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Nuova Alleanza
Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · traduzione · lettura ortodossa
567 pericopi
L'amministratore scaltro e le due signorie — Lc 16,1-13
Lc 16,1-13·NA28·103/156·// Mt 6,24
οἰκονόμον=amministratore (economo regale, Is 22,22)φρονίμως=con scaltrezzaοἱ υἱοὶ τοῦ φωτός=i figli della luceבני אור bnei or (Qumran)τοῦ μαμωνᾶ τῆς ἀδικίας=la Mammona dell'ingiustiziaοὐ δύνασθε θεῷ δουλεύειν καὶ μαμωνᾷ=non potete servire Dio e Mammona
XXV domenica T.O. — anno C (Lc 16,1-13)
Vers.
Greco
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
1
Ἔλεγεν δὲ καὶ πρὸς τοὺς μαθητάς· Ἄνθρωπός τις ἦν πλούσιος ὃς εἶχεν οἰκονόμον, καὶ οὗτος διεβλήθη αὐτῷ ὡς διασκορπίζων τὰ ὑπάρχοντα αὐτοῦ.
Diceva anche ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
Diceva poi anche ai discepoliⓘ: «Un uomo era ricco, che aveva un amministratore (oikonomos) amministratoreⓘ, il gestore di fiducia della casa, e questi fu accusatoⓘ presso di lui come uno che dissipavaⓘ i suoi beni.
2
καὶ φωνήσας αὐτὸν εἶπεν αὐτῷ· Τί τοῦτο ἀκούω περὶ σοῦ; ἀπόδος τὸν λόγον τῆς οἰκονομίας σου, οὐ γὰρ δύνῃ ἔτι οἰκονομεῖν.
Lo chiamò e gli disse: 'Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare'.
E, chiamatolo, gli disse: Che è questo che odo di te? Rendi il contoⓘ della tua amministrazione, non puoi infatti più amministrare.
3
εἶπεν δὲ ἐν ἑαυτῷ ὁ οἰκονόμος· Τί ποιήσω, ὅτι ὁ κύριός μου ἀφαιρεῖται τὴν οἰκονομίαν ἀπ' ἐμοῦ; σκάπτειν οὐκ ἰσχύω, ἐπαιτεῖν αἰσχύνομαι.
L'amministratore disse tra sé: 'Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.
Disse fra sé l'amministratore: Che farò, poiché il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappareⓘ non ho forza, mendicare mi vergogno.
4
ἔγνων τί ποιήσω, ἵνα ὅταν μετασταθῶ ἐκ τῆς οἰκονομίας δέξωνταί με εἰς τοὺς οἴκους αὐτῶν.
So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua'.
So che farò, affinché, quando sarò rimosso dall'amministrazione, mi accolgano nelle loro case.
5
καὶ προσκαλεσάμενος ἕνα ἕκαστον τῶν χρεοφειλετῶν τοῦ κυρίου ἑαυτοῦ ἔλεγεν τῷ πρώτῳ· Πόσον ὀφείλεις τῷ κυρίῳ μου;
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: 'Tu quanto devi al mio padrone?'.
E, chiamati a sé uno per uno i debitori del suo padrone, diceva al primo: Quanto devi al mio padrone?
6
ὁ δὲ εἶπεν· Ἑκατὸν βάτους ἐλαίου. ὁ δὲ εἶπεν αὐτῷ· Δέξαι σου τὰ γράμματα καὶ καθίσας ταχέως γράψον πεντήκοντα.
Quello rispose: 'Cento barili d'olio'. Gli disse: 'Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta'.
Ed egli disse: Cento bati d'olioⓘ. Egli gli disse: Prendi il tuo documentoⓘ e, sedutoti presto, scrivi cinquanta.
7
ἔπειτα ἑτέρῳ εἶπεν· Σὺ δὲ πόσον ὀφείλεις; ὁ δὲ εἶπεν· Ἑκατὸν κόρους σίτου. λέγει αὐτῷ· Δέξαι σου τὰ γράμματα καὶ γράψον ὀγδοήκοντα.
Poi disse a un altro: 'Tu quanto devi?'. Rispose: 'Cento misure di grano'. Gli disse: 'Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta'.
Poi a un altro disse: Tu quanto devi? Ed egli disse: Cento cori di granoⓘ. Gli dice: Prendi il tuo documento e scrivi ottanta.
8
καὶ ἐπῄνεσεν ὁ κύριος τὸν οἰκονόμον τῆς ἀδικίας ὅτι φρονίμως ἐποίησεν· ὅτι οἱ υἱοὶ τοῦ αἰῶνος τούτου φρονιμώτεροι ὑπὲρ τοὺς υἱοὺς τοῦ φωτὸς εἰς τὴν γενεὰν τὴν ἑαυτῶν εἰσιν.
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
E lodò il padrone l'amministratore ingiustoⓘ perché agì con scaltrezzaⓘ, abbonando i debiti secondo il rilascio della shemittah rilascio della shemittahⓘ; perché i figli di questo mondoⓘ, i figli di questo mondo presente (bnei ha-olam ha-zeh), sono più scaltri verso la loro generazione dei figli della luceⓘ.
9
Καὶ ἐγὼ ὑμῖν λέγω, ἑαυτοῖς ποιήσατε φίλους ἐκ τοῦ μαμωνᾶ τῆς ἀδικίας, ἵνα ὅταν ἐκλίπῃ δέξωνται ὑμᾶς εἰς τὰς αἰωνίους σκηνάς.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
litri (Ez 45,11); cento bati ≈ tremila litri d'olio⟧. Egli gli disse: Prendi il tuo documentoⓘ e, sedutoti presto, scrivi cinquanta.
10
ὁ πιστὸς ἐν ἐλαχίστῳ καὶ ἐν πολλῷ πιστός ἐστιν, καὶ ὁ ἐν ἐλαχίστῳ ἄδικος καὶ ἐν πολλῷ ἄδικός ἐστιν.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.
Chi è fedeleⓘ nel minimo, anche nel molto è fedele; e chi nel minimo è ingiusto, anche nel molto è ingiusto.
11
εἰ οὖν ἐν τῷ ἀδίκῳ μαμωνᾷ πιστοὶ οὐκ ἐγένεσθε, τὸ ἀληθινὸν τίς ὑμῖν πιστεύσει;
Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?
Se dunque nella Mammona ingiusta non foste fedeli, il veroⓘ chi vi affiderà?
12
καὶ εἰ ἐν τῷ ἀλλοτρίῳ πιστοὶ οὐκ ἐγένεσθε, τὸ ὑμέτερον τίς ὑμῖν δώσει;
E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
E se nell'altruiⓘ non foste fedeli, il vostro chi vi darà?
13
Οὐδεὶς οἰκέτης δύναται δυσὶ κυρίοις δουλεύειν· ἢ γὰρ τὸν ἕνα μισήσει καὶ τὸν ἕτερον ἀγαπήσει, ἢ ἑνὸς ἀνθέξεται καὶ τοῦ ἑτέρου καταφρονήσει. οὐ δύνασθε θεῷ δουλεύειν καὶ μαμωνᾷ.
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
Nessun servoⓘ può servireⓘ — rendere il servizio esclusivo (avodah) — a due padroniⓘ; o infatti odierà l'uno e amerà l'altro, o si terrà stretto all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e Mammona — non potete essere schiavi di Dio e del denaro come signoreⓘ».