Torna alle Fonti

Nuova Alleanza

Testo parallelo dei Vangeli: Septuaginta (greco) · traduzione · lettura ortodossa

368 pericopi

I sette "guai"

Mt 23,13-36·NA28·113/135·// Lc 11,39-52
οὐαὶ ὑμῖν=guai a voi (sheva' oyot — Is 5,8)אוֹי oyπροσήλυτον=proselito (ger tzedeq Yevamot 47)גֵּר צֶדֶק ger tzedeqκρίσιν/ἔλεος/πίστιν=giudizio/misericordia/fede (Mi 6,8)מִשְׁפָּט חֶסֶד mishpat chesedκώνωπα/κάμηλον=moscerino/cammello (Lv 11 impuri)τάφοις κεκονιαμένοις=sepolcri imbiancati (Shekalim 1,1)קְבָרִים מְסֻיָּדִיםἍβελ... Ζαχαρίου=Hevel-Zecharyah (Gn 4,8 / 2Cr 24,20)
Lunedì XXI settimana T.O. (anno II)
Vers.
Septuaginta
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
13
Οὐαὶ δὲ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι κλείετε τὴν βασιλείαν τῶν οὐρανῶν ἔμπροσθεν τῶν ἀνθρώπων· ὑμεῖς γὰρ οὐκ εἰσέρχεσθε, οὐδὲ τοὺς εἰσερχομένους ἀφίετε εἰσελθεῖν.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi e non lasciate entrare nemmeno quelli che lo vorrebbero.
«Guai a voi, scribi e Perushim ipocriti, empi che simulate la pietà! Questo è il guai sevenario, la serie dei sette «guai» secondo la struttura retorica dei profeti, eco dei «guai» di Isaia e Abacuc, perché chiudete il Regno dei Cieli davanti agli uomini: voi stessi non entrate, né lasciate entrare coloro che vorrebbero entrare.
14
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι κατεσθίετε τὰς οἰκίας τῶν χηρῶν, καὶ προφάσει μακρὰ προσευχόμενοι· διὰ τοῦτο λήψεσθε περισσότερον κρίμα.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che divorate le case delle vedove e per pretesto fate lunghe preghiere; perciò riceverete una condanna più severa.
15
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι περιάγετε τὴν θάλασσαν καὶ τὴν ξηρὰν ποιῆσαι ἕνα προσήλυτον, καὶ ὅταν γένηται, ποιεῖτε αὐτὸν υἱὸν γεέννης διπλότερον ὑμῶν.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, perché percorrete il mare e la terra arida per fare un solo proselito, un convertito che entra nell'alleanza con la procedura della conversione rituale, e quando lo è divenuto lo fate figlio della Gehenna doppiamente più di voi.
16
Οὐαὶ ὑμῖν, ὁδηγοὶ τυφλοὶ οἱ λέγοντες· Ὃς ἂν ὀμόσῃ ἐν τῷ ναῷ, οὐδέν ἐστιν, ὃς δ' ἂν ὀμόσῃ ἐν τῷ χρυσῷ τοῦ ναοῦ ὀφείλει.
Guai a voi, guide cieche, che dite: 'Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato'.
Guai a voi, guide cieche, che insegnate: «Chi giura per il santuario non è nulla, ma chi giura per l'oro del santuario è obbligato dal suo voto» — questa è casistica halakhica sui giuramenti, materia delle dispute sui voti, ma criticata da Ieshu come inversione delle priorità nel ragionamento.
17
μωροὶ καὶ τυφλοί, τίς γὰρ μείζων ἐστίν, ὁ χρυσὸς ἢ ὁ ναὸς ὁ ἁγιάσας τὸν χρυσόν;
Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?
Stolti e ciechi: cosa è maggiore, l'oro oppure il santuario che santifica l'oro secondo il principio che il luogo santo trasmette la propria santità a ciò che contiene?
18
καί· Ὃς ἂν ὀμόσῃ ἐν τῷ θυσιαστηρίῳ, οὐδέν ἐστιν, ὃς δ' ἂν ὀμόσῃ ἐν τῷ δώρῳ τῷ ἐπάνω αὐτοῦ ὀφείλει.
E dite ancora: 'Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato'.
E dite: «Chi giura per l'altare non è nulla, ma chi giura per l'offerta che sta sopra di esso è obbligato.»
19
τυφλοί, τί γὰρ μεῖζον, τὸ δῶρον ἢ τὸ θυσιαστήριον τὸ ἁγιάζον τὸ δῶρον;
Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta?
Ciechi: cosa è maggiore, l'offerta oppure l'altare che santifica l'offerta secondo la Torah che comanda che tutto ciò che tocca l'altare sia santo?
20
ὁ οὖν ὀμόσας ἐν τῷ θυσιαστηρίῳ ὀμνύει ἐν αὐτῷ καὶ ἐν πᾶσι τοῖς ἐπάνω αὐτοῦ·
Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra;
Chi dunque giura per l'altare giura per esso e per tutto ciò che vi sta sopra;
21
καὶ ὁ ὀμόσας ἐν τῷ ναῷ ὀμνύει ἐν αὐτῷ καὶ ἐν τῷ κατοικοῦντι αὐτόν·
e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita.
e chi giura per il santuario giura per esso e per colui che lo abita, la Shekhinah, la Presenza divina che dimora nel luogo santissimo;
22
καὶ ὁ ὀμόσας ἐν τῷ οὐρανῷ ὀμνύει ἐν τῷ θρόνῳ τοῦ θεοῦ καὶ ἐν τῷ καθημένῳ ἐπάνω αὐτοῦ.
E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
e chi giura per il cielo giura per il trono di Dio e per colui che vi siede sopra, secondo la parola del profeta: «I cieli sono il mio trono».
23
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι ἀποδεκατοῦτε τὸ ἡδύοσμον καὶ τὸ ἄνηθον καὶ τὸ κύμινον, καὶ ἀφήκατε τὰ βαρύτερα τοῦ νόμου, τὴν κρίσιν καὶ τὸ ἔλεος καὶ τὴν πίστιν· ταῦτα δὲ ἔδει ποιῆσαι κἀκεῖνα μὴ ἀφιέναι.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull'anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.
Guai a voi, perché prelevate la decima della menta, dell'aneto e del cumino — la decima perfino delle erbe minime secondo le prescrizioni delle decime sulle erbe — e però trascurate le cose più pesanti della Torah, i comandamenti più gravi: il giudizio, la misericordia e la fedeltà — il giudizio retto, la fedeltà d'amore di patto, la fedeltà all'alleanza, secondo la parola del profeta Michea: «Praticare il giudizio e amare la fedeltà». Queste cose bisognava fare senza tralasciare quelle altre» — Ieshu non abolisce** la decima minore: la conferma e la subordina ai principi maggiori, secondo la gerarchia dei comandamenti dalla cosa più lieve alla più grave.
24
ὁδηγοὶ τυφλοί, οἱ διϋλίζοντες τὸν κώνωπα τὴν δὲ κάμηλον καταπίνοντες.
Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guide cieche, che filtrate via l'insetto minuscolo, il moscerino impuro che potrebbe cadere nel vino per non ingerirlo secondo la purità, e inghiottite il cammello — l'animale impuro per eccellenza: l'iperbole dell'incoerenza halakhica.
25
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι καθαρίζετε τὸ ἔξωθεν τοῦ ποτηρίου καὶ τῆς παροψίδος, ἔσωθεν δὲ γέμουσιν ἐξ ἁρπαγῆς καὶ ἀκρασίας.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma all'interno sono pieni di avidità e d'intemperanza.
Guai a voi, perché pulite l'esterno del calice e del piatto, ma l'interno è pieno di rapina e intemperanza — questa è la controversia halakhica sulla impurità rituale dei vasi, se si contragga dall'esterno o dall'interno, materia delle dispute tra le scuole sulla coppa e la purificazione.
26
Φαρισαῖε τυφλέ, καθάρισον πρῶτον τὸ ἐντὸς τοῦ ποτηρίου, ἵνα γένηται καὶ τὸ ἐκτὸς αὐτοῦ καθαρόν.
Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi pulito!
Fariseo cieco, purifica prima l'interno del calice, affinché diventi puro anche l'esterno.
27
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι παρομοιάζετε τάφοις κεκονιαμένοις, οἵτινες ἔξωθεν μὲν φαίνονται ὡραῖοι ἔσωθεν δὲ γέμουσιν ὀστέων νεκρῶν καὶ πάσης ἀκαθαρσίας.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume.
Guai a voi, perché siete simili a sepolcri imbiancati con calce — i sepolcri segnati con calce bianca che la halakhah prescrive di imbiancare il quindici del mese di Adar perché siano visibili ed evitati, poiché l'impurità del morto contagia per contatto e sovrastanza secondo la Torah: all'esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni impurità.
28
οὕτως καὶ ὑμεῖς ἔξωθεν μὲν φαίνεσθε τοῖς ἀνθρώποις δίκαιοι, ἔσωθεν δέ ἐστε μεστοὶ ὑποκρίσεως καὶ ἀνομίας.
Così anche voi: all'esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Così anche voi: all'esterno apparite giusti agli occhi degli uomini, ma dentro siete pieni di ipocrisia e illegalità, di empietà e violazione della Torah.
29
Οὐαὶ ὑμῖν, γραμματεῖς καὶ Φαρισαῖοι ὑποκριταί, ὅτι οἰκοδομεῖτε τοὺς τάφους τῶν προφητῶν καὶ κοσμεῖτε τὰ μνημεῖα τῶν δικαίων,
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti,
Guai a voi, perché costruite i sepolcri dei profeti e ornate i monumenti dei giusti — la pietà verso le tombe dei profeti e dei giusti —
30
καὶ λέγετε· Εἰ ἤμεθα ἐν ταῖς ἡμέραις τῶν πατέρων ἡμῶν, οὐκ ἂν ἤμεθα αὐτῶν κοινωνοὶ ἐν τῷ αἵματι τῶν προφητῶν.
e dite: 'Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti'.
e dite: «Se fossimo vissuti nei giorni dei nostri padri non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti.»
31
ὥστε μαρτυρεῖτε ἑαυτοῖς ὅτι υἱοί ἐστε τῶν φονευσάντων τοὺς προφήτας.
Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti.
Così testimoniate contro voi stessi di essere figli di coloro che uccisero i profeti — voi appartenete alla categoria di coloro che uccisero i profeti, categoria del profeticidio ereditario.
32
καὶ ὑμεῖς πληρώσατε τὸ μέτρον τῶν πατέρων ὑμῶν.
Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri.
E voi colmate la misura dei vostri padri — riempite la misura del giudizio fino all'orlo, la misura che si completa secondo il completamento della colpa.
33
ὄφεις γεννήματα ἐχιδνῶν, πῶς φύγητε ἀπὸ τῆς κρίσεως τῆς γεέννης;
Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?
Serpenti, generazione di vipere, come sfuggirete alla condanna della Gehenna?
34
διὰ τοῦτο ἰδοὺ ἐγὼ ἀποστέλλω πρὸς ὑμᾶς προφήτας καὶ σοφοὺς καὶ γραμματεῖς· ἐξ αὐτῶν ἀποκτενεῖτε καὶ σταυρώσετε, καὶ ἐξ αὐτῶν μαστιγώσετε ἐν ταῖς συναγωγαῖς ὑμῶν καὶ διώξετε ἀπὸ πόλεως εἰς πόλιν·
Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città;
Per questo motivo ecco io invio verso di voi profeti e sapienti e scribi — i profeti, i maestri sapienti, gli scribi della Torah, le categorie dei maestri di Israele: alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre assemblee secondo la flagellazione della Torah, i quaranta colpi meno uno, e li perseguiterete di città in città,
35
ὅπως ἔλθῃ ἐφ' ὑμᾶς πᾶν αἷμα δίκαιον ἐκχυννόμενον ἐπὶ τῆς γῆς ἀπὸ τοῦ αἵματος Ἅβελ τοῦ δικαίου ἕως τοῦ αἵματος Ζαχαρίου υἱοῦ Βαραχίου, ὃν ἐφονεύσατε μεταξὺ τοῦ ναοῦ καὶ τοῦ θυσιαστηρίου.
perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che avete ucciso tra il santuario e l'altare.
affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto versato sulla terra, dal sangue di Hevel il giusto — il primo giusto ucciso, il primo martire — fino al sangue di Zecharyah figlio di Berekhyah che uccideste tra il santuario e l'altare — l'ultimo martire nella Torah, nei Profeti e negli Scritti secondo l'ordine del canone ebraico che si chiude con le Cronache: da Genesi fino all'ultimo libro, tutto il sangue dei giusti.
36
ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἥξει ταῦτα πάντα ἐπὶ τὴν γενεὰν ταύτην.
In verità io vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.
Amen vi dico: verranno tutte queste cose su questa generazione, su questa generazione presente qui ora» — categoria del giudizio sulla generazione secondo la parola di Mosheh.

Riferimenti biblici