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Guarigione di una donna curva e parabole del Regno — Luca 13,10-21

Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · lettura ortodossa

567 pericopi

Guarigione di una donna curva e parabole del Regno

10-21
Greco10 Ἦν δὲ διδάσκων ἐν μιᾷ τῶν συναγωγῶν ἐν τοῖς σάββασιν. 11 καὶ ἰδοὺ ⸀γυνὴ πνεῦμα ἔχουσα ἀσθενείας ἔτη ⸀δεκαοκτώ, καὶ ἦν συγκύπτουσα καὶ μὴ δυναμένη ἀνακύψαι εἰς τὸ παντελές. 12 ἰδὼν δὲ αὐτὴν ὁ Ἰησοῦς προσεφώνησεν καὶ εἶπεν αὐτῇ· Γύναι, ἀπολέλυσαι τῆς ἀσθενείας σου, 13 καὶ ἐπέθηκεν αὐτῇ τὰς χεῖρας· καὶ παραχρῆμα ἀνωρθώθη, καὶ ἐδόξαζεν τὸν θεόν. 14 ἀποκριθεὶς δὲ ὁ ἀρχισυνάγωγος, ἀγανακτῶν ὅτι τῷ σαββάτῳ ἐθεράπευσεν ὁ Ἰησοῦς, ἔλεγεν τῷ ὄχλῳ ⸀ὅτι Ἓξ ἡμέραι εἰσὶν ἐν αἷς δεῖ ἐργάζεσθαι· ἐν ⸀αὐταῖς οὖν ἐρχόμενοι θεραπεύεσθε καὶ μὴ τῇ ἡμέρᾳ τοῦ σαββάτου. 15 ἀπεκρίθη ⸀δὲ αὐτῷ ὁ κύριος καὶ εἶπεν· Ὑποκριταί, ἕκαστος ὑμῶν τῷ σαββάτῳ οὐ λύει τὸν βοῦν αὐτοῦ ἢ τὸν ὄνον ἀπὸ τῆς φάτνης καὶ ⸀ἀπαγαγὼν ποτίζει; 16 ταύτην δὲ θυγατέρα Ἀβραὰμ οὖσαν, ἣν ἔδησεν ὁ Σατανᾶς ἰδοὺ δέκα καὶ ὀκτὼ ἔτη, οὐκ ἔδει λυθῆναι ἀπὸ τοῦ δεσμοῦ τούτου τῇ ἡμέρᾳ τοῦ σαββάτου; 17 καὶ ταῦτα λέγοντος αὐτοῦ κατῃσχύνοντο πάντες οἱ ἀντικείμενοι αὐτῷ, καὶ πᾶς ὁ ὄχλος ἔχαιρεν ἐπὶ πᾶσιν τοῖς ἐνδόξοις τοῖς γινομένοις ὑπ’ αὐτοῦ. 18 Ἔλεγεν ⸀οὖν· Τίνι ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ, καὶ τίνι ὁμοιώσω αὐτήν; 19 ὁμοία ἐστὶν κόκκῳ σινάπεως, ὃν λαβὼν ἄνθρωπος ἔβαλεν εἰς κῆπον ἑαυτοῦ, καὶ ηὔξησεν καὶ ἐγένετο εἰς ⸀δένδρον, καὶ τὰ πετεινὰ τοῦ οὐρανοῦ κατεσκήνωσεν ἐν τοῖς κλάδοις αὐτοῦ. 20 ⸀Καὶ πάλιν εἶπεν· Τίνι ὁμοιώσω τὴν βασιλείαν τοῦ θεοῦ; 21 ὁμοία ἐστὶν ζύμῃ, ἣν λαβοῦσα γυνὴ ⸀ἔκρυψεν εἰς ἀλεύρου σάτα τρία ἕως οὗ ἐζυμώθη ὅλον.
Lettura Ortodossa10 Stava insegnando in una sinagoga (beit ha-knesset) ⓘ di Shabbat ⓘ. 11 Ed ecco, una donna che da diciotto anni aveva uno ⓘ; era ⓘ e non riusciva affatto a raddrizzarsi. 12 Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: «Donna, ⓘ dalla tua infermità». 13 Le impose le mani e all'istante ella ⓘ e ⓘ Dio. 14 Ma il capo della sinagoga (rosh ha-knesset) ⓘ, sdegnato perché Gesù aveva guarito di Shabbat, ⓘ alla folla degli am ha-aretz (i popolani non legati alla purità degli haverim) ⓘ: «Sei sono i giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire, e non nel giorno di Shabbat». 15 Gli replicò il Signore e disse: «ⓘ! Ciascuno di voi, di Shabbat, non scioglie il bue o l'asino dalla greppia per condurlo ad abbeverarlo, ⓘ? 16 E questa, figlia di Abramo (bat Avraham) ⓘ, che ha-satan ⓘ ha tenuto ⓘ diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame nel giorno di Shabbat, a maggior ragione dell'animale ⓘ?». 17 E mentre egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari ⓘ, mentre la folla intera ⓘ per tutte le opere ⓘ da lui compiute. 18 Diceva dunque: «A che cosa è simile la sovranità di Dio, la malkhut ⓘ, e a che cosa la paragonerò? 19 È simile a un granello di senape ⓘ, che un uomo prese e gettò nel suo orto: crebbe e divenne un albero, e gli uccelli del cielo ⓘ tra i suoi rami». 20 E disse ancora: «A che cosa paragonerò la malkhut, la sovranità di Dio? 21 È simile al lievito ⓘ, che una donna prese e ⓘ in tre misure ⓘ di farina, finché tutta fermentò».
Approfondimento storico-halakhico

Contesto storico

La sinagoga (synagōgē, beit ha-knesset) del I secolo era istituzione polivalente: casa dell'assemblea, dello studio e della preghiera, presieduta dall'archisynágōgos (rosh ha-knesset). L'episodio si colloca in Galilea durante il ministero itinerante di Gesù, in un contesto in cui la disputa sul sabato attraversava le scuole tannaite: la Mishnah (m.Shabbat 5; m.Eruvin 20-21) regola le attività lecite di sabato, incluso il condurre gli animali all'acqua, precisando quali atti non costituiscano melakhah vietata. Il dibattito interno al giudaismo del Secondo Tempio sul confine tra riposo prescritto e necessità urgente è documentato nelle stesse fonti mishniche; la controversia verteva sull'interpretazione corretta della norma, non sulla sacralità del giorno né sulla sua abolizione.

Analisi lessicale

Il termine centrale è apolélysai (v. 12): perfetto passivo di apolyō, «sei stata sciolta», attestato come passivum divinum. Il lessema rinvia al «legame» (desmos): la donna è sciolta da un vincolo, non semplicemente guarita in senso fisico. Il v. 15 impiega lýei ... potízei — «scioglie il bue ... abbevera» — indicativi che descrivono l'atto lecito di sabato, premessa minore dell'argomento a qal wa-chomer. Il participio synkýptousa (v. 11) è durativo: la curvatura è uno stato perdurante da diciotto anni. Anōrthōthē (v. 13) è aoristo puntuale: «fu rimessa diritta», passivum divinum. Il sintagma bat Avraham (v. 16) marca appartenenza al berit. Pneûma non va inteso con deriva platonica: va ancorato a ruach, forza agente nel mondo fisico e storico, non principio immateriale contrapposto alla materia.

Fonti ebraiche

La Mishnah regola puntualmente le attività sabbatiche connesse agli animali: m.Shabbat 5 e m.Eruvin 20-21 stabiliscono che sciogliere e abbeverare una bestia non costituisce melakhah proibita, fornendo a Gesù la premessa minore del suo argomento. L'immagine degli «uccelli che fanno il nido» (kateskēnōsen, v. 19) richiama Ezechiele 17,23, dove il cedro regale offre riparo agli uccelli di ogni specie — figura dei popoli raccolti nel regno —, e Daniele 4, dove l'albero cosmico ospita tutti i viventi. Il kókkos sinápeōs era proverbialmente identificato col seme più piccolo nel detto tannaita, e la sua crescita sproporzionata figura una potenza nascosta. La coppia senape/lievito riflette la struttura retorica a dittico (campo/cucina, maschile/femminile) che Luca impiega sistematicamente nelle parabole gemelle. Il lievito (zýmē, chametz), altrove simbolo di corruzione (Esodo 12,15; 1Corinzi 5,6-8), qui figura la forza silenziosa e inarrestabile che pervade l'intera massa: il cambio di valenza è segnalato dal verbo ékrypsen («nascose», non solo «mescolò»). Le sáta tría (tre seah) richiamano la preparazione ospitale di Sara (Genesi 18,6), suggerendo abbondanza escatologica. Ricostruzione storica (aggadah) La questione se si potesse abbeverare il bestiame di sabato era discussa tra i maestri: la Mishnah ( Shabbat 5; Eruvin 20-21) regola come e dove condurre gli animali all'acqua senza violare il riposo.

Halakhah e dimensione pratica

Il principio operativo della pericope è che la halakhah stessa, correttamente applicata, esige la guarigione: il sabato è ordinato alla vita e alla liberazione, non al suo impedimento.

Gli strumenti giuridici rilevanti sono i seguenti. Primo, il ragionamento a qal wa-chomer: la Mishnah (m.Shabbat 5; m.Eruvin 20-21) stabilisce che sciogliere (lýein) e abbeverare (potízein) un animale di sabato non costituisce melakhah vietata; a maggior ragione (lythênai apò toû desmoû) il vincolo di una bat Avraham va sciolto, perché la persona supera l'animale nella scala delle priorità halakhiche. Secondo, il principio del pikuaḥ nefesh: la preservazione della vita sospende le norme sabbatiche, poiché esse furono date perché Israele viva per mezzo di esse (Levitico 18,5; b.Yoma 85b). Terzo, la dignità giuridica della bat Avraham: il riconoscimento di piena appartenenza al patto implica che la tutela dell'integrità fisica della donna abbia precedenza su un'interpretazione restrittiva del riposo. La protesta dell'archisynágōgos è una posizione interna al dibattito halakhico — non una negazione del sabato — e Gesù risponde con categorie halakhiche, non contro di esse.

Lettura non sostitutiva

La guarigione di sabato non abroga la Torah: la interpreta con i propri strumenti, il qal wa-chomer, affinando la comprensione di ciò che il sabato comanda. Gesù non chiama la donna «ex-figlia di Abramo» né la conduce verso una comunità diversa: la chiama bat Avraham, riconoscendole la piena appartenenza al popolo dell'alleanza e reintegrandola in essa. L'avversario nell'episodio è la lettura eccessivamente restrittiva del singolo archisynágōgos, non il popolo (laos) né i perushim come classe: la folla esulta (échairen, imperfetto durativo) e i contrari si vergognano (katēschýnonto). Il Regno (malkhut) cresce come senape e lievito — dentro la storia, nel nascondimento, non come fuga gnostica dal mondo materiale. La sōtēria è fisica, storica, incarnata, radicata nella tradizione di Israele.

Note testuali

  • v. 11 — synkýptousa: participio durativo, «continuava a essere piegata in due»; pneûma echousa astheneías: «spirito di infermità», che il v. 16 identifica come legame di ha-satan («l'accusatore»).
  • v. 12 — apolélysai: perfetto passivo, «sei stata sciolta»; passivum divinum; lessico del liberare un vincolo (desmos).
  • v. 13 — anōrthōthē: aoristo puntuale, «fu rimessa diritta»; passivum divinum; edóxazen: imperfetto durativo, «continuava a dare kavod».
  • v. 15 — lýei ... potízei: sciogliere e abbeverare la bestia rientra fra gli atti leciti di Shabbat secondo m.Shabbat 5 e m.Eruvin 20-21; premessa minore del qal wa-chomer.
  • v. 16 — thygatéra Abraám: piena appartenente al patto d'Israele; édēsen: aoristo, «legò», il vincolo da sciogliere.
  • v. 19 — kókkōi sinápeōs: il più piccolo seme, che diventa arbusto; kateskēnōsen: «posero la dimora», eco di Ezechiele 17,23 e Daniele 4.
  • v. 21 — zýmē: lievito; ékrypsen: «nascose», non solo «mescolò»; sáta tría: tre seah, eco di Genesi 18,6.

Domande Frequenti

Perché Gesù chiama la donna «figlia di Abramo» e non semplicemente «donna»?

Il titolo bat Avraham le riconosce piena appartenenza al patto d'Israele, ponendola giuridicamente al di sopra dell'animale nell'argomentazione a qal wa-chomer. Non è formula devozionale: è qualificazione halakhica che fonda la priorità della sua liberazione rispetto all'interpretazione restrittiva del riposo.

La Mishnah permette davvero di abbeverare gli animali di sabato?

Sì. m.Shabbat 5 e m.Eruvin 20-21 regolano come condurre gli animali all'acqua senza violare il riposo, escludendo tale atto dalla melakhah vietata. Gesù si appoggia a questa prassi ammessa come premessa minore del suo ragionamento dal minore al maggiore.

Il lievito nelle parabole ha lo stesso significato negativo che ha altrove nella Torah?

No. In Esodo 12,15 e 1Corinzi 5,6-8 il chametz simboleggia corruzione; qui il verbo ékrypsen («nascose») segnala un cambio di valenza: il lievito figura la forza silenziosa e inarrestabile con cui il Regno fermenta l'intera massa, senza uscire dalla storia materiale.

La protesta del capo della sinagoga è antisabbatica o interna al dibattito halakhico?

È una posizione interna al dibattito tannaitico sull'interpretazione corretta del sabato, non una negazione della sua sacralità. Gesù non risponde uscendo dalla halakhah: la usa, applicando il principio del qal wa-chomer che gli stessi maestri riconoscono come legittimo strumento esegetico.

Riferimenti biblici

Testo greco: The Greek New Testament: SBL Edition, © 2010 Society of Biblical Literature and Logos Bible Software, CC BY 4.0.