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Nuova Alleanza
Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · traduzione · lettura ortodossa
567 pericopi
Parabola dei talenti
Vers.
Greco
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
14
Ὥσπερ γὰρ ἄνθρωπος ἀποδημῶν ἐκάλεσεν τοὺς ἰδίους δούλους καὶ παρέδωκεν αὐτοῖς τὰ ὑπάρχοντα αὐτοῦ,
Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
Sarà infatti come ⟦un uomo che, mentre era in procinto di assentarsi|hṓsper gàr ánthrōpos apodēmôn: participio presente di apodēméō — non semplice viaggio, ma assenza prolungata oltre il proprio dêmos; cifra del tempo intermedio nelle parabole matteane del giudizio (24,45-51; 25,5). Sfondo storico: la prassi del padrone-oikodespotês che affida il patrimonio agli amministratori durante apodēmía prolungata è documentata da Plinio (Ep. 8,16) e dai papiri amministrativi del I secolo; Josephus (AJ
15
καὶ ᾧ μὲν ἔδωκεν πέντε τάλαντα ᾧ δὲ δύο ᾧ δὲ ἕν, ἑκάστῳ κατὰ τὴν ἰδίαν δύναμιν, καὶ ἀπεδήμησεν. εὐθέως
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
A uno diede cinque ⟦talenti|tálanta: unità di peso (~30-36 kg) e moneta; un talento d'argento equivale a circa
16
⸀πορευθεὶς ὁ τὰ πέντε τάλαντα λαβὼν ἠργάσατο ἐν αὐτοῖς καὶ ⸀ἐκέρδησεν ἄλλα ⸀πέντε·
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.
Subito quello che aveva ricevuto i cinque talenti andò, vi operò con essi e ne guadagnò altri cinque.
17
⸀ὡσαύτως ὁ τὰ δύο ⸀ἐκέρδησεν ἄλλα δύο·
Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
222; BJ
18
ὁ δὲ τὸ ἓν λαβὼν ἀπελθὼν ὤρυξεν ⸀γῆν καὶ ⸀ἔκρυψεν τὸ ἀργύριον τοῦ κυρίου αὐτοῦ.
Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Quello invece che aveva ricevuto l'uno, andato via, ⟦scavò terra|ṓryxen gên: argyrion sotterrato — la prassi della custodia mediante interramento è documentata archeologicamente in Giudea I-II sec. (3Q15 Rotolo di Rame elenca
19
μετὰ δὲ ⸂πολὺν χρόνον⸃ ἔρχεται ὁ κύριος τῶν δούλων ἐκείνων καὶ συναίρει ⸂λόγον μετ’ αὐτῶν⸃
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Dopo molto tempoⓘ il signore di quei servi viene e fa con loro il rendicontoⓘ.
20
καὶ προσελθὼν ὁ τὰ πέντε τάλαντα λαβὼν προσήνεγκεν ἄλλα πέντε τάλαντα λέγων· Κύριε, πέντε τάλαντά μοι παρέδωκας· ἴδε ἄλλα πέντε τάλαντα ⸀ἐκέρδησα.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
E avvicinatosi quello che aveva ricevuto i cinque talenti, ne presentò altri cinque dicendo: «Signoreⓘ, cinque talenti mi consegnasti; ecco, altri cinque talenti ho guadagnato».
21
⸀ἔφη αὐτῷ ὁ κύριος αὐτοῦ· Εὖ, δοῦλε ἀγαθὲ καὶ πιστέ, ἐπὶ ὀλίγα ἦς πιστός, ἐπὶ πολλῶν σε καταστήσω· εἴσελθε εἰς τὴν χαρὰν τοῦ κυρίου σου.
Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Gli disse il suo signore: «Bene, servo buono e fedeleⓘ, sul poco fosti fedele, sopra molto ti costituiròⓘ; entra nella gioia del tuo signoreⓘ».
24
προσελθὼν δὲ καὶ ὁ τὸ ἓν τάλαντον εἰληφὼς εἶπεν· Κύριε, ἔγνων σε ὅτι σκληρὸς εἶ ἄνθρωπος, θερίζων ὅπου οὐκ ἔσπειρας καὶ συνάγων ὅθεν οὐ διεσκόρπισας·
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso.
Avvicinatosi infine anche quello che aveva ricevuto l'unico talento, disse: «Signore, ti ho conosciuto come uomo duroⓘ, che mieti dove non seminasti e raccogli dove non dispersi;
25
καὶ φοβηθεὶς ἀπελθὼν ἔκρυψα τὸ τάλαντόν σου ἐν τῇ γῇ· ἴδε ἔχεις τὸ σόν.
Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo.
e impauritomi, andato via, nascosi il tuo talento nella terraⓘ; ecco, hai ciò che è tuo».
26
ἀποκριθεὶς δὲ ὁ κύριος αὐτοῦ εἶπεν αὐτῷ· Πονηρὲ δοῦλε καὶ ὀκνηρέ, ᾔδεις ὅτι θερίζω ὅπου οὐκ ἔσπειρα καὶ συνάγω ὅθεν οὐ διεσκόρπισα;
Il padrone gli rispose: Servo malvagio e pigro!
— non capitale da accumulare, dono da far fruttificare⟧.
27
ἔδει ⸂σε οὖν⸃ βαλεῖν ⸂τὰ ἀργύριά⸃ μου τοῖς τραπεζίταις, καὶ ἐλθὼν ἐγὼ ἐκομισάμην ἂν τὸ ἐμὸν σὺν τόκῳ.
Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.
Doveva-si dunque consegnare il mio argento ai ⟦banchieri|trapezítais: nella Gerusalemme erodiana operavano i kollybistaí cambiavalute (Mt 21,12) e i trapezítai banchieri di deposito a interesse del circuito commerciale ellenistico-romano — Josephus (AJ
28
ἄρατε οὖν ἀπ’ αὐτοῦ τὸ τάλαντον καὶ δότε τῷ ἔχοντι τὰ δέκα τάλαντα·
Toglietegli dunque il talento e datelo a chi ha i dieci talenti.
Toglietegli dunque il talento e datelo a quello che ha i dieci talenti.
29
τῷ γὰρ ἔχοντι παντὶ δοθήσεται καὶ περισσευθήσεται· ⸂τοῦ δὲ⸃ μὴ ἔχοντος καὶ ὃ ἔχει ἀρθήσεται ἀπ’ αὐτοῦ.
Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha.
Poiché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza, ma a chi non ha, anche ciò che ha gli sarà toltoⓘ.
30
καὶ τὸν ἀχρεῖον δοῦλον ἐκβάλετε εἰς τὸ σκότος τὸ ἐξώτερον· ἐκεῖ ἔσται ὁ κλαυθμὸς καὶ ὁ βρυγμὸς τῶν ὀδόντων.
E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
E il servo infruttuosoⓘ gettate fuori, nelle tenebre esterioriⓘ; là sarà pianto e stridore di dentiⓘ».