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Sepoltura di Gesù — Luca 23,50-56

Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · lettura ortodossa

567 pericopi

Sepoltura di Gesù

50-56
Greco50 Καὶ ἰδοὺ ἀνὴρ ὀνόματι Ἰωσὴφ βουλευτὴς ὑπάρχων, ⸀ἀνὴρ ἀγαθὸς καὶ δίκαιος— 51 οὗτος οὐκ ἦν συγκατατεθειμένος τῇ βουλῇ καὶ τῇ πράξει αὐτῶν— ἀπὸ Ἁριμαθαίας πόλεως τῶν Ἰουδαίων, ὃς ⸀προσεδέχετο τὴν βασιλείαν τοῦ θεοῦ, 52 οὗτος προσελθὼν τῷ Πιλάτῳ ᾐτήσατο τὸ σῶμα τοῦ Ἰησοῦ, 53 καὶ ⸀καθελὼν ἐνετύλιξεν αὐτὸ σινδόνι, καὶ ἔθηκεν ⸀αὐτὸν ἐν μνήματι λαξευτῷ οὗ οὐκ ἦν ⸂οὐδεὶς οὔπω⸃ κείμενος. 54 καὶ ἡμέρα ἦν ⸂παρασκευῆς, καὶ⸃ σάββατον ἐπέφωσκεν. 55 κατακολουθήσασαι δὲ ⸀αἱ γυναῖκες, αἵτινες ἦσαν συνεληλυθυῖαι ⸂ἐκ τῆς Γαλιλαίας αὐτῷ⸃, ἐθεάσαντο τὸ μνημεῖον καὶ ὡς ἐτέθη τὸ σῶμα αὐτοῦ, 56 ὑποστρέψασαι δὲ ἡτοίμασαν ἀρώματα καὶ μύρα. Καὶ τὸ μὲν σάββατον ἡσύχασαν κατὰ τὴν ἐντολήν,
Lettura Ortodossa50 Ed ecco, un uomo di nome Giuseppe, ⓘ, ⓘ— 51 questi ⓘ—, di Arimatea, città della Giudea, il quale ⓘ. 52 Questi, presentatosi a ⓘ, chiese il corpo di Gesù. 53 E, ⓘ, lo avvolse in un ⓘ, e lo pose in un ⓘ dove ⓘ. 54 Ed era il giorno della ⓘ, e il ⓘ. 55 Avendo seguito da presso, le ⓘ osservarono il ⓘ e come fu deposto il suo corpo. 56 E, tornate indietro, prepararono ⓘ. E il ⓘ.
Approfondimento storico-halakhico

Contesto storico

La sepoltura di Gesù avviene nella Gerusalemme del I secolo, sotto il prefetto romano Ponzio Pilato (26–36 e.v.), titolare dello ius gladii e unico con il potere giuridico di disporre del corpo del giustiziato. Arimatea, città di provenienza di Giuseppe, è identificata con Ramatayim nella Giudea collinare. Il megah Sanhedrin — il consiglio dei settantuno zeqenim (cf. m.Sanhedrin 1,6) — non deliberava come corpo monolitico: Giuseppe Flavio attesta dibattiti interni all'oligarchia gerosolimitana (Antichità 14,168–184). Le tombe a loculo (kokh) scavate nella roccia calcarea sono documentate archeologicamente nella necropoli di Gerusalemme del Secondo Tempio. La paraskeuḗ (venerdì) imponeva il completamento di ogni opera prima del tramonto, quando aveva inizio lo Shabbat (cf. m.Shabbat 2,7); il corpo di un giustiziato non poteva rimanere esposto di notte, conformemente al precetto di Deuteronomio 21,22–23.

Analisi lessicale

Bouleutḗs (v. 50) — «consigliere», membro del sinedrio gerosolimitano; il termine rispecchia l'ebraico zaqen, «anziano», componente del bet din supremo. Anḕr agathòs kaì díkaios — la qualifica díkaios traduce il termine ebraico tzaddiq (צַדִּיק), designazione halakhica precisa per chi cammina nella Torah, non mera lode morale generica. Synkatatíthēmi (v. 51) — «votare insieme, concorrere col voto»; la forma negativa (ouk ên synkatatetheiménos) attesta dissidenza formale nella deliberazione del consiglio. Prosedécheto tḕn basileían toû theoû — «attendeva il regno di Dio»: il sostantivo greco basileía rispecchia l'ebraico malkhut, l'attesa escatologica propria del giudaismo del Secondo Tempio evocata nella dodicesima berakhah dell'Amidah. Epéphōsken (v. 54) — da epiphṓskō, «rischiararsi, accendersi»: riflette il computo ebraico dello Shabbat che inizia al tramonto con l'accensione delle luci sabbatiche (hadlaqat nerot). Hēsýchasan katà tḕn entolḗn (v. 56) — hēsucházō rende lo shavat, il cessare da ogni melakhah proibita; katà tḕn entolḗn rimanda esplicitamente alla mitzvah dello Shabbat (Es 20,8–10; Dt 5,12–15).

Fonti ebraiche

Il precetto alla base della richiesta del corpo è Deuteronomio 21,22–23: la Torah vieta di lasciare insepolto un giustiziato durante la notte, obbligo che Giuseppe di Arimatea adempie con la sepoltura immediata. La tomba nuova, in cui «nessuno ancora giaceva» (oudeìs oúpō keímenos), risponde alla norma di purità sulla contaminazione cadaverica (tum'at met), documentata in Numeri 19,11–16 e discussa nella letteratura mishnaica. Il rito di preparazione del corpo (tahorah) con aromi e unguenti è regolato in m.Shabbat 23,4–5; si tratta di un atto di chesed shel emet («misericordia vera»), la pietà verso il defunto che non può essere ricambiata. L'osservanza dello Shabbat da parte delle donne è ancorata a Esodo 20,8–10 e Deuteronomio 5,12–15. Il profilo di «chi attende il regno» trova parallelo nelle preghiere sinagogali dell'Amidah e nella letteratura apocalittica del Secondo Tempio (cf. 1Enoc 1,1–9; Salmi di Salomone 17).

Halakhah e dimensione pratica

La pericope mobilita un insieme coerente di strumenti giuridico-pratici del giudaismo del Secondo Tempio. Il principio di fondo è la priorità della sepoltura tempestiva: Deuteronomio 21,22–23 obbliga a non lasciare un corpo esposto, e la halakhah ha elaborato l'obbligo di inumazione come kavod ha-met, onore dovuto al defunto indipendentemente dalla sua condizione. Giuseppe di Arimatea agisce come membro del sinedrio (bouleutḗs) che esercita un dovere individuale di pietà: il suo dissenso dal voto è registrato in termini tecnici (synkatatíthēmi), e m.Sanhedrin 4,1 specifica le procedure di voto per l'assoluzione, attestando che il consiglio deliberava per singoli voti, non per acclamazione unanime. La sindone di lino (sindṓn) è il telo funebre kosher previsto dalla procedura di tahorah (cf. m.Shabbat 23,4–5). La tomba a loculo non ancora occupata risponde all'esigenza di evitare la tum'at met (Nm 19,11–16). Il fatto che le donne sospendano l'unzione all'inizio dello Shabbat — anche davanti all'urgenza del lutto — è applicazione diretta della mitzvah del riposo sabbatico (Es 20,8–10), confermando che i primi discepoli di Gesù operavano all'interno del quadro normativo della Torah, non fuori di esso.

Lettura non sostitutiva

Luca 23,50–56 offre una resistenza esplicita a ogni lettura che contrapponga «Israele» al movimento di Gesù. Giuseppe di Arimatea — tzaddiq, membro dissenziente del sinedrio, osservante della Torah — dimostra che la responsabilità della condanna appartiene a una fazione dell'oligarchia templare (archiereîs), non al popolo (laos) né all'intero consiglio. Il suo dissenso rompe qualsiasi narrative della colpa collettiva. Le donne galilaiche che «riposarono il sabato secondo il comandamento» mostrano che i primissimi seguaci di Gesù erano ebrei pienamente osservanti: il compimento non abolisce la Torah (cf. Mt 5,17), ma la custodisce nell'atto più quotidiano, il riposo sabbatico. La figura di chi «attende il regno di Dio» non è estranea a Israele: è il cuore della speranza escatologica ebraica, dalla preghiera dell'Amidah alla letteratura apocalittica. Israele non viene sostituito; i discepoli si muovono dentro la tradizione d'Israele, e la sepoltura di Gesù avviene secondo la Legge di Mosè.

Note testuali

  • v. 50–51 — bouleutḗs: membro del sinedrio (megah Sanhedrin, 71 membri, cf. m.Sanhedrin 1,6); díkaios = tzaddiq, qualifica halakhica; ouk ên synkatatetheiménos tê boulê kaì tê práxei autôn: dissidenza formale nel voto del consiglio — la condanna non fu unanime (cf. m.Sanhedrin 4,1); chiedere il corpo = pietà conforme a Dt 21,22–23.
  • v. 52–53 — kathelṓn: «deposto giù» dal palo; sindṓni: telo di lino per la sepoltura kosher (tahorah, cf. m.Shabbat 23,4–5); mnḗmati laxeutô: tomba a loculo (kokh) scavata nella roccia, tipica della Giudea del I sec.; oudeìs oúpō keímenos: tomba nuova, dettaglio di purità — assenza di tum'at met (cf. Nm 19,11–16).
  • v. 54 — paraskeuês: ʿerev shabbat, il venerdì della preparazione; sábbaton epéphōsken: lo Shabbat «si accende» al tramonto — computo ebraico del giorno (cf. m.Shabbat 2,7).
  • v. 55–56 — arṓmata kaì mýra: aromi e oli per l'unzione funebre (chesed shel emet); hēsýchasan katà tḕn entolḗn: hēsucházō = shavat, cessare da ogni melakhah; katà tḕn entolḗn = secondo la mitzvah dello Shabbat (Es 20,8–10; Dt 5,12–15) — le discepole sono ebree osservanti.

Domande Frequenti

Perché Luca specifica che Giuseppe di Arimatea non aveva consentito alla decisione del sinedrio?

Il dettaglio tecnico (ouk ên synkatatetheiménos tê boulê) dimostra che la condanna non fu un atto unanime del consiglio. Secondo m.Sanhedrin 4,1 i membri votavano individualmente; il dissenso di un tzaddiq osservante esclude qualsiasi lettura di responsabilità collettiva di Israele.

Cosa significa che «il sabato albeggiava» in Luca 23,54?

Il verbo epéphōsken riflette il computo ebraico: il giorno inizia al tramonto, quando si accendono le luci sabbatiche. La fretta della sepoltura è dunque motivata dall'imminente inizio dello Shabbat, che avrebbe reso illecita qualsiasi opera (melakhah) dopo il tramonto (cf. m.Shabbat 2,7).

Perché le donne non completano subito l'unzione del corpo?

Preparano gli aromi (atto di chesed shel emet) ma sospendono l'unzione al sopraggiungere dello Shabbat, in osservanza di Es 20,8–10. Questo dettaglio è decisivo: le prime discepole di Gesù erano ebree pienamente osservanti, che rispettavano la mitzvah sabbatica anche nel momento del lutto più acuto.

Che ruolo ha la tomba nuova sul piano della purità?

La precisazione «nessuno ancora giaceva» (oudeìs oúpō keímenos) risponde alla norma sulla contaminazione cadaverica (tum'at met) di Nm 19,11–16: una tomba non precedentemente occupata esclude impurità pregresse, rendendo la sepoltura pienamente conforme alle prescrizioni rituali della Torah.

Riferimenti biblici

Testo greco: The Greek New Testament: SBL Edition, © 2010 Society of Biblical Literature and Logos Bible Software, CC BY 4.0.