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Annuncio della nascita di Giovanni Battista — Luca 1,5-25

Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · lettura ortodossa

567 pericopi

Annuncio della nascita di Giovanni Battista

5-25
Greco5 Ἐγένετο ἐν ταῖς ἡμέραις ⸀Ἡρῴδου βασιλέως τῆς Ἰουδαίας ἱερεύς τις ὀνόματι Ζαχαρίας ἐξ ἐφημερίας Ἀβιά, ⸀καὶ γυνὴ ⸀αὐτῷ ἐκ τῶν θυγατέρων Ἀαρών, καὶ τὸ ὄνομα αὐτῆς Ἐλισάβετ. 6 ἦσαν δὲ δίκαιοι ἀμφότεροι ⸀ἐναντίον τοῦ θεοῦ, πορευόμενοι ἐν πάσαις ταῖς ἐντολαῖς καὶ δικαιώμασιν τοῦ κυρίου ἄμεμπτοι. 7 καὶ οὐκ ἦν αὐτοῖς τέκνον, καθότι ⸂ἦν ἡ Ἐλισάβετ⸃ στεῖρα, καὶ ἀμφότεροι προβεβηκότες ἐν ταῖς ἡμέραις αὐτῶν ἦσαν. 8 Ἐγένετο δὲ ἐν τῷ ἱερατεύειν αὐτὸν ἐν τῇ τάξει τῆς ἐφημερίας αὐτοῦ ἔναντι τοῦ θεοῦ 9 κατὰ τὸ ἔθος τῆς ἱερατείας ἔλαχε τοῦ θυμιᾶσαι εἰσελθὼν εἰς τὸν ναὸν τοῦ κυρίου, 10 καὶ πᾶν τὸ πλῆθος ἦν τοῦ λαοῦ προσευχόμενον ἔξω τῇ ὥρᾳ τοῦ θυμιάματος· 11 ὤφθη δὲ αὐτῷ ἄγγελος κυρίου ἑστὼς ἐκ δεξιῶν τοῦ θυσιαστηρίου τοῦ θυμιάματος. 12 καὶ ἐταράχθη Ζαχαρίας ἰδών, καὶ φόβος ἐπέπεσεν ἐπ’ αὐτόν. 13 εἶπεν δὲ πρὸς αὐτὸν ὁ ἄγγελος· Μὴ φοβοῦ, Ζαχαρία, διότι εἰσηκούσθη ἡ δέησίς σου, καὶ ἡ γυνή σου Ἐλισάβετ γεννήσει υἱόν σοι, καὶ καλέσεις τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἰωάννην· 14 καὶ ἔσται χαρά σοι καὶ ἀγαλλίασις, καὶ πολλοὶ ἐπὶ τῇ ⸀γενέσει αὐτοῦ χαρήσονται· 15 ἔσται γὰρ μέγας ἐνώπιον ⸀τοῦ κυρίου, καὶ οἶνον καὶ σίκερα οὐ μὴ πίῃ, καὶ πνεύματος ἁγίου πλησθήσεται ἔτι ἐκ κοιλίας μητρὸς αὐτοῦ, 16 καὶ πολλοὺς τῶν υἱῶν Ἰσραὴλ ἐπιστρέψει ἐπὶ κύριον τὸν θεὸν αὐτῶν· 17 καὶ αὐτὸς προελεύσεται ἐνώπιον αὐτοῦ ἐν πνεύματι καὶ δυνάμει Ἠλίου, ἐπιστρέψαι καρδίας πατέρων ἐπὶ τέκνα καὶ ἀπειθεῖς ἐν φρονήσει δικαίων, ἑτοιμάσαι κυρίῳ λαὸν κατεσκευασμένον. 18 καὶ εἶπεν Ζαχαρίας πρὸς τὸν ἄγγελον· Κατὰ τί γνώσομαι τοῦτο; ἐγὼ γάρ εἰμι πρεσβύτης καὶ ἡ γυνή μου προβεβηκυῖα ἐν ταῖς ἡμέραις αὐτῆς. 19 καὶ ἀποκριθεὶς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῷ· Ἐγώ εἰμι Γαβριὴλ ὁ παρεστηκὼς ἐνώπιον τοῦ θεοῦ, καὶ ἀπεστάλην λαλῆσαι πρὸς σὲ καὶ εὐαγγελίσασθαί σοι ταῦτα· 20 καὶ ἰδοὺ ἔσῃ σιωπῶν καὶ μὴ δυνάμενος λαλῆσαι ἄχρι ἧς ἡμέρας γένηται ταῦτα, ἀνθ’ ὧν οὐκ ἐπίστευσας τοῖς λόγοις μου, οἵτινες πληρωθήσονται εἰς τὸν καιρὸν αὐτῶν. 21 Καὶ ἦν ὁ λαὸς προσδοκῶν τὸν Ζαχαρίαν, καὶ ἐθαύμαζον ἐν τῷ χρονίζειν ⸂ἐν τῷ ναῷ αὐτόν⸃. 22 ἐξελθὼν δὲ οὐκ ⸀ἐδύνατο λαλῆσαι αὐτοῖς, καὶ ἐπέγνωσαν ὅτι ὀπτασίαν ἑώρακεν ἐν τῷ ναῷ· καὶ αὐτὸς ἦν διανεύων αὐτοῖς, καὶ διέμενεν κωφός. 23 καὶ ἐγένετο ὡς ἐπλήσθησαν αἱ ἡμέραι τῆς λειτουργίας αὐτοῦ, ἀπῆλθεν εἰς τὸν οἶκον αὐτοῦ. 24 Μετὰ δὲ ταύτας τὰς ἡμέρας συνέλαβεν Ἐλισάβετ ἡ γυνὴ αὐτοῦ· καὶ περιέκρυβεν ἑαυτὴν μῆνας πέντε, λέγουσα 25 ὅτι Οὕτως μοι ⸀πεποίηκεν κύριος ἐν ἡμέραις αἷς ἐπεῖδεν ⸀ἀφελεῖν ὄνειδός μου ἐν ἀνθρώποις.
Lettura Ortodossa5 Avvenne nei giorni di ⓘ che vi era un sacerdote dei ⓘ di nome Zaccaria ⓘ, della ⓘ, e sua moglie era ⓘ, di nome ⓘ. 6 Erano entrambi ⓘ, camminando in tutte le ⓘ. 7 Non avevano figli, perché Elisabetta era ⓘ, ed entrambi erano avanzati nei giorni. 8 Avvenne che mentre egli esercitava il sacerdozio dei ⓘ nell'ordine del suo ⓘ davanti a Dio, 9 secondo l'usanza dei kohanim ⓘ di bruciare il ⓘ entrato nel ⓘ, 10 e tutta la moltitudine del popolo (am) era fuori dal Tempio ⓘ nell'ora del ⓘ. 11 Apparve a lui un ⓘ, ritto alla destra dell'ⓘ. 12 Vedendolo, Zaccaria fu turbato e il timore cadde su di lui. 13 Ma l'angelo gli disse: «ⓘ, perché la tua supplica è stata esaudita, e tua moglie Elisabetta ti genererà un figlio, e ⓘ. 14 E sarà per te gioia ed esultanza, e molti ⓘ. 15 Sarà infatti grande davanti al Signore: secondo il voto del nazireo (ⓘ) non berrà vino né bevanda inebriante, e sarà ⓘ. 16 E molti dei figli d'Israele ricondurrà nella ⓘ. 17 E camminerà davanti a lui ⓘ, per ⓘ e i disobbedienti alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo predisposto. 18 E Zaccaria disse all'angelo: «ⓘ? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata nei giorni». 19 E rispondendo l'angelo gli disse: «Io sono ⓘ, che sto al cospetto di Dio, e sono stato ⓘ e a portarti questo lieto annuncio. 20 Ed ecco, sarai ⓘ fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». 21 Intanto il popolo aspettava Zaccaria e si meravigliava del suo ⓘ. 22 Uscito, non poteva parlare loro, e ⓘ nel Tempio; faceva loro cenni e restava muto. 23 E quando si compirono i giorni del suo ⓘ, tornò a casa sua. 24 Dopo quei giorni Elisabetta sua moglie concepì, e si tenne nascosta per cinque mesi dicendo: 25 «Così ha fatto a me il Signore nei giorni in cui ha guardato a ⓘ».
Approfondimento storico-halakhico

Contesto storico

La pericope si colloca nel Tempio di Gerusalemme durante il regno di Erode il Grande (37-4 aC), re-vassallo nominato dal senato romano secondo quanto attesta Flavio Giuseppe (Antiquitates Judaicae 14,381-385). Il sacerdozio era organizzato in ventiquattro mishmarot (turni), istituite da Davide secondo 1Cr 24; Zaccaria appartiene all'ottava, quella di Abia, e ogni turno serviva al Tempio due settimane l'anno più le tre feste di pellegrinaggio. L'offerta del ketoret sull'altare interno d'oro — davanti al velo del Santo — spettava per sorteggio (gôral) a un singolo sacerdote, come descritto in m.Tamid 5,2 e 6,3; tale privilegio occorreva di norma una sola volta nella vita. Il popolo (laos) sostava nell'atrio esterno in preghiera (tefillah) corale, associata al sacrificio perpetuo pomeridiano (tamid), attorno alle nove ore (15:00), secondo la prassi attestata anche in At 3,1.

Analisi lessicale

Il nome Zekharyah (זְכַרְיָה) significa «YHWH ha ricordato» e funge da nome programmatico per l'intera narrazione di apertura. Elishevaʿ (Ἐλισάβετ), «il mio Dio è giuramento», è lo stesso nome della moglie di Aronne in Es 6,23, segnalando la continuità aronnide. I due sposi sono definiti díkaioi enantíon toû theoû («giusti davanti a Dio»): l'ebraico sottostante è tzaddiqim, categoria biblica di coloro che osservano fedelmente la Torah, senza alcuna sfumatura di legalismo esteriore. L'aggettivo ámemptoi («irreprensibili») qualifica l'osservanza di mitzvot e chuqqim in senso pienamente halakhico, escludendo ogni lettura riduttiva. Il verbo élache («gli toccò in sorte») rimanda al gôral, l'estrazione sacra. Thymiâsai traduce l'ebraico ketoret, il korban d'incenso prescritto in Es 30,7-8. Pneúmatos hagíou plēsthḗsetai éti ek koilías mētròs autoû richiama la vocazione profetica prenatale di Geremia (Ger 1,5). Epistrépsei («ricondurrà») traduce il concetto di teshuvah, il ritorno a Dio, qui riferito esclusivamente ai figli d'Israele. Apestálēn («sono stato inviato») attiva la logica halakhica dell'agenzia: lo shaliach parla con l'autorità di chi lo manda (cf. m.Berakhot 5,5). Il nome Yohanan (Ἰωάννης) significa «YHWH ha fatto grazia», scelta divina che spezza l'usanza onomastica familiare.

Fonti ebraiche

Il motivo della sterilità vinta da Dio (steîra; ebraico ʿaqarah) attraversa l'intera storia delle matriarche: Sara (Gn 18), Rebecca, Rachele, la madre di Sansone, Anna (1Sam 1,6-10). Elisabetta benedice il Signore che le ha tolto la cherpah («vergogna», obbrobrio sociale della sterilità), eco esplicita di Rachele in Gn 30,23 e di Anna in 1Sam 1. La formula angelica Mḕ phoboû («Non temere») replica la locuzione tipica dell'AT (Gn 15,1; Dn 10,12 LXX). L'angelo Gabriele (גַּבְרִיאֵל, «uomo di El») è la figura escatologica-messianica interprete di Dn 8,16 e 9,21, inviata ad inaugurare la sequenza dell'annuncio. La descrizione di Giovanni come nazir (נָזִיר) che non berrà «vino né bevande inebrianti» riprende letteralmente Nm 6,1-8 e richiama figure come Sansone e Samuele. La missione di «ricondurre i cuori dei padri verso i figli» (epistrépsai kardías patérōn epì tékna) è citazione letterale di Ml 3,24 LXX: Giovanni è identificato con l'Elia escatologico atteso da Israele alla vigilia del «giorno del Signore» (Ml 3,23-24), come confermato in Mt 11,14. La richiesta di segno di Zaccaria (Katà tí gnṓsomai toûto) è analoga a quella di Abramo in Gn 15,8 LXX, ma valutata diversamente in ragione del contesto sacerdotale e del luogo.

Halakhah e dimensione pratica

Il ministero di Zaccaria si svolge all'interno di un sistema giuridico-cultuale preciso: ogni azione descritta risponde a norme halakhiche concrete che strutturano la vita d'Israele.

Il servizio sacerdotale è regolato dalle mishmarot davidiche (1Cr 24): ogni mishmar svolge l'avodah (לeitourgía) due settimane l'anno più le tre feste; l'assegnazione del ketoret per sorteggio (gôral) è disciplinata in m.Tamid 5,2 e 6,3. La stirpe di Elisabetta (ek tôn thygatérōn Aarṓn) implica la norma del yichus sacerdotale: il matrimonio di un kohen era regolato da Lv 21,7-14, che prescriveva la purezza genealogica della sposa. La qualifica di ámemptoi en pásais taîs entolaîs kaì dikaiṓmasin («irreprensibili in tutti i comandamenti e le prescrizioni») indica l'osservanza integrale di mitzvot (precetti positivi) e chuqqim (statuti). L'astensione di Giovanni da vino e bevande inebrianti costituisce il voto di nazir (Nm 6,1-8), segno halakhico di consacrazione totale a Dio. Gabriele si presenta come shaliach divino: «sono stato inviato» (apestálēn) attiva il principio sheliaḥ adam kemoto — «il mandatario di un uomo è come lui stesso» (m.Berakhot 5,5; Qiddushin 43a). Il mutismo di Zaccaria (kōphós, v.22) è un segno-sanzione proporzionato: l'indugio nel heikhal era già soggetto a limitazioni secondo m.Yoma 5,1.

Lettura non sostitutiva

La pericope di Lc 1,5-25 si radica interamente nella storia della salvezza d'Israele e non contiene alcun elemento di rottura con essa. Il vangelo lucano si apre nel Tempio, con una coppia sacerdotale irreprensibile nella Torah: non esiste qui alcuna opposizione tra fedeltà alla Legge e apertura alla promessa. Il ministero di Giovanni è definito esplicitamente come teshuvah dentro Israele — «ricondurrà molti dei figli d'Israele al Signore loro Dio» — non come predicazione rivolta contro Israele né come sua sostituzione. La sterilità vinta riprende il filo delle matriarche: è la medesima storia della fedeltà di Dio al proprio popolo che continua. Giovanni è l'Elia di Malachia, figura attesa dentro la tradizione profetica d'Israele, e la sua venuta realizza l'oracolo di Ml 3,23-24 senza abrogarlo. Il compimento è interno, non sostitutivo: la promessa fatta ai padri si realizza attraverso i figli, nella riconciliazione intergenerazionale che il precursore è chiamato a operare.

Note testuali

  • v.5 — Hērṓdou basiléōs tês Ioudaías: Erode il Grande (37-4 aC), re-vassallo romano (Josephus AJ 14,381-385); ex ephēmerías Abiá: ottava delle 24 mishmarot (1Cr 24,10); ek tôn thygatérōn Aarṓn: discendenza aronnide bilaterale, Elishevaʿ = nome della moglie di Aronne (Es 6,23).
  • v.6 — díkaioi enantíon toû theoû: tzaddiqim secondo i criteri biblici; ámemptoi en pásais taîs entolaîs kaì dikaiṓmasin: mitzvot e chuqqim osservati pienamente; nessun appiglio per lo stereotipo del «legalismo esteriore».
  • v.7 — steîra: ʿaqarah, categoria AT delle matriarche (Sara, Rebecca, Rachele, Anna); aphelein óneidós mou: cherpah, vergogna sociale della sterilità (Gn 30,23; 1Sam 1,6-10).
  • v.9 — thymiâsai: ketoret, korban d'incenso (Es 30,7-8); élache: gôral, sorteggio (m.Tamid 5,2; 6,3); tòn naòn toû kyríou: heikhal, il Santo del Tempio.
  • v.13 — kaléseis tò ónoma autoû Iōánnēn: Yohanan, «YHWH ha fatto grazia»; nome non patronimico, scelta divina che spezza l'usanza familiare (cf. v.61).
  • v.15 — oînon kaì síkera oú mḕ píēi: voto di nazir (Nm 6,1-8), come Sansone e Samuele; pneúmatos hagíou plēsthḗsetai éti ek koilías mētròs autoû: vocazione profetica prenatale (cf. Ger 1,5).
  • v.17 — en pneúmati kaì dynámei Ēlíou: compimento di Ml 3,23-24 LXX; epistrépsai kardías patérōn epì tékna: citazione letterale di Ml 3,24 LXX; apestálēn lalêsai: logica dello shaliach (m.Berakhot 5,5; Qiddushin 43a).
  • v.19 — Gabriḗl: «uomo di El», angelo escatologico di Dn 8,16 e 9,21.
  • v.22 — siōpôn kaì mḕ dynámenos lalêsai: kōphós, segno-sanzione per la mancanza di fede del kohen; epégnōsan hóti optasían heṓraken: opîasía, termine tecnico per visione profetica (Dn 9,23 LXX).

Domande Frequenti

Perché l'offerta dell'incenso era così solenne per Zaccaria?

Il ketoret sull'altare interno del Santo veniva assegnato per sorteggio (gôral) tra i sacerdoti del turno, come stabilito in m.Tamid 5,2 e 6,3. Tale privilegio occorreva di norma una sola volta nella vita del sacerdote, rendendo il momento eccezionale e irripetibile nel suo ministero.

In che senso Giovanni è descritto come nazireo?

L'astensione da «vino e bevande inebrianti» (v.15) riprende il voto di nazir prescritto in Nm 6,1-8, segno halakhico di consacrazione totale a Dio. Non si tratta di condanna del vino, ma di consacrazione analoga a quella di Sansone e Samuele, figure bibliche di vocazione straordinaria dentro Israele.

Perché il dubbio di Zaccaria è trattato diversamente da quello di Abramo in Gn 15,8?

Entrambi chiedono un segno di conferma, ma Zaccaria è un kohen che si trova nel heikhal, il luogo più sacro, di fronte a Gabriele, l'angelo escatologico di Dn 8,16 e 9,21. Il contesto cultuale e la dignità del messaggero rendono la richiesta proporzionalmente meno giustificabile, motivando il segno-sanzione del mutismo.

Il ministero del Battista implica una rottura con Israele?

No. Lc 1,16 definisce la missione come teshuvah — «ricondurrà molti dei figli d'Israele al Signore loro Dio» — e Lc 1,17 cita letteralmente Ml 3,24 LXX. Giovanni opera dentro la casa d'Israele come Elia escatologico atteso dalla tradizione profetica, realizzando la riconciliazione intergenerazionale promessa senza alcuna sostituzione.

Riferimenti biblici

Testo greco: The Greek New Testament: SBL Edition, © 2010 Society of Biblical Literature and Logos Bible Software, CC BY 4.0.