Torna alle Fonti

Scelta dei dodici apostoli — Luca 6,12-19

Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · lettura ortodossa

567 pericopi

Scelta dei dodici apostoli

12-19
Greco12 Ἐγένετο δὲ ἐν ταῖς ἡμέραις ταύταις ⸂ἐξελθεῖν αὐτὸν⸃ εἰς τὸ ὄρος προσεύξασθαι, καὶ ἦν διανυκτερεύων ἐν τῇ προσευχῇ τοῦ θεοῦ. 13 καὶ ὅτε ἐγένετο ἡμέρα, προσεφώνησεν τοὺς μαθητὰς αὐτοῦ, καὶ ἐκλεξάμενος ἀπ’ αὐτῶν δώδεκα, οὓς καὶ ἀποστόλους ὠνόμασεν, 14 Σίμωνα ὃν καὶ ὠνόμασεν Πέτρον καὶ Ἀνδρέαν τὸν ἀδελφὸν αὐτοῦ ⸀καὶ Ἰάκωβον καὶ Ἰωάννην ⸁καὶ Φίλιππον καὶ Βαρθολομαῖον 15 ⸀καὶ Μαθθαῖον καὶ Θωμᾶν ⸁καὶ ⸀Ἰάκωβον Ἁλφαίου καὶ Σίμωνα τὸν καλούμενον Ζηλωτὴν 16 ⸀καὶ Ἰούδαν Ἰακώβου καὶ Ἰούδαν ⸀Ἰσκαριὼθ ⸀ὃς ἐγένετο προδότης. 17 Καὶ καταβὰς μετ’ αὐτῶν ἔστη ἐπὶ τόπου πεδινοῦ, καὶ ὄχλος ⸀πολὺς μαθητῶν αὐτοῦ, καὶ πλῆθος πολὺ τοῦ λαοῦ ἀπὸ πάσης τῆς Ἰουδαίας καὶ Ἰερουσαλὴμ καὶ τῆς παραλίου Τύρου καὶ Σιδῶνος, 18 οἳ ἦλθον ἀκοῦσαι αὐτοῦ καὶ ἰαθῆναι ἀπὸ τῶν νόσων αὐτῶν· καὶ οἱ ⸂ἐνοχλούμενοι ἀπὸ⸃ πνευμάτων ⸀ἀκαθάρτων ἐθεραπεύοντο· 19 καὶ πᾶς ὁ ὄχλος ⸀ἐζήτουν ἅπτεσθαι αὐτοῦ, ὅτι δύναμις παρ’ αὐτοῦ ἐξήρχετο καὶ ἰᾶτο πάντας.
Lettura Ortodossa12 In quei giorni egli se ne andò sul ⓘ. 13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse ⓘ, ai quali diede anche il nome di ⓘ: 14 ⓘ, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 15 Matteo, Tommaso, Giacomo figlio di Alfeo, ⓘ, 16 Giuda figlio di Giacomo e ⓘ. 17 Disceso con loro, si fermò in un ⓘ. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal ⓘ, 18 che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti; anche quelli tormentati da spiriti impuri venivano guariti. 19 Tutta la folla cercava di ⓘ, perché da lui usciva una ⓘ che guariva tutti.
Approfondimento storico-halakhico

Contesto storico

Luca 6,12-19 si colloca nella Galilea del primo secolo, nel periodo del Secondo Tempio, quando il movimento di Gesù opera all'interno del pluralismo giudaico coevo — perushim, sadducei, esseni di Qumran, zeloti. La notte di preghiera sul monte precede una decisione giuridicamente strutturata: la costituzione di un gruppo di dodici shluchim (inviati). Il numero dodici non è arbitrario: rimanda alle dodici tribù d'Israele e, in contesto messianico, allude alla ricostituzione del popolo dell'alleanza, gesto profetico attestato anche in Mt 19,28 («giudicheranno le dodici tribù d'Israele»). La folla che accorre include gente «dalla costa di Tiro e Sidone», territorio fenicio e parzialmente pagano, dato geopolitico che Flavio Giuseppe documenta come zona di contatto e tensione con la Galilea ebraica. La composizione paradossale del gruppo — un esattore fiscale al servizio di Roma e un simpatizzante zelota — riflette la varietà interna al giudaismo del Secondo Tempio.

Analisi lessicale

Il v. 12 presenta dianyktereúōn en tê proseuchê («passando la notte in preghiera»): il participio presente continuo sottolinea la durata prolungata dell'atto orante, tratto redazionale caratteristico di Luca che associa le grandi decisioni alla preghiera notturna. Il verbo proseúxasthai (aoristo infinito) indica la salita sul monte con lo scopo determinato di pregare.

Al v. 13 dṓdeka («dodici») porta il peso simbolico delle tribù; apostólous traduce l'ebraico shaliach (pl. shluchim), termine tecnico del diritto giuridico ebraico. Al v. 15 Zēlōtḗn designa l'appartenenza o simpatia al movimento del fervore anti-romano. Al v. 17 tópos pedinós («luogo pianeggiante») è la cornice geografica del discorso della pianura, parallelo lucano del discorso della montagna matteano. Al v. 19 dýnamis («forza, potenza») indica la potenza guaritrice che promana da Gesù: il termine greco va ancorato all'ebraico koach (forza operativa concreta) ed evita derive platoniche verso un'energia cosmica astratta; la salvezza tocca i corpi, non è sapere segreto riservato a iniziati. Il verbo háptesthai («toccare») al v. 19 descrive il contatto fisico che trasmette la forza guaritrice.

Fonti ebraiche

Il gesto di salire sul monte a pregare prima di una decisione capitale richiama Mosè che sale sul Sinai (Es 24,12-18) e Elia sul Carmelo (1Re 18,42): la montagna è luogo teofanico per eccellenza nella tradizione biblica. La scelta di dodici rappresentanti evoca le liste tribali di Nm 1 e l'ideale di restaurazione delle dodici tribù presente in Ez 37,15-28 e in testi intertestamentali come il Documento di Damasco (CD 10,4-10), che prevede un consiglio di dodici uomini nella comunità escatologica di Qumran.

Il principio dello shaliach («inviato») è attestato nella letteratura tannaita: la formula shelucho shel adam kemoto («l'inviato di un uomo è come l'uomo stesso») compare in m.Berakhot 5,5 e trova sviluppo in b.Qiddushin 43a. Secondo tale principio, l'inviato rappresenta il mandante con piena autorità giuridica, il che conferisce agli apostólous del v. 13 non solo un ruolo carismatico ma un preciso mandato legale.

La folla proveniente da Tiro e Sidone ricorda l'episodio eliano della vedova di Sarepta (1Re 17,8-24), richiamato esplicitamente da Luca in 4,26 a proposito dell'universalità della missione profetica.

Halakhah e dimensione pratica

La costituzione dei Dodici risponde a categorie giuridiche precise del giudaismo del Secondo Tempio: non si tratta di un gruppo carismatico informale, ma di un corpo di shluchim investiti di mandato secondo il diritto dello shlichut. Il principio shelucho shel adam kemoto (m.Berakhot 5,5; b.Qiddushin 43a) implica che l'inviato agisce con la piena autorità del mandante: ogni atto compiuto dagli apostoli vincola giuridicamente il mittente.

La revoca del mandato segue procedure precise: b.Gittin 32a tratta la revoca della shlichut e la sua comunicazione agli interessati; la sostituzione di Giuda con Mattia (At 1,23-26) riflette questa logica giuridica di reintegrazione del collegio. Le qualifiche degli emissari includono la maturità (b.Hullin 24b), condizione implicita nella scelta di uomini adulti. Il numero dodici funziona come quorum collegiale: m.Sanhedrin 4,1 stabilisce le condizioni per un collegio giudicante, e il collegamento con il giudizio delle dodici tribù (Mt 19,28) inserisce i Dodici in una cornice giuridico-escatologica precisa. La presenza di Simone lo Zelota e di Matteo l'esattore nello stesso collegio mostra che la shlichut trascende le divisioni politiche interne al giudaismo del Secondo Tempio, ricomponendo nel corpo degli inviati la varietà del popolo dell'alleanza.

Lettura non sostitutiva

La scelta dei Dodici non inaugura un «nuovo Israele» che prende il posto dell'antico: è gesto di ricostituzione d'Israele, non di sostituzione. Il numero dodici rimanda alle tribù storiche e all'alleanza sinaitica; il mandato degli shluchim opera all'interno delle categorie giuridiche del giudaismo del Secondo Tempio, non contro di esse. La folla dell'alleanza — identificata come laos in altri luoghi lucani — risponde all'appello insieme ai guariti provenienti dalla costa pagana: l'universalità non annulla la particolarità d'Israele, ma si irradia a partire da essa.

I perushim non sono demonizzati nel testo; la distinzione rilevante è tra il popolo (laos) e l'oligarchia sacerdotale (archiereîs). Il compimento di cui parla Luca 6 è quello annunciato in Mt 5,17: «Non sono venuto ad abolire ma a portare a compimento». La dýnamis che guarisce i corpi è potenza concreta, non spiritualizzazione gnostica; la salvezza raggiunge la sárx — da ancorare all'ebraico basar (carne, corporeo, creaturale) — senza derive platoniche verso un'anima liberata dal corpo.

Note testuali

  • v. 12 — eis tò óros proseúxasthai: «salì sul monte a pregare»; dianyktereúōn en tê proseuchê: «passò tutta la notte in preghiera» — participio presente continuo, tratto redazionale lucano che associa le grandi scelte alla preghiera prolungata.
  • v. 13 — dṓdeka: «dodici», il numero delle tribù d'Israele, gesto profetico di ricostituzione del popolo; apostólous: «apostoli» = shluchim, inviati con piena autorità del mandante secondo il principio shelucho shel adam kemoto (m.Berakhot 5,5).
  • v. 14 — Símōna ... Pétron: Simone soprannominato Pietro = Kefa (aramaico), «roccia».
  • vv. 15-16 — Símōna ... Zēlōtḗn: Simone lo Zelota, appartenenza o simpatia al movimento del fervore anti-romano; Ioúdan Iskariṑth hòs egéneto prodótēs: «Giuda Iscariota che divenne il traditore» — l'aoristo egéneto anticipa narrativamente l'esito.
  • v. 17 — tópou pedinoû: «luogo pianeggiante», cornice geografica del discorso lucano delle beatitudini; paralíou Týrou kaì Sidônos: «costa di Tiro e Sidone», zona fenicia e parzialmente pagana.
  • v. 19 — háptesthai autoû: «toccarlo», il contatto fisico che trasmette la forza guaritrice; dýnamis: «potenza», forza operativa concreta che promana da Gesù e guarisce i corpi — da ancorare all'ebraico koach, non a un'energia cosmica astratta.

Domande Frequenti

Perché Gesù passa tutta la notte in preghiera prima di scegliere i Dodici?

Luca associa sistematicamente le decisioni capitali alla preghiera notturna. La veglia orante (dianyktereúōn) sul monte richiama il modello mosaico ed eliano: le scelte che strutturano il popolo nascono dal dialogo con Dio, non da calcolo politico. È tratto redazionale distintivo di Luca rispetto ai paralleli sinottici.

Perché il numero dodici è teologicamente rilevante?

Dodici corrisponde alle tribù d'Israele. Scegliere dodici shluchim è gesto profetico di ricostituzione del popolo dell'alleanza in prospettiva escatologica, attestato anche in Mt 19,28 e in testi di Qumran (CD 10,4-10), che prevedono un consiglio di dodici nella comunità escatologica.

Che differenza c'è tra 'apostolo' e un semplice discepolo?

Apóstolos traduce l'ebraico shaliach: l'inviato che rappresenta il mandante con piena autorità giuridica, secondo il principio shelucho shel adam kemoto (m.Berakhot 5,5; b.Qiddushin 43a). Non è un titolo onorifico ma un mandato legale preciso: gli atti dell'inviato vincolano il mittente.

La folla proveniente da Tiro e Sidone implica una missione ai pagani già in questa fase?

No: il testo mostra un'attrazione che supera i confini geografici di Israele, ma la missione resta centrata sul popolo dell'alleanza. Il parallelo con Elia e la vedova di Sarepta (1Re 17; Lc 4,26) indica che la potenza profetica raggiunge i confini senza abrogare la priorità d'Israele.

Riferimenti biblici

Testo greco: The Greek New Testament: SBL Edition, © 2010 Society of Biblical Literature and Logos Bible Software, CC BY 4.0.