κρανίου Τόπος. Καὶ ἐδίδουν αὐτῷ πιεῖν οἶνον ἐσμυρνισμένον· ὁ δὲ οὐκ ἔλαβεν. Καὶ σταυρώσαντες αὐτὸν, διαμερίζονται τὰ ἱμάτια αὐτοῦ βάλλοντες κλῆρον ἐπ᾽ αὐτὰ τίς τί ἄρῃ. ἦν δὲ ὥρα τρίτη καὶ ἐσταύρωσαν αὐτόν. Καὶ ἦν ἡ ἐπιγραφή τῆς αἰτίας αὐτοῦ ἐπιγεγραμμένη· Ὁ Βασιλεὺς Τῶν Ἰουδαίων. Καὶ σὺν αὐτῷ σταυροῦσιν δύο λῃστάς, ἕνα ἐκ δεξιῶν καὶ ἕνα ἐξ εὐωνύμων αὐτοῦ. Καὶ ἐπληρώθη ἡ γραφὴ ἡ λέγουσα· Καὶ μετὰ ἀνόμων ἐλογίσθη. Καὶ οἱ παραπορευόμενοι ἐβλασφήμουν αὐτὸν κινοῦντες τὰς κεφαλὰς αὐτῶν καὶ λέγοντες· Οὐά, ὁ καταλύων τὸν ναὸν καὶ ἐν τρισὶν ἡμέραις οἰκοδομῶν, σῶσον σεαυτόν, καταβὰς ἀπὸ τοῦ σταυροῦ. Ὁμοίως καὶ οἱ ἀρχιερεῖς ἐμπαίζοντες πρὸς ἀλλήλους μετὰ τῶν γραμματέων ἔλεγον· Ἄλλους ἔσωσεν, ἑαυτὸν οὐ δύναται σῶσαι. Ὁ Χριστὸς ὁ βασιλεὺς τοῦ Ἰσραὴλ καταβάτω νῦν ἀπὸ τοῦ σταυροῦ, ἵνα ἴδωμεν καὶ πιστεύσωμεν. Καὶ οἱ συνεσταυρωμένοι σὺν αὐτῷ ὠνείδιζον αὐτόν. Γενομένης δὲ ὥρας ἕκτης σκότος ἐγένετο ἐφ᾽ ὅλην τὴν γῆν ἕως ὥρας ἐνάτης. Καὶ τῇ ὥρᾳ τῇ ἐνάτῃ ἐβόησεν ὁ Ἰησοῦς φωνῇ μεγάλῃ· Ἐλωΐ Ἐλωΐ, λεμὰ σαβαχθανί; ὅ ἐστιν μεθερμηνευόμενον· Ὁ Θεός μου, ὁ Θεός μου, εἰς τί ἐγκατέλιπές με; Καί τινες τῶν παρεστηκότων ἀκούσαντες ἔλεγον· Ἴδε, Ἠλίαν φωνεῖ. Δραμὼν δέ τις καὶ γεμίσας σπόγγον ὄξους περιθεὶς καλάμῳ ἐπότιζεν αὐτόν λέγων· Ἄφετε ἴδωμεν εἰ ἔρχεται Ἠλίας καθελεῖν αὐτόν. Ὁ δὲ Ἰησοῦς ἀφεὶς φωνὴν μεγάλην ἐξέπνευσεν. Καὶ τὸ καταπέτασμα τοῦ ναοῦ ἐσχίσθη εἰς δύο ἀπ᾽ ἄνωθεν ἕως κάτω. Ἰδὼν δὲ ὁ κεντυρίων ὁ παρεστηκὼς ἐξ ἐναντίας αὐτοῦ ὅτι οὕτως ἐξέπνευσεν εἶπεν· Ἀληθῶς ὁ ἄνθρωπος οὗτος υἱὸς Θεοῦ ἦν. Ἦσαν δὲ καὶ γυναῖκες ἀπὸ μακρόθεν θεωροῦσαι, ἐν αἷς καὶ Μαρία ἡ Μαγδαληνή, καὶ Μαρία ἡ τοῦ Ἰακώβου τοῦ μικροῦ καὶ Ἰωσῆ μήτηρ, καὶ Σαλώμη, αἳ καὶ ὅτε ἦν ἐν τῇ Γαλιλαίᾳ ἠκολούθουν αὐτῷ καὶ διηκόνουν αὐτῷ, καὶ ἄλλαι πολλαὶ αἳ συναναβᾶσαι αὐτῷ εἰς Ἱεροσόλυμα.
21 Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo, che tornava dai campi. Condussero Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del Cranio. Gli offrivano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ciascuno avrebbe preso. Era l'ora terza quando lo crocifissero. L'iscrizione con il motivo della sua condanna diceva: "Il re dei Giudei". Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Così si compì la Scrittura che dice: "E fu annoverato tra i malfattori". Quelli che passavano lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: "Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!". Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, lo deridevano tra loro dicendo: "Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo". Anche quelli che erano crocifissi con lui lo insultavano. Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò a gran voce: "Eloì, Eloì, lemà sabactàni?", che significa: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: "Ecco, chiama Elia!". Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere". Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso. Allora il centurione, che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!". Vi erano anche alcune donne che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il Minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e lo servivano quando era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
21 E arruolano — costringono al lavoro forzato — un certo Shim'on di Cirene, della grande comunità ebraica della Cirenaica nordafricana, padre di Alessandro e Rufo — i due figli già noti alla comunità romana marciana —, perché portasse la sua croce, il patibulum. 22 E lo conducono al Gulgota, il luogo del Cranio (dall'aramaico *gulgolet*). 23 E gli davano da bere vino mirrato, la bevanda anestetica che le donne pie di Gerusalemme offrivano per pietà ai condannati a morte, secondo la pietosa consuetudine halakhica; ma egli non lo prese — Ieshu rifiuta l'anestetico, accettando la sofferenza piena. 24 E lo crocifissero e dividevano le sue vesti gettando le sorti su di esse. 25 Era l'ora terza — circa le nove del mattino. 26 E vi era l'iscrizione della causa, il *titulus* romano della condanna: «Il Re dei Giudei». 27 E con lui crocifissero due ladroni — *lestes*, ribelli politici zeloti —, uno a destra e uno a sinistra. 28 [[Variante tarda aggiunge: «e si compì la Scrittura: fu annoverato fra gli iniqui».]] 29 E i passanti lo bestemmiavano scuotendo il capo — secondo la Scrittura — e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il santuario e in tre giorni lo riedifichi, 30 salva te stesso scendendo dalla croce!» 31 Allo stesso modo anche i sommi sacerdoti dell'aristocrazia sadducea, deridendolo tra di loro con gli scribi, dicevano: «Altri salvò, se stesso non può salvare: 32 il Messia — il Mashiach, l'Unto — il Re di Israele scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!» E quelli crocifissi con lui lo ingiuriavano. 33 Venuta l'ora sesta — il mezzogiorno —, tenebra si fece su tutta la terra fino all'ora nona — le tre del pomeriggio, l'ora del tamid, il sacrificio perpetuo serale del Tempio. 34 E all'ora nona gridò Ieshu a gran voce: «Eloí Eloí, lemà sabachthanì?» — che tradotto è: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» — invocazione dell'incipit del Salmo ventuno, che secondo la prassi rabbinica richiama il Salmo intero, dalla sofferenza del giusto fino alla gloria del TetraGramma. 35 E alcuni dei presenti udendo dicevano: «Ecco, chiama Eliyahu» — confusione per l'assonanza aramaica tra *Eli* e *Eliyahu*. 36 Correndo uno e riempita una spugna di aceto — il *posca* — la pose su una canna, gli dava da bere dicendo: «Lasciate, vediamo se viene Eliyahu a deporlo.» 37 Ma Ieshu, emesso un grande grido — ultima tefillah —, spirò — esalò il pneuma. 38 E il velo del santuario — il *parokhet* che separava il Santo dal Santo dei Santi, l'accesso ristretto prescritto dalla Torah — si squarciò in due dall'alto in basso — la direzione che documenta l'agente celeste: è Dio stesso che apre l'accesso al *kodesh ha-kodashim*. 39 Vedendo allora il centurione che gli stava di fronte come così spirò, disse: «Veramente costui era figlio di Dio». 40 Erano anche donne da lontano contemplanti, tra le quali Miryam la Maghdalit, e Miryam la madre di Ya'aqov il piccolo — il minore — e di Yosi, e Salome, 41 che, quando era in Galilea, lo seguivano e gli servivano con la diakonia halakhica delle discepole-finanziatrici, e molte altre che con lui erano salite a Yerushalayim.